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Comitato Disoccupati in Lotta Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Letizia   

Lavoratori e disoccupati uniti nella lotta!

MARCIANISE (CE) - Da un paio di mesi a questa parte il Comitato Disoccupati in Lotta per il Lavoro di Marcianise sta attraversando alcune significative trasformazioni che gli permetteranno di radicarsi ancora di più nel territorio. La frequenza crescente alle riunioni del comitato, la qualità e la compattezza delle lotte, la presenza sempre maggiore di giovani si inseriscono in un processo di radicalizzazione del Comitato. Partecipazione che si è fatta via via più numerosa fino all’ultima occupazione del consiglio comunale (5 marzo) in cui hanno partecipato 100 disoccupati.

Nonostante i problemi materiali dei disoccupati, costretti ad accettare un lavoro in nero ogni volta che questo si presenta e che non permette quella continuità di presenze in tutte le mobilitazioni. Alle rivendicazione di carattere generale abbiamo affiancato battaglie "territoriali" contro l’appropriazione speculativa del suolo, la gestione "privata" delle opere pubbliche che rappresentano la prima e più diretta forma di dominio di classe.

In tutto questo periodo il nostro obbiettivo è stato quello di costringere le amministrazioni pubbliche ad incontrarci. Accogliendo e poi regolarmente disattendendo le nostre rivendicazioni la pubblica amministrazione ha mostrato ai disoccupati l’incapacità a risolvere i loro problemi costringendo i disoccupati ad aumentare la loro consapevolezza e determinazione nel programma e nella lotta.

Abbiamo così lanciato una assemblea generale nella quale si è discusso e deciso democraticamente il nuovo programma di lotta. Dopo una pacifica occupazione dell’aula consiliare abbiamo ottenuto la convocazione di un consiglio comunale straordinario sul tema del lavoro, al quale abbiamo partecipato interrompendolo con la forza quando il nostro problema materiale diventava l’oggetto di astratte filosofie da parte dei consiglieri.

Così abbiamo partecipato alla stesura di una delibera operativa nella quale venivano accolte alcune delle nostre richieste. Martedì 2 marzo abbiamo occupato per l’intera giornata la sede del collocamento pubblico di Caserta, denunciandone lo smantellamento e la mancata trasparenza nelle poche assunzioni che si fanno, in una zona dove un posto di lavoro può essere venduto per 20 milioni a un disoccupato.

Ci siamo opposti ad ogni forma di precarietà rivendicando un posto di lavoro stabile e sicuro per tutti, senza i limiti di età che le nuove flessibilità del lavoro impongono, la riduzione d’orario di lavoro, il salario garantito, la difesa del posto di lavoro, perché ogni lavoratore in meno è un disoccupato in più.

Queste ultime cose testimoniano tutto il lavoro di discussione fatto con i compagni in assemblea perché si formasse una coscienza unitaria orientata alla classe operaia nel suo complesso e alle sue organizzazioni. Più delle parole sono serviti i fatti. Siamo stati informati che nella stessa giornata i lavoratori di alcune fabbriche vicine erano scesi in agitazione, chi occupando la fabbrica, chi la strada in difesa dei posti di lavoro. Immediatamente una delegazione di nostri compagni è partita per portare a questi lavoratori la nostra solidarietà e diffondere il nostro volantino, ricevendo una calorosa accoglienza e stabilendo preziosi contatti.

Oggi, con questa rinnovata consapevolezza lavoriamo ancora di più nella costruzione di una vertenza unitaria sui temi del lavoro, che unisca chi il lavoro ce l’ha e chi non lo trova, i disoccupati, i lavoratori dipendenti e gli Lsu, coscienti della difficoltà dell’impresa, ma anche delle possibilità che ci sono se continueremo a mostrarci come degli alleati validi e aperti per tutti i lavoratori della nostra zona, tra i quali il disagio comincia a esplodere in maniera sempre più evidente.

La nostra forza è che agli occhi dei lavoratori siamo la dimostrazione più evidente della latitanza dei dirigenti sindacali ai quali essi guardano ancora con un misto di fiducia e di rassegnazione, ma anche nell’alternativa che riusciamo ad offrire: la possibilità di avviare una discussione tra i delegati sindacali e i lavoratori, e ovviamente i disoccupati, perché attraverso il coordinamento dei comitati si costruiscano le basi della riappropriazione del sindacato. Anche per questo alcuni operai, spesso spontaneamente, partecipano alle nostre riunioni nella sede di Marcianise.

 
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