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Scritto da La Redazione   

Call center

Ormai da qualche anno anche in Italia si stanno diffondendo i cosiddetti "call center", centralini telefonici che, a partire dalle assicurazioni private fino ai corrieri espressi, offrono servizi ad orario continuato. Nella maggior parte dei casi questi centralini assumono manodopera giovane, per lo più studenti universitari con contratti interinali o a termine senza alcun tipo di diritto sindacale.

Abbiamo, perciò, intervistato due lavoratori di questi call center, per farci spiegare quali siano le loro reali condizioni di lavoro.

In che cosa consiste esattamente il vostro lavoro?

Rispondiamo ad un numero verde attivo 12 ore su 24 ed offriamo assistenza telefonica di diverso tipo, cercando di soddisfare le richieste dei clienti. Al centralino siamo circa 200 lavoratori, lavoriamo su turni di 4 ore, 5 giorni alla settimana alternando tra riposi infrasettimanali e, ogni quattro settimane, nei week-end.

Con che tipo di contratto siete assunti?

I giovani vengono assunti con il contratto di formazione lavoro (Cfl), della durata di due anni. L’azienda ha un continuo bisogno di nuovi operatori, perché in questo momento é in espansione, succede, perciò, che spesso superi la quota di Cfl previsti dalla legge e sia costretta ad assumere alcune persone con contratto a tempo indeterminato, anche se in realtà non vorrebbe. È chiaro, infatti, che assumere con Cfl é sicuramente più conveniente: prima di tutto costano molto di meno all’azienda in quanto buona parte dei contributi li paga lo stato, oltre al fatto che rendono i lavoratori più ricattabili.

Il fatto che l’azienda pur di assumere applichi anche contratti a tempo determinato dimostra che dietro i Cfl si nasconde solo il vantaggio economico e la flessibilità per l’azienda e non quello che questi contratti offrono più possibilità di assunzione. L’azienda dovrebbe essere obbligata ad assumere tutti i lavoratori a tempo indeterminato.

Quali sono le vostre condizioni di lavoro?

Ci sono molte cose che non vanno bene. Per esempio nonostante i ritmi di lavoro serrati che ci sono in alcune fasce orarie nelle quali ti ritrovi a rispondere ad una telefonata dopo l’altra, si ha diritto ad una pausa di soli 5 minuti in 4 ore, tra le altre cose concessa solo se non ci sono code di telefonate in attesa. Questo significa che tutte le volte devi decidere se andare in bagno o fumarti una sigaretta o bere un caffè. Poi c’é la questione dei ritardi: per ogni minuto di ritardo ti viene tolta mezz’ora dallo stipendio, senza la possibilità di recuperarlo; e a fine mese non viene nemmeno consegnato il foglio presenze, cosicché non hai la possibilità di controllare effettivamente i tuoi ritardi.

Un altro problema sentito dai lavoratori è quello dei cambi turno, cioè la possibilità di cambiare il tuo turno con quello di un altro lavoratore per problemi ed esigenze personali. Anche se in realtà ce ne spetterebbe almeno uno al mese (che comunque è poco), non sempre questo viene concesso, piuttosto, preferiscono darti un giorno di ferie. Anche se può sembrare una cavolata, in realtà per chi lavora come noi ogni settimana con orari diversi e in base a questi deve organizzare la propria vita, la possibilità di avere più di un cambio turno al mese è importante.

Non ci sono solo studenti universitari, ci lavoratori che per arrotondare lo stipendio di part-time, svolgono altri lavori, ci sono madri di famiglia, quindi questa esigenza é molto sentita dai lavoratori. Non per nulla una delle prime vittorie che hanno ottenuto i lavoratori di Infostrada, è stata la possibilità di fare otto cambi turno al mese. Anche prendere le ferie sembra diventato un problema, non puoi prenderle quando vuoi, ma le tue esigenze devono essere subordinate ai "carichi di lavoro dell’azienda", sotto natale sarà sicuramente impossibile prendere giorni, perché sarà il periodo in cui ci saranno più chiamate. Siccome la maggior parte dei clienti che chiamiamo sono reperibili sopratutto alla sera, gli straordinari richiesti sono spesso nelle ore serali.

I lavoratori spesso non sono nelle condizioni di rifiutare e va a finire che chi ha il turno al mattino deve tornare dopo qualche ora, oppure se abita lontano deve stare in azienda tutto il giorno. Questo è ingiusto perché di fatto si inserisce il turno spezzato, oltre a dimostrare che l’azienda ti assume part-time per convenienza sapendo che se ha bisogno di più ore comunque gli costi meno di un full-time.

C’è poi il problema del controllo che i capi fanno in modo non dichiarato, collegandosi al tuo telefono di nascosto, oppure con finte telefonate.

I lavoratori come vedono la possibilità di far entrare il sindacato nell’azienda?

Sicuramente questa volontà c’è, spesso ci capita di discutere fuori dall’orario di lavoro perché non siamo più disposti a tollerare questi soprusi. C’é paura a ribellarsi, perché su di noi pende il ricatto della riconferma.
Non a caso gli unici che hanno iniziato ad iscriversi al sindacato, anche come forma di difesa, siano stati i lavoratori a tempo indeterminato.

Anche se la maggior parte di noi non ha mai avuto esperienze in campo sindacale, è stato chiaro a tutti, fin dai primi mesi, la necessità di contrapporre alla logica dei padroni il rispetto dei nostri diritti quotidianamente calpestati. Ci sono però anche parecchi ostacoli. Siamo tutti giovani e molti, pensano che questo non sarà il lavoro della loro vita e quindi non vedono la necessità di impegnarsi per cambiare la situazione.

Dobbiamo combattere l’illusione che in un altro posto di lavoro sarà meglio, quello che oggi purtroppo viene offerto ai giovani sono soltanto lavori flessibili e senza diritti, e se non iniziamo a fare qualcosa adesso, la musica del futuro sarà peggiore.

 
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