Home arrow Giovani in lotta arrow Corrispondenze Studentesche arrow Comitati in difesa della Scuola Pubblica
Prossime iniziative
Menu
Home
Rifondazione Comunista
Politica Italiana
Movimento operaio
Giovani in lotta
Internazionale
America Latina
Venezuela
Teoria marxista
Economia
Scienza ed Ambiente
Storia e Memoria
Antifascismo
Movimento Noglobal
Immigrazione
Donne e Rivoluzione
Tutto il resto...
Archivio numeri FM
Link
Iniziative
Mailing list
Iscriviti alla nostra mailing list
L'ultimo numero di FM
fm210_small
Festa Rossa 2007
webtv
Articoli correlati
testataG
Comitati in difesa della Scuola Pubblica Stampa E-mail
Scritto da Francesco Bavila (Comitato in difesa della Scuola Pubblica)   

Verso un incontro nazionale

A febbraio il Parlamento ha approvato in modo definitivo il regolamento applicativo dell’Autonomia Scolastica. Il Ministro della Pubblica Istruzione Berlinguer e i giornali hanno accolto la notizia con toni trionfalistici, mentre Forza Italia e l’Associazione Nazionale Presidi hanno rivendicato un nuovo regolamento che riconosca ai presidi poteri ancora maggiori. Viene in questo modo sancita una realtà ogni giorno sempre più presente nelle scuole italiane: la deresponsabilizzazione dello Stato nel finanziare le scuole pubbliche, l’aumento delle tasse scolastiche, l’ingresso delle imprese nella scuola, la guerra tra istituti per accaparrarsi il maggior numero di iscritti, la creazione di scuole di serie A e di serie B e l’aumento dell’autoritarismo dei presidi che si vedono attribuiti sempre maggiori poteri.

Dobbiamo riflettere sul fatto che la privatizzazione della scuola faccia tali passi avanti proprio nell’anno in cui abbiamo assistito ad un forte movimento di protesta (con tre mesi di mobilitazioni e due grossi cortei nazionali a Roma e Bologna). Tra l’altro il movimento contro l’Autonomia non è iniziato quest’anno, ma è una protesta che avanti dal 1993, anche se con pause ed alti e bassi. Ogni anno, in questo spazio di tempo, abbiamo assistito in autunno a cortei con migliaia di studenti e centinaia di occupazioni di scuole.

Sarebbe errato trarre da questi fatti la conclusione che allora "lottare sia stato inutile". Del resto basta ricordare che proprio l’intera scuola pubblica, che oggi difendiamo, è il risultato dei movimenti di lotta degli anni ‘60. Se l’Autonomia Scolastica ci ha messo ben 6 anni per essere sancita in Parlamento, è grazie alla strenua resistenza del movimento studentesco stesso. Ancora più insensato sarebbe dire che gli studenti sono menefreghisti o poco interessati ai problemi della scuola: allora chi ha partecipato in questi sei anni a cortei ed autogestioni? Dei fantasmi? Le dure lotte di questo periodo testimoniano l’estrema voglia di lottare proprio degli studenti.

Tutto questo, però, non ci può bastare. E’ solo parte del problema. Perché la demolizione dell’istruzione pubblica non è stata fermata? Perché alle nostre lotte sono mancati due elementi fondamentali: un’organizzazione ed un programma chiaro.

Organizzazione non vuole dire burocratizzare le lotte, neppure che tutti gli studenti si devono riunire in un’unica monolitica struttura studentesca. Organizzazione, per noi, significa riunire gli studenti su criteri programmatici, discutere delle rivendicazioni chiare, nell’interesse degli studenti e dei figli dei lavoratori, da diffondere nelle scuole e su cui convocare le nostre lotte. Solo questo ci permetterà di uscire da una spirale di autogestioni ed occupazioni fini a sé stesse, da cortei che diventano passeggiate in centro. Solo un programma ed una struttura nazionale studentesca genuina ci daranno la vittoria.

Per questo dal 1996 abbiamo costruito i Comitati in difesa della Scuola Pubblica (Csp). Abbiamo già pubblicato due documenti programmatici con le nostre analisi e proposte; ora ne stiamo per pubblicare un terzo aggiornato. Nell’arco di questi anni i Csp, grazie a questi strumenti, sono cresciuti, tanto da poter vantare oggi una struttura nazionale.

Uniti contro l’Autonomia!

Il ministro Berlinguer, negli ultimi anni, ha introdotto piccole pillole di Autonomia in modo diverso nelle varie scuole: in questo modo si è venuto a creare una situazione scolastica a mosaico, in cui ogni istituto ha sue caratteristiche peculiari non riscontrabili in altre realtà. Si è venuto a creare un tessuto molto variegato. I problemi possono cambiare sensibilmente da una scuola all’altra (pura avendo una causa comune) anche in una stessa città. Uno dei primi effetti di questa diversificazione è stata spesso una frammentazione delle lotte studentesche, anche molto radicali ma a volte isolate nell’ambito del singolo istituto. Questo è logicamente un male, perché una sola scuola occupata non può frenare la politica del Governo.

Il Ministro, infatti, che non è certo uno sprovveduto, con queste mosse, intende infrangere l’ondata della protesta studentesca nazionale in una miriade di piccoli scontri isolati. Tutto questo non vuole affatto dire che non ci potranno mai più essere lotte unitarie nazionali. La manifestazione nazionale del 19 dicembre a Roma è lì a dimostrare il contrario. Semplicemente questi effetti dell’Autonomia ci pongono in maniera ancora più forte la necessità di una struttura nazionale che unisca le lotte, per contrapporci a questo processo di frammentazione. Per questo il Csp si è sempre impegnato in questo campo cercando di eliminare i particolarismi con iniziative concrete. Abbiamo promosso "liste in difesa della scuola pubblica" per il Consiglio d’Istituto comuni a tutte le scuole, con alcuni punti specifici ed altri più generali. Abbiamo promosso assemblee cittadine che fossero un punto di incontro delle diverse esperienze di lotta, "settimane per il diritto allo studio" con volantinaggi e raccolte di firme comuni in diversi istituti.

8 e 9 maggio: incontro nazionale dei Csp

Tutti questi argomenti e molti altri vanno discussi ulteriormente e approfonditi. Non possiamo permetterci di arrivare impreparati alle future lotte in difesa della scuola pubblica. Per questo l’8 ed il 9 maggio, sfidando il periodo di maturità e di fine quadrimestre, terremo a Milano un incontro nazionale dei Csp di tutta Italia. Qui discuteremo le bozze del nostro nuovo documento programmatico che potrà essere modificato ed emendato. Tutti gli studenti che desiderano partecipare, sono invitati. L’incontro nazionale sarà preceduto da una serie di riunioni locali che avranno il compito di discutere il documento ed eleggere dei delegati per il nazionale.

Nell’incontro dell’8 ed il 9 maggio, eleggeremo anche un coordinamento nazionale che abbia il compito di tenere collegati tutti i Csp e di giocare un ruolo di unificazione nelle lotte potenziali che ci aspettano il prossimo autunno.

Per partecipare, avere la bozza del nostro nuovo documento e chiedere informazioni puoi telefonarci ai numeri che trovi nella pagina dedicata al Csp. Per una scuola pubblica democratica, gratuita e laica.

 
< Prec.   Pros. >