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Yamaha - Inizia la ristrutturazione Stampa E-mail
Scritto da Orlando Maviglia*   
marted́ 24 novembre 2009

Accompagnato da una lettera ai “cari collaboratori” dell’allora Presidente della multinazionale giapponese, il bilancio consolidato di Yamaha Motor del primo semestre del 2009 già delineava nel giugno scorso lo stato di avanzamento del ”piano per il recupero della redditività”. Ovvero, con esemplare chiarezza, la sospensione di attività e la riduzione dei salari, lo snellimento dell’apparato produttivo in Giappone, in Europa e negli Stati Uniti, il trasferimento di collaboratori in aziende al di fuori del gruppo, il ricollocamento del personale e l’introduzione di un sistema di “condivisione delle attività”.

Secondo le stime della multinazionale, la riduzione della forza lavoro dovrebbe effettuarsi per circa 1.700 unità all’interno dell’intero Gruppo. In Giappone, a fronte di 12mila occupati la forza lavoro in esubero sarebbe di 1.100 unità, mentre in Europa e negli Stati uniti, a fronte di 6mila occupati sarebbero

in esubero 600 unità. Documenti successivi specificano che i tagli occupazionali per l’Europa riguarderebbero 280 lavoratori, su circa 2.800 occupati.

In Italia la Yamaha è presente a Bologna, dove la Motori Minarelli ne costituisce il principale centro produttivo di motori per l’Europa ed è presente inoltre a Gerno di Lesmo, vicino Monza, dove oltre a un reparto di produzione che occupa 47 operai, la multinazionale ha un vasto insediamento commerciale con 160 dipendenti (Yamaha Motor Italia) e di ricerca e sviluppo (Yamaha Motor r&d Europe – 110 dipendenti).

Nel corso di quest’anno i lavoratori di Bologna (operai e impiegati) e le maestranze operaie di Lesmo hanno già subito e continuano a sostenere un periodo massiccio di cassa integrazione (20 settimane per la Motori Minarelli e oltre 11 settimane per Yamaha Motor Italia) appena mitigato, laddove è stato possibile con l’iniziativa sindacale, da accordi migliorativi sul trattamento economico della cassa integrazione ordinaria.

Il 26 ottobre scorso in un incontro con la Rsu e le organizzazioni sindacali la direzione aziendale della Motori Minarelli ha formalizzato una cifra di 70 esuberi per quanto riguarda lo stabilimento di Bologna, dichiarando di essere disposta a trattare una “soluzione non traumatica e diluita nel tempo”, che preveda il ricorso alla cassa integrazione straordinaria e alla mobilità volontaria come accompagnamento alla pensione per un numero di lavoratori che ne hanno i requistiti.

Il pomeriggio dello stesso giorno, la direzione di Yamaha Motor Italia consegnava alle rappresentanze sindacali la procedura per il licenziamento collettivo di 47 operai (l’intero reparto di montaggio) e 19 impiegati.

Immediatamente è partita la risposta da parte dei lavoratori di Lesmo, che dopo un’assemblea hanno scioperato e bloccato i cancelli mettendo inoltre in atto altre iniziative finalizzate a dare la massima visibilità, anche sui mezzi di informazione, alla loro lotta contro i licenziamenti. Nel corso di altri 2 successivi incontri con la direzione aziendale sono stati effettuati dei presidi con sciopero sotto l’Associazione degli industriali, l’ultimo lo scorso 12 novembre, durante il quale le rappresentanze dei lavoratori hanno ribadito la loro richiesta di ricorso agli ammortizzatori sociali, di ricollocamento dei lavoratori dichiarati in esubero e di totale rifiuto dei licenziamenti. Queste iniziative di lotta hanno già prodotto un primo risultato, anche se parziale e insufficiente, inducendo il management di Yamaha Italia ad una timida apertura, tutta da verificare nel corso della trattativa. Un prossimo incontro è stato fissato per il 23 novembre, in seguito del quale si deciderà come proseguire nella vertenza.

In Motori Minarelli, la notizia dei licenziamenti di Milano è arrivata in piena cassa integrazione. Dopo un incontro con la direzione aziendale, è stata convocata il 12 novembre un’assemblea nei locali dello stabilimento, anche se i lavoratori erano in cassa. L’assemblea ha discusso della situazione, ha dato mandato alla Rsu e alle organizzazioni sindacali a continuare la trattativa con la direzione aziendale, ha votato un ordine del giorno di solidarietà con i lavoratori di Lesmo che dà mandato alla Rsu a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per sostenere la lotta di quei lavoratori contro i licenziamenti.

Appare piuttosto chiaramente come la multinazionale abbia una sua tattica differenziata, tesa a non favorire un fronte unico tra i lavoratori contro la ristrutturazione. Nei mesi scorsi, per iniziativa dei delegati, si è dato vita a un Coordinamento di Rsu Yamaha in Italia. È stato un primo passo per cercare di creare, pur nelle specificità, un collegamento fra i lavoratori del gruppo. Si tratta ora di rafforzare questo collegamento con la solidarietà attiva e la consapevolezza dei comuni interessi. E di mettersi alla prova della realtà, che per quanto difficile può essere cambiata.

* Delegato Rsu Fiom Cgil Motori Minarelli a titolo personale

 
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