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Scritto da Laura M. (Milano)   

il calvario degli immigrati

Si fa presto a dire regolarizzazione, ma tra il dire il fare c’è di mezzo un mare di burocrazia.

Infatti se siete degli extracomunitari senza cittadinanza o permesso di soggiorno, però potete dimostrare di avere un contratto di lavoro (lettera di assunzione autenticata da un notaio), la sicurezza di un alloggio (in affitto o presso il vostro datore di lavoro) e di essere giunti in Italia prima del 27 marzo 1998 (ossia prima della nuova legge sull’immigrazione) potete presentarvi alla questura con i relativi documenti e tentare di ottenere la regolarizzazione. Le prenotazioni si potranno ritirare fino al 15 dicembre di quest’anno.

Mi raccomando però, fate attenzione ai requisiti richiesti perché il provvedimento riguarda unicamente gli immigrati che possono dimostrare di avere un lavoro, gli altri, seppur in Italia da prima del 27 marzo, saranno considerati non idonei alla regolarizzazione e probabilmente clandestini, e come dice la Farnesina (Corriere della Sera del 9/11/98) "con i clandestini la legge parla chiaro: occorre severità."

Però per chi ha i documenti "in regola" (secondo uno studio del Viminale sarebbero circa 235mila) una possibilità esiste; il giro dell’oca che bisogna intraprendere per averla comincia con una prenotazione alla questura.

Il 4 novembre, non appena si è sparsa la voce della possibilità di potersi regolarizzare, i consolati e le questure sono stati assediati da migliaia di immigrati che da una parte tentavano di farsi rilasciare i documenti necessari e dall’altra stavano appostati davanti alle porte delle questure di tutta Italia cercando di essere i primi a prendere la prenotazione.

Giovedì 5 novembre, davanti alla caserma Annarumma a Milano, già all’alba c’era una coda di 6 mila persone ignare del fatto che gli sportelli ne avrebbero ricevute solo 500.

Non sono mancati i momenti di caos e i problemi per mantenere l’ordine, molti immigrati sono tornati a casa pieni di lividi senza aver ottenuto nulla, altri dopo una notte passata al freddo, in piedi, senza potersi muovere per non perdere il posto, hanno collassato, altri sono stati schiacciati dalla massa enorme di gente che spingeva verso i funzionari per farsi ascoltare. Le testimonianze: "Ci hanno trattato come animali!".

Chi spingeva per farsi spiegare bene quali documenti doveva presentare, chi preso il numero non voleva abbandonare quella posizione per paura di perdere la prenotazione, chi spaventato e preoccupato cercava di capire cosa gli sarebbe accaduto se non avesse fatto in tempo a presentare la domanda. La situazione non è stata migliore i giorni seguenti, il 6 novembre, a Milano, più di 7 mila persone si accalcavano davanti alla caserma in Viale Suzzani, costrette come sardine in un piazzale troppo piccolo per contenerle, si spingevano gli uni con gli altri non potendo occupare la strada che non era stata chiusa al traffico.

Il ministro Jervolino davanti a un tale scempio ha dichiarato: "Basta con le file inumane e inammissibili. Quello che è successo mi ha messo in imbarazzo."

Così mentre la Jervolino si imbarazzava, 14 feriti a Milano tra cui 10 immigrati che per non perdere il posto in fila non si sono fatti nemmeno medicare, momenti di tensione anche a Torino, Vicenza e Roma.

Dopo aver avuto la prenotazione si passa alla seconda fase ossia un incontro presso la questura della propria città con personale di polizia e funzionari del ministero del lavoro che provvederanno ad aprire una pratica in cui viene archiviata tutta la documentazione presentata che dovrà essere verificata e controllata e se tutto andrà bene si potrà passare alla fase successiva: la regolarizzazione.

Purtroppo tra le cose non chiare c’è il metodo che useranno per regolarizzare gli immigrati, perché la legge prevede che solo 38mila domande vengano accettate nel ‘98 (di cui 3.000 riservate ad Albanesi, 1.500 a Marocchini e 1.500 a Tunisini) e quindi si procederà in ordine di prenotazione.

Per quanto riguarda i documenti necessari, state attenti perché per dimostrare che siete arrivati in Italia prima del 27 marzo non basterà un semplice scontrino, serve invece un documento rilasciato dalla pubblica amministrazione, da enti fornitori di pubblici servizi o da organismi come la Caritas
(perché giustamente io che sono un immigrato clandestino scorrazzo per le pubbliche amministrazioni, dando tutti i miei dati personali, in modo che mi facciano qualche bel documento!)

Quindi dopo giorni e notti da incubo, ore da dimenticare, la paura dell’espulsione, l’incertezza della situazione, code interminabili tra consolati, comuni e questure la prospettiva è che questo sia solo l’inizio; caro immigrato, per concludere, ricorda che hai tempo solo fino al 15 dicembre per prenotare la richiesta di regolarizzazione, oppure potrai avere un’altra possibilità nel ‘99; per tirarti su il morale ecco una "rassicurante" dichiarazione del sottosegretario agli interni Giannicola Sisini (Corriere della Sera 7.11.98): "La legge prevede che il decreto per il ‘99 sia emanato entro dicembre ‘98, ma ci sono alcune difficoltà legate alla scadenza del decreto ‘98: quando avremo risolto il problema delle file e del caos presso le questure, dovremo poi contabilizzare tutte le domande. Quello che è certo è che faremo di tutto per rispettare le scadenze previste dalla legge."

Visto che dai dati raccolti in 8 questure (su 102) fino al 17 novembre risultavano già 74 mila richieste, e le prenotazioni sono aperte fino al 15 dicembre mentre la data di scadenza per presentare il decreto ‘99 è il 30 di dicembre, vi lascio con un quesito: ce la faranno a contabilizzare tutte le domande (che si prevede saranno circa 235 mila) in 15 giorni e quindi rispettare le scadenze come si augura il nostro fiducioso Sisini?

 
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