La polemica estiva sull’ora di religione è nata da una frase di Berlinguer. Il Ministro avrebbe dichiarato:"l’ora di religione non dev’essere catechesi, il Concordato va rivisto". Ne è derivata una polemica aspra. L’impressione è quella di trovarsi di fronte ad una polemica pompata ad arte. Le forze cattoliche hanno capito che più starnazzano, più riceveranno ai prossimi accordi sulla parità. Di fronte alle critiche da destra, Berlinguer ha smentito le proprie frasi. E’ la solita storia di questo Governo. Un giorno cerca di dare un colpo a sinistra, e un giorno uno a destra. Diciamo cerca, perché dopo aver dato il colpo a sinistra, quello a destra non arriva mai.
La Cei (Conferenza Epis-copale Italiana) ha risposto stizzita:"non si tratta di un’ora di catechismo, ma di un’ora in cui si parla dell’uomo dal punto di vista universale della chiesa cattolica". Non ci interessa se questo è"catechismo" o no. Lo Stato italiano è laico, almeno sulla carta. La sua laicità è sancita dalla carta che conta meno in Italia: la carta costituzionale. Di fronte allo Stato, la chiesa è solo un organismo privato. L’ora di religione è quindi come un’ora data in appalto dallo Stato ad un ente privato. Questo non ha niente a che vedere con quello che dovrebbe essere la scuola pubblica in uno Stato laico.
La Chiesa ci accuserà di volere "oscurare" la religione. Si potrebbe discutere del fatto che in Italia la religione è tutt’altro che oscurata. Ma al di là di questo: si faccia pure "storia delle religioni e dell’ateismo" all’interno del programma storico. Pensiamo che potrebbe essere estremamente educativo. Tanto che il Papa è più volte costretto a scusarsi per i "crimini storici" compiuti dalla Chiesa. Ma perché quest’ora dovrebbe essere tenuta da insegnanti scelti dalla Curia cattolica? Questo è un mistero. Gli insegnanti di religione, non appartenenti direttamente al clero sono stati vittime solo di soprusi in questi anni. Questa è la verità. Solo l’anno scorso abbiamo avuto due casi: uno di un’insegnante di religione licenziata perché aveva figli senza essere sposata ed uno di un docente licenziato perché omosessuale.
La realtà è che, tra parità scolastica ed ora di religione, la curia sta combattendo la sua battaglia contro la "caduta delle vocazioni". L’ora di religione sta vedendo una diminuzione di frequenze. Gli studenti che non se ne avvalgono sono in aumento. La Cei vede addirittura con terrore la possibilità che l’ora di religione si metta solo alla fine delle lezioni: quanti studenti se ne andrebbero a casa?
Le famiglie che scelgono le scuole private cattoliche, poi, sono in caduta libera. C’è anche il capitolo della formazione professionale, dove le associazioni cattoliche mantengono uno strapotere vergognoso. La formazione professionale privata riceve all’anno oltre 4.300 miliardi di finanziamenti pubblici. I primi beneficiari sono i salesiani e l’Enaip (ente delle Acli).
La nostra proposta è l’abolizione dell’ora di religione durante l’orario scolastico. Ne consegue la nostra contrarietà anche all’ora alternativa. In una scuola laica non vi è divisione tra cattolici ed alternativi. "Pluralismo, pluralismo," sarà allora la richiesta isterica dei falsi pluralisti. Così sia: facciamo pure "storia delle religioni e dell’ateismo" nel normale programma storico e l’ora di religione fuori dall’orario scolastico per gli studenti che la richiedano. Ma neanche una lira dello Stato laico deve andare a pagare insegnanti scelti dalla curia. E neanche un insegnante della scuola laica può essere scelto dalla Chiesa.