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Scritto da Sara Signoretti   

l’Emilia rossa

3 milioni e 500mila lire all’anno: questa è la cifra che l’Emilia-Romagna ha stanziato a favore di ogni studente delle scuole private giudicato "meritevole e bisognoso".

Le spaccature createsi tra la direzione nazionale e quella regionale dei DS non hanno fatto cambiare idea ai suoi consiglieri emiliano-romagnoli che, con una sola eccezione, hanno votato (insieme a Rinnovamento Italiano, Ppi e AN) un provvedimento che definire "di favore" è un eufemismo, dato che a ciascuno studente di un istituto pubblico in condizioni economiche disagiate sono assegnate 350.000 lire all’anno, esattamente un decimo di quanto, a parità di condizioni, riceverà ogni studente di un istituto privato! Così si è andati ben oltre la tanto propagandata parità fra scuola pubblica e scuola privata, attuando una misura che privilegia chi già ha migliori condizioni di partenza.

Ci sono state numerose prese di posizione contro questa legge: le più polemiche sono state quelle levatesi all’interno della sinistra DS che, per usare la parole di Giorgio Mele (parlamentare diessino e membro della Commissione Istruzione al Senato) "non è più disponibile a sopportare linee politiche di questo tipo" sulla parità scolastica (La Repubblica, 29/1/99).

Si tratta, forse, delle prime avvisaglie di una rottura all’interno del partito che ancora oggi raccoglie più consensi tra la classe operaia e che dovrebbe, proprio per questo, garantire a tutti, soprattutto ai figli dei lavoratori, il diritto all’istruzione? Troppo presto per dirlo, ma simili dichiarazioni sono un primo timido passo in questa direzione.

L’approvazione di questa legge ha provocato una reazione immediata in Emilia-Romagna dove diverse realtà, dai sindacati, confederali e non (tra l’altro la Cgil ha indetto una manifestazione di propri delegati/e contro la parità scolastica per il 7/2 a Bologna), a rappresentanti di vari partiti ed associazioni, dai portavoce delle comunità ebraica e metodista fino ai dirigenti del neonato Csb (Coordinamento studentesco bolognese): tutti hanno aderito ad un coordinamento che ha promosso una manifestazione nazionale a Bologna contro la parità scolastica per il 27/2 e che, non appena la legge Rivola diventerà applicativa, presenterà ricorso al TAR.

Se questo ricorso dovesse fallire verrà iniziata una raccolta di firme per abrogare la legge che in Emilia-Romagna - prima regione in Italia - ha dato il via al cosiddetto "sistema formativo integrato".

 
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