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Obbligo scolastico: così non va! La discussione sull’elevamento dell’obbligo scolastico si è accelerata improvvisamente. In base ad un mini-disegno di legge, forse, la scuola sarà obbligatoria fino ai 16 anni già dal ‘99.
La ragione dell’accelerazione risiederebbe in una serie di valutazioni tecniche.Per mandare a regime il riordino dei cicli nel 2000, l’obbligo scolastico andrebbe innalzato con 10 mesi d’anticipo. Questo è tutto. Del diritto allo studio neanche l’ombra. Da sempre il movimento studentesco lotta per l’innalzamento dell’obbligo, per estendere il diritto allo studio. La proposta di Berlinguer è ben lontana dal nostro proposito. L’obbligo ai 16 anni viene introdotto per camuffare la distruzione della scuola pubblica. E’ una vera e propria polpetta avvelenata! L’obbligo di stare in classi sovraffollate! Oggi, il 7% degli studenti non completa la scuola dell’obbligo. Dopo la licenza media, il 13% non continua gli studi. Elevando l’obbligo, nei primi due anni delle superiori ci sarà un aumento del numero di alunni del 25%, in un contesto in cui le classi prime sono già sovraffollate con punte di 35 alunni per aula. Per evitare un ulteriore sovraffollamento, sarebbe necessario attuare un piano di costruzione di nuovi edifici, aule e, soprattutto, di assunzione docenti. Di tutto questo, nel mini-disegno di legge, non se ne fa il minimo accenno. Non solo: un decreto di maggio ha previsto per i prossimi tre anni un taglio di 33.691 posti di lavoro nella scuola, oltre ai 151.000 realizzati dal ‘94 al ‘97. Un taglio che colpisce 2834 docenti delle elementari, 7412 delle medie inferiori e 11769 delle superiori. Il resto dei posti vengono persi tra personale tecnico e insegnanti di sostegno. Il decreto continua alzando la soglia minima di alunni per aula. Prima non era possibile formare classi con più di 20 studenti, in presenza di alunni portatori di handicap. Ora la soglia viene alzata a 25. La ciliegina sulla torta riguarda il numero delle classi. Se ne tagliano 454 a Bari, 850 a Napoli e 401 a Palermo. Intanto si prevede un aumento degli studenti!! In questo modo, l’innalzamento dell’obbligo scolastico non prepara altro che lo sfascio della scuola! Non c’è soltanto la questione di docenti e classi. L’aumento del numero degli studenti comporterà un aumento dei costi a tutti i livelli. Le tasse dei primi due anni di superiori dovrebbero diventare gratuite. Le scuole diminuiranno le proprie entrate, senza ricevere più soldi dal Ministero. In prospettiva questo comporta una diminuzione delle tasse dei primi due anni, per un raddoppio di quelle degli ultimi tre. Sarà concesso di iniziare la scuola superiore, ma per finirla i costi saranno altissimi. Il Ministero ha sbandierato ai quattro venti lo stanziamento di un fondo di finanziamento agli istituti superiori di 500 miliardi. 500 miliardi sono una miseria. Ma non c’è solo questo. Questi 500 miliardi sono destinati soltanto alle scuole che metteranno in pratica l’Autonomia Scolastica. Si tratta di un fondo di incentivazione alla privatizzazione della scuola. Come dire: dopo i soldi agli istuti privati, ecco i fondi per quelli privatizzati. "Si tratta, ha spiegato Berlinguer a proposito dello stanziamento, di un patto d’onore tra ministero e scuole, perchè i progetti degli istituti non avranno bisogno di un’autorizzazione centrale, ma andranno solo comunicati, entro il 30/9 ai provveditorati" (dal Sole 24 Ore del 20/5/’98). Le scuole potranno presentare qualsiasi progetto (anche un corso tenuto dalla Fiat) e riceveranno soldi. Soldi alle private, mano d’opera gratuita ai padroni! Il problema del sovraffollamento è lampante. Il Ministero si è dato due vie per risolverlo: l’assunzione di docenti precari e i soldi alle scuole private. La discussione sull’obbligo cade su altre due discussioni, quella del regolamento di applicazione dell’Autonomia Didattica e quella sulle scuole private. L’art. 11 del regolamento dell’Autonomia Didattica qualifica i presidi come "dirigenti pubblici". Avranno verso gli insegnanti un rapporto da datori di lavoro. Saranno in grado di assumere, in base alle risorse della scuola, docenti a tempo determinato. L’assunzione avverrà sulla base dei gusti del preside. I tagli di insegnanti di ruolo e l’aumento del numero di alunni costringeranno le scuole ad assumere docenti "tappa buchi". Sarà un proliferare di lavoro precario! Il passaggio ai 10 anni di obbligo scolastico potrebbe coinvolgere in futuro l’ultimo anno di scuola materna. I 10 anni di obbligo andrebbero così dai 5 ai 15 anni. L’ultimo anno di scuola materna sarebbe obbligatorio. Questo in una situazione "in cui le scuole materne pubbliche (statali e comunali) soddisfano appena il 70% del fabbisogno. Soltanto a Roma i bambini in lista d’attesa (...) superano il numero di 20.000" (da Liberazione del 12/5/’98). Le materne private sono già ampiamente finanziate da fondi pubblici. Con l’ultimo anno obbligatorio e la mancanza di strutture pubbliche, viene spianata la strada per il finanziamento statale agli istituti privati. Per molti studenti, con una situazione familiare disagiata ed un futuro lavorativo incerto e precario, un disegno di legge non è sufficiente a garantire il diritto allo studio. Con classi sovraffollate, libri e tasse costose, la maggior parte degli alunni vivranno l’obbligo scolastico come un peso. Già oggi al sud vi sono punte di evasione dell’obbligo del 15%. E a livello nazionale, il 10% degli studenti abbandona il primo anno delle superiori. Berlinguer ha pensato bene di risolvere il problema dando la possibilità di completare l’obbligo scolastico lavorando gratis! Il mini-disegno di legge è chiaro. Le scuole gestiranno la prosecuzione degli studi mediante "progetti personalizzati". Il singolo studente potrà decidere, dai 14 ai 16 anni, di sostituire lo studio con "attività o iniziative formative da svolgere anche presso altri istituti, enti o agenzie". L’obbligo viene elevato per far lavorare gratuitamente presso enti privati: un vero paradosso. Per applicare tutto questo, recita il disegno di legge, è necessario "sperimentare l’autonomia didattica e organizzativa". Tutto quadra: un obbligo scolastico fatto per accelerare lo sfascio e la privatizzazione della scuola pubblica. A luglio può passare sotto silenzio, da settembre sarà diverso. Il caos in cui Berlinguer sta gettando la scuola pubblica, sarà ripagato con lotte e manifestazioni. Lotte che devono essere organizzate sulla base di un programma di difesa della scuola pubblica. Per questo è necessario aderire e costruire il Comitato in difesa della Scuola Pubblica (CSP) in ogni scuola e città. Abbiamo appena pubblicato un documento che è il manifesto programmatico del Comitato. Ti invitiamo a contattarci per richiederlo e aderire! |