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Aprire la vertenza per la riduzione d’orario Bollate (Milano) - Da quando nel 1995 è passato il ciclo continuo, i lavoratori della Pirelli di Bollate si ritrovano in questo periodo dell’anno a dover discutere le proposte di calendario lavorativo per l’anno che viene. Finora quello che è sempre successo è che i lavoratori si trovavano a dover decidere su due o più proposte di calendario fatte dall’azienda. Le differenze alla fine erano sempre minime e non riguardavano mai il numero delle giornate lavorative. In pratica ai lavoratori si chiedeva semplicemente di votare di quale morte volevano morire. Quest’anno le cose sono andate un po’ diversamente.
La RSU già da settembre aveva fatto una proposta all’azienda in cui si chiedeva di avere una riduzione delle giornate lavorative a fronte dei disagi che siamo costretti a sopportare con il ciclo continuo. La proposta iniziale era di due giorni lavorativi in meno più due ex-festività che ci venivano pagate e che chiedevamo ci venissero messe a riposo. Per quanto minima la proposta era comunque un passo avanti. L’azienda su questo arriva a una sua proposta: non dice sì ma non dice neanche no… a patto però che si accetti di tenere gli impianti aperti una settimana in più nel mese di agosto. Quello che voleva l’azienda era un chiaro passo indietro per i lavoratori. Lavorare la prima settimana di agosto voleva dire lavorare nel periodo di massima stanchezza per i lavoratori, quando fa più caldo, e quando magari, e la cosa non è secondaria, la tua famiglia o gli amici sono già in vacanza. Non è proprio la stessa cosa lavorare più giorni ad agosto piuttosto che in altri mesi. Però c’era il vantaggio che così si potevano ottenere più giorni di riposo. Cosa bisognava fare? La RSU nella prima tornata di assemblee che presentavano la questione è stata ambigua. Si è trovata davanti all’opposizione anche aspra dei lavoratori che non ne volevano sentire della proposta aziendale di lavorare la prima settimana di agosto, però alla fine si è usciti senza mandato chiaro. La verità è che all’interno della RSU non pochi, in un primo momento, vedevano a torto questo scambio come un passo avanti per i lavoratori. Il periodo che è seguito alla prima tornata di assemblee è stato a dir poco travagliato. Per un mese intero ogni giorno la discussione era sul calendario; c’era rabbia per la proposta aziendale, ma anche per una linea sindacale giudicata troppo arrendevole. Stretta in una posizione difficile, la RSU riunita a poche ore dall’inizio della seconda tornata di assemblee, ha cambiato completamente impostazione e ha messo in votazione il mandato a iniziare una lotta per ridurre le giornate lavorative rifiutando l’idea dello scambio con l’apertura ad agosto. Si è anche alzato il tiro della richiesta: quello che si chiede è avere quattro giorni "freschi" oltre a quelli che già ci spettano… Meglio tardi che mai! Questa era la posizione che bisognava avere fin dall’inizio. E’ impossibile capire questo cambio di atteggiamento senza tener conto di tutte le discussioni che i lavoratori hanno tenuto in queste settimane, senza tener conto del clima che si era venuto a creare in fabbrica su questa vicenda. Se la situazione è cambiata è soprattutto in seguito alla pressione dei lavoratori, che poi si è concretizzata nella nuova posizione della RSU. Nelle squadre dove c’erano delegati e attivisti della Cgil (convinti per lo sciopero) la risposta era compatta. Chi di sciopero non voleva neanche sentirne parlare, chi era contro la riduzione d’orario per principio (come la Uil), si è nascosto dietro argomenti fasulli del tipo "Attenzione! Che poi l’azienda ci ripropone il vecchio calendario" oppure "Se scioperiamo adesso che è inverno facciamo un piacere all’azienda perché il mercato non tira"… Ognuno ha le sue opinioni, però sarebbe più corretto mettere da parte l’ipocrisia e dire le cose come le si pensano veramente! Il responso però è chiarissimo: 76% a favore dello sciopero, 15% contro, 9% astenuti! La stragrande maggioranza degli operai di Bollate ha votato per iniziare la lotta, e questo anche se non ci troviamo in fase di contrattazione né nazionale né aziendale. Questa vicenda è significativa per molti aspetti. Si è visto come gli industriali non necessariamente sono contro la riduzione dell’orario… purché si accetti maggiore flessibilità. Accettare uno scambio di questo tipo è un errore, porta solo alla divisione dei lavoratori e non a un reale miglioramento. La riduzione d’orario deve avvenire a parità di salario e senza concedere ulteriore flessibilità! Non siamo noi operai a dover ancora concedere qualcosa. Nel 2000 ci sarà il rinnovo del contratto nazionale e là si porrà concretamente la questione della riduzione d’orario. I lavoratori della Pirelli di Bollate già da tempo hanno avanzato la loro proposta: ridurre l’orario di lavoro a 33 ore medie settimanali (per le lavorazioni a ciclo continuo). Concretamente questo vuol dire fare le cinque squadre con organico completo, togliendo tutti i recuperi e le sottosquadre, passando dai 218 giorni lavorativi attuali a 200 giorni. Questa è una vera riduzione d’orario che porta a un reale miglioramento della vita di chi lavora, ma anche a nuove possibilità per chi non ha un lavoro. Per incamminarci su questa strada la via giusta da seguire sta tutta nel responso di quelle assemblee. |