Gli studenti dell’Itc Pacioli (Luca Pacioli di Crema) hanno i piedi nel fango. L’istituto è stato dichiarato una delle prime scuole d’Italia ricevendo il bollino ISO 9002.
Lo sciopero è apparso sui quotidiani locali. Il preside ha avuto una reazione isterica. E’ stata mandata a casa degli scioperanti una lettera in cui si invita i genitori a prendere le dovute misure disciplinari. Citiamo: “Oggi qualche studente, per iniziativa personale, affiggeva all’entrata della scuola alcuni cartelli per proclamare uno sciopero a nome di un certo: “Comitato studenti a difesa della Scuola Pubblica. E’ evidente che, se bastasse così poco, l’iniziativa di un singolo, ben motivato oppure semplicemente burlone, per fermare le lezioni, questo significherebbe mettere la scuola in balia di qualunque bene o malintenzionato. (...). Questo significa che l’assenza di suo figlio non sarà giustificata”.
Non solo a Crema ripartono le lotte studentesche; le condizioni pessime delle scuole e la legge sull’autonomia scolastica fanno insorgere gli studenti di Orzinuovi (Bs) e di Cremona, i quali vedono come unica soluzione la lotta.
Ad Orzinuovi piove in tutta la scuola per via della struttura inadeguata. Proprio per questo è partito spontaneamente dall’Istituto Tecnico uno sciopero ad oltranza durato 8 giorni. Dopo vari appelli, gli studenti sono stati finalmente ascoltati dalla provincia, che ha fatto sapere che al più presto risolverà il problema. Ora i rappresentanti hanno dato l’ultimatum: se entro 15 giorni i lavori non inizieranno, si occuperà la scuola
Così sono stati coinvolti anche gli istituti per geometri e ragionieri, i quali si stanno mobilitando. Anche al Liceo Scientifico sta iniziando una serie di scioperi contro i tagli di fondi per i corsi di recupero e per le gite. Lo stesso è successo a Cremona, dove, dopo parecchi anni di calma, la lotta si sta risvegliando. In un mese di scuola sono stati organizzati scioperi in vari istituti e una manifestazione generale, dove gli studenti protestavano contro i tagli ai corsi di recupero e contro il peggioramento dell’orario scolastico.
Bisogna rendersi conto che per trasformare questo fermento in una lotta seria, bisogna costruire un lavoro di unificazione di tutti gli studenti in tutte le scuole attraverso una piattaforma di lotte e rivendicazioni studentesche, per poi trasformarla in un’unica lotta.
Per questo anche qua stiamo costruendo i Comitati in difesa della Scuola Pubblica.
I passi fatti sono positivi, ora occorre ancora moltissimo lavoro: la lotta non è che all’inizio.