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Emilia Romagna - Il nostro no all'alleanza con Errani Stampa E-mail
Scritto da FalceMartello   
domenica 07 febbraio 2010
La Federazione della sinistra si avvia a sostenere la coalizione a guida Pd, che riconferma Vasco Errani come candidato alla presidenza. Pubblichiamo l'Emendamento alla premessa del documento programmatico votato dal Comitato politico regionale del Prc emiliano romagnolo. Il testo, contrario all'alleanza col centrosinistra, ha ottenuto sei voti.

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Emendamento alla premessa del documento programmatico per le elezioni regionali presentato al Cpr dell’Emilia Romagna

Di fronte alle imminenti elezioni regionali è necessario per il Partito della Rifondazione Comunista fare un bilancio delle due legislature Errani e più in generale caratterizzare la politica del PD e del blocco materiale di interessi che si è coagulato negli ultimi 20 anni attorno all’ex PCI-PDS-DS.

Il bilancio per noi è impietoso. Da regione apripista dei finanziamenti privati alle scuole private a fine anni ’90, l’Emilia-Romagna si è distinta per la politica della cosiddetta sussidiarietà che pezzo dopo pezzo ha permesso una crescente penetrazione del privato, spesso cooperative che di sociale non hanno nulla, nel settore dello stato sociale. L’ultima delibera sull’accreditamento nei servizi socio-sanitari, grave perché porta ad equiparare giuridicamente soggetto pubblico ed enti privati, o la costituzione di Er.Go sono in piena continuità con le politiche di un decennio e con le scelte compiute in perfetta unità di intenti da tanti amministratori locali del partito democratico a livello comunale. La caduta del sistema di Welfare State e dei diritti dei lavoratori in esso impegnati in regione Emilia-Romagna è netta, sia in termini qualitativi che quantitativi, sebbene sia in parte mascherata da un punto di partenza molto alto costruito in decenni dall’intreccio tra lotte dei lavoratori e politica del PCI.

Non si può nemmeno sostenere che il sistema dell’Emilia-Romagna “un tempo rossa” abbia retto sul versante delle politiche abitative ed urbanistiche. A livello regionale, la superficie libera è calata di 370.310 ettari (22% del totale) tra il 1990 ed il 2005, una tendenza ancora in atto, con enorme beneficio per investimenti parassitari e rendita immobiliare, mentre l’edilizia residenziale pubblica è sempre più un vaso di coccio accerchiata da tanti vasi di ferro, ovvero dai potenti interessi di costruttori edili privati o cooperativi.

Le stesse prese di posizione del presidente della Regione contro alcuni provvedimenti del governo Berlusconi non sono mai usciti dal momento mediatico ed istituzionale, in una logica elettoralista in base alla quale il PD cerca di capitalizzare tramite qualche gesto estemporaneo il malcontento popolare verso Berlusconi.

Questi anni sono stati un uragano per ciò che era l’insieme della sinistra, consolidando nell’attuale PD un blocco di potere che vuole cemento, privatizzazioni e “sussidiarietà”. Non è tempo di atteggiarci a vedove inconsolabili dell’“Emilia rossa” che non c’è più o a dare una rappresentazione della realtà più rosea di quanto invece non sia. E’ ora di guardare le cose in faccia e con coraggio porci, anche sul terreno elettorale, in modo indipendente e conflittuale rispetto al centro-sinistra per la costruzione di un polo anti-capitalista di cui Rifondazione Comunista deve essere il motore.


Andrea Davolo, Vittorio Buldrini, Davide Bacchelli, Francesco Giliani, Gemma Giusti, Deborah Pezzani 

 

 
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