Home arrow Giovani in lotta arrow Corrispondenze Studentesche arrow Il riordino dei cicli scolastici
Prossime iniziative
Menu
Home
Rifondazione Comunista
Politica Italiana
Movimento operaio
Giovani in lotta
Internazionale
America Latina
Venezuela
Teoria marxista
Economia
Scienza ed Ambiente
Storia e Memoria
Antifascismo
Movimento Noglobal
Immigrazione
Donne e Rivoluzione
Tutto il resto...
Archivio numeri FM
Link
Iniziative
Mailing list
Iscriviti alla nostra mailing list
L'ultimo numero di FM
fm210_small
Festa Rossa 2007
webtv
Articoli correlati
testataG
Il riordino dei cicli scolastici Stampa E-mail
Scritto da Francesco Bavila (Csp L. Cassico Omero- Milano)   

Un ritorno alla scuola degli anni ‘50

Il 2 febbraio il Senato ha definitivamente approvato il Riordino dei cicli scolastici presentato dal Ministro della Pubblica Istruzione Berlinguer. Questa nuova riforma prosegue sulla strada di smantellamento della scuola pubblica e di adeguamento della scuola alle esigenze dell’impresa.

Un primo ciclo di… licenziamenti

Il Riordino prevede la sostituzione delle attuali elementari e medie (in tutto 8 anni) con un unico ciclo di 7 anni. La scuola riordinata dura quindi un anno in meno e non ci sembra una buona base da quale partire. Con questo anno in meno, si è previsto che circa 80.000 docenti finiranno in esubero e perderanno probabilmente il posto.

Un secondo ciclo di… selezione scolastica!

Dopo il primo ciclo di 7 anni ne segue un secondo di 5, diviso in un biennio e in un triennio. Il biennio è obbligatorio per tutti e così si stabilisce definitivamente l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 15 anni. Peccato che a questo bel provvedimento formale non seguano fatti che lo rendano un provvedimento effettivo. Non solo non vengono assunti nuovi insegnanti e costruite nuove strutture, ma si tagliano le risorse che già esistono.

Il biennio, inoltre, è obbligatorio per tutti, ma non uguale: subito dopo la fine del primo ciclo (a 13 anni) bisognerà scegliere quale indirizzo affrontare (scientifico, tecnico, artistico ecc.). La scelta sarà vincolante. Nonostante il Ministro Berlinguer sostenga che uno studente possa tornare indietro sulla propria scelta, è evidente che lo può fare solo perdendo 1 o 2 anni e rifacendo il biennio di orientamento. Questo vuol dire che un ragazzino a 13 anni dovrà scegliere che fare della sua vita.

La scelta non avverrà in base a "vocazioni astratte", ma in base a precise esigenze economiche. Già oggi la famiglie di lavoratori scelgono per i loro figli percorsi di studio brevi (istituti o formazione professionale) perché non sanno per quanto potranno permettersi di mantenere i propri figli agli studi e non se la sentono di avventurarsi in percorsi più lunghi (liceo e università).

Anticipando la scelta scolastica a 13 anni, questo fenomeno si accentua. I figli dei lavoratori saranno portati a scegliere un orientamento tecnico. L’orientamento tecnico esclude nei fatti uno sbocco universitario.

Si riproduce così quel "doppio binario" che esisteva negli anni ‘50 per cui chi sceglieva gli istituti tecnici non poteva andare all’università.

Un terzo ciclo di… favori alle imprese!

Nel triennio (15-18 anni) infine non vige più un obbligo scolastico ma un obbligo formativo; ovvero al sedicenne si parano davanti 3 strade possibili: proseguire gli studi oppure la formazione professionale oppure l’apprendistato.

Questo è un grosso affare per gli enti privati (in buona parte legati alla chiesa cattolica e alle associazioni industriali) che gestiscono la maggioranza della formazione professionale. Si calcola che vedranno un quadruplicare delle proprie iscrizioni, rette e contributi dallo Stato.

Il triennio formativo è anche un buon affare per le imprese che grazie all’apprendistato potranno usufruire di una grossa quantità di mano d’opera non sindacalizzata e a salario minimo.

Obbligo scolastico fino a 18 anni uguale per tutti!

La ciliegina sulla torta è che il 15% dei programmi sarà stabilita dalle singole scuole sotto la pressione di privati, sponsor ecc. Il Governo di centro-sinistra lascia un enorme regalo ai suoi successori, visto che questo 15% dei programmi potrà essere esplicitamente ampliato dai prossimi governi.

Noi lottiamo per l’innalzamento dell’obbligo scolastico. Difendiamo questo innalzamento fino ai 18 anni. Ma non alle condizioni dettate da Berlinguer. Siamo per un obbligo scolastico uguale per tutti e che a 18 anni lasci ancora aperte tutte le strade a chi vuole intraprendere l’università o andare a lavorare. La scolarizzazione di massa si crea così e non regalando studenti quindicenni all’apprendistato delle aziende.

 
< Prec.   Pros. >