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L’irruzione
squadrista al presidio di Roma rafforza la lotta
Lo smantellamento scientifico del
settore informatico di questo paese è uno dei misfatti più vergognosi del
sistema economico in cui viviamo e i 1.200 licenziamenti dichiarati dal gruppo
Omega (ex Agile, ex Eutelia), contro i quali è in piedi una lotta che potrà
diventare la nuova Innse, sono solo l’ultimo atto in ordine cronologico di
questo scempio.
Una immane distruzione di risorse umane,
materiali e professionali, che ha portato alla distruzione di un settore di
altissima avanguardia tecnologica, dove le innumerevoli ristrutturazioni che si
sono succedute hanno permesso orge di speculazioni finanziarie ai più
impresentabili pescecani della finanza italiana, il tutto sulla pelle dei
lavoratori di questo settore che hanno pagato queste operazioni criminali a
suon di migliaia di licenziamenti. Un caso che risponde da solo a tutte le
miserevoli stupidaggini che quotidianamente ci vengono propinate sull’utilizzo
ottimale delle risorse da parte del capitalismo.
Eutelia è un’azienda informatica dove si
trovano lavoratori che vengono da Getronics Italia che ha raccolto nel ’98
l’eredità di Olivetti (l’azienda che ha costruito l’Elea 9003, il primo
calcolatore elettronico per uso commerciale mai introdotto sul mercato mondiale,
presentato alla Fiera di Milano del 1959) e solo questo dà bene l’idea del
patrimonio custodito nelle conoscenze informatiche dei lavoratori di questa
azienda.
A giugno di quest’anno Eutelia ha ceduto
le sue attività industriali in ambito informatico ad Omega Spa che, per la
cifra di 96mila euro ha acquisito un volume d’affari di 120 milioni di euro,
ordini per 130 milioni e circa 2mila dipendenti, oltre a una rete in fibra
ottica di circa 13mila km che naturalmente fa gola a molti, a Berlusconi in primis
nell’ottica degli affari collegati al mercato televisivo e delle comunicazioni
in generale.
La colossale truffa ai danni dei
lavoratori non tarda a rivelarsi sul finire di ottobre di quest’anno, quando
Omega dichiara 1.200 licenziamenti. La protesta dei lavoratori scatta
immediatamente con l’occupazione della sede di Roma il 28 ottobre, dove i
licenziamenti sono 284 su circa 450 lavoratori, e poi via via tutte le altre,
Pregnana Milanese, Ivrea, Bari, con i lavoratori di Napoli che, non avendo
fisicamente una sede da occupare, rinforzano i presìdi delle altre città,
particolarmente quello di Roma.
A Pregnana Milanese l’occupazione dei
lavoratori è partita martedì 3 e dalla mattina di mercoledì 4 si è anche
aggiunto il presidio fuori dai cancelli. I dipendenti coinvolti sono 237 su 430
e la promessa dei lavoratori è quella di andare avanti fino a quando non si
determineranno le condizioni per una soluzione positiva. Dopo mesi senza
stipendio, incontri al Ministero dello Sviluppo Economico, in Provincia e
Regione Lombardia, manifestazioni a Roma o per le vie di Pregnana e delle altre
città che ospitano sedi di Eutelia, le lavoratrici, i lavoratori e il sindacato
hanno scelto una forma di lotta più incisiva, rivendicando risposte precise e
in tempi brevi.
I lavoratori non sono più disponibili a
subire le decisioni devastanti di un’azienda fantasma e neppure i silenzi,
l’impegno solo a parole o le dichiarazioni di solidarietà di chi governa questo
paese.
Lunedì 9 novembre, il corteo convocato a
Roma dalla Fiom in occasione delle 4 ore di sciopero contro l’accordo separato
firmato da Fim, Uilm e Ugl, si è significativamente concluso davanti ai
cancelli della sede di Omega-Agile (ex Eutelia).
Il corteo è stato molto combattivo e ha
visto la presenza di molte aziende della Tiburtina e non solo, in primo luogo
della Vitrociset dove sono stati dichiarati 55 licenziamenti.
Martedì 10 novembre alle cinque e un
quarto Samuele Landi, figlio dell’amministratore delegato di Eutelia, si è
presentato davanti ai cancelli della sede di Roma, a bordo di un furgone bianco
proveniente da Arezzo, città di provenienza della famiglia proprietaria,
insieme a una squadraccia di 15 buttafuori (3 di Arezzo e 12 di Roma) e,
spacciandosi per poliziotti, hanno forzato il presidio dei lavoratori. Il tempo
di svegliare tutti e subito accorrono i compagni della Fiom sia della Camera
del lavoro di Roma Nord che quelli di Roma Sud, che seguono direttamente questa
vertenza, poi via via noi di Rifondazione, i compagni dei Comunisti Italiani,
di Sinistra Critica, di Radio Città Aperta, dei centri sociali della zona.
Intervengono anche le volanti della
polizia che fermano i protagonisti di questa irruzione che intanto avevano
cominciato a girare per le stanze dell’azienda.
I 15 mercenari riescono ad uscire solo
attorno alle 12.45 accompagnati dagli insulti dei lavoratori accorsi mentre il
loro capetto, il figlio del padrone, era stato accompagnato all’uscita già
molte ore prima.
La storia
delle lotte operaie è piena di episodi del genere, basta ricordare le
aggressioni organizzate dai capi aziendali della Fiat durante la lotta dei 35
giorni nel 1980 per fiaccare la resistenza operaia oppure, senza bisogno di
andare così indietro negli anni, i tentativi di Genta, il vecchio padrone della
Innse, di fare irruzione in fabbrica, accompagnato da 200 poliziotti, come si
vede nel bel documentario “Giù le mani dalla Innse” realizzato da Silvia Tagliabue.
Come in quel caso, anche questa azione da
fascisti si trasforma in un clamoroso autogol e rafforza la lotta dei
lavoratori ex-Eutelia e la solidarietà attorno a loro.
Il governo ancora non si è degnato di
ricevere i lavoratori che da mesi chiedono un intervento ai massimi livelli
delle istituzioni di questo paese. La cosa non stupisce nessuno perché questo
governo è troppo impegnato a elaborare i condoni fiscali che permettono ai
padroni di questo Paese le peggiori schifezze con le ricchezze che hanno
accumulato sfruttando i lavoratori, come si vede bene ora dal fatto che nessuno
sa precisamente che fine abbiano fatto i 45 milioni di euro di Tfr dei
lavoratori ex-Eutelia.
Eutelia detiene commesse fondamentali per
il funzionamento burocratico e amministrativo delle istituzioni di questo
paese, gestisce attività informatiche di enorme interesse pubblico e di un
potenziale utilizzo negli interessi della collettività che è impressionante.
Per questo va nazionalizzata sotto il controllo dei lavoratori e i libri
contabili dell’azienda vanno aperti per scoprire di quali nefandezze sono responsabili
tutti gli amministratori che si sono succeduti, forse Samuele Landi cercava di
sottrarre qualche documento compromettente proprio in relazione a questo, nella
sua irruzione del 10 novembre.
Mentre il nostro giornale va in stampa vi
sono diverse iniziative di solidarietà e di mobilitazioni convocate in
relazione alla lotta di Eutelia. Il Prc ha attivato le brigate di solidarietà
attiva per dare man forte al presidio e aiutare i lavoratori a resistere, il 17
novembre è fissato lo sciopero generale di tutto il gruppo ex-Eutelia e molte
altre sono le manifestazioni di solidarietà in calendario. Tutti questi sono
elementi molto positivi a patto che tutto quello che si farà venga convogliato
sotto la direzione della Rsu e quindi in ultima istanza dei lavoratori che
devono sempre avere in mano la direzione della lotta e di tutto quello che si
fa per rafforzarla. Solo così tutte le azioni messe in campo serviranno ad un
effettivo rafforzamento della mobilitazione.
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