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LS Vittorini: pillole di Autonomia Didattica Stampa E-mail
Scritto da Silvia Mazzeo (C.S.P.-collettivo scintilla del Vittorini - Milano)   

 

LS Vittorini: pillole di Autonomia Didattica

 

"In attesa dei regolamenti di attuazione, si sperimenta l’autonomia": così la Gazzetta Ufficiale intitola l’articolo riguardante il decreto per la sperimentazione dell’Autonomia Scolastica.

Questo per riuscire ad applicarla gradualmente "nel migliore dei modi". Per aiutare questo processo ciascun Provveditorato si preoccuperà di costituire "nuclei di supporto tecnico-amministrativo all’autonomia", con figure interne alla scuola ed esterne, come enti privati. Letta questa direttiva, del 5 dicembre, il preside del L.S Vittorini ha pensato bene di aspettare la fine delle proteste studentesche per applicarla. Dando poche indicazioni, ha costituito una commissione per l’autonomia. Gli studenti presenti nella commissione non sono democraticamente eletti né revocabili. Chi vi partecipa non può opporsi all’Autonomia ma solo scegliere le vie con cui adattarla al proprio istituto. La commissione è solo consultiva: vi partecipa sì la componente studentesca, ma le proposte verranno votate in Consiglio d’Istituto (dove gli studenti sono in minoranza). Ad oggi ha elaborato due proposte: una sulla suddivisione del calendario scolastico e una sul "compattamento delle ore" o moduli.

Con la prima proposta si inizierebbe la scuola 17 giorni prima, per concedere dei sabati liberi alternati durante l’anno. E’ la riproposizione della settimana corta che studenti, genitori e docenti hanno già bocciato un anno fa in votazioni condotte dallo stesso preside. La settimana corta significherebbe un aumento dei ritmi di studio che, abbinati ai pagellini, colpirebbero gli studenti in difficoltà avviando una selvaggia selezione scolastica. Verrebbero concentrate 7/8 ore di lezione al giorno. Si rimarrebbe a scuola di pomeriggio, ma l’istituto non è attrezzato né con mense né con bar. Il carico di compiti aumenterebbe e diminuirebbe il tempo per lo studio. Visti i continui tagli, da dove verranno presi i soldi per tenere la scuola aperta al pomeriggio se non dalle tasche degli studenti? Al Vittorini siamo abituati da tempo a pagare corsi extra scolastici e non solo (es. 140.000£ per il teatro, 10.000£ per la tessera delle fotocopie). La seconda proposta della commissione prevede la divisione dell’anno scolastico in due "moduli", coincidenti con i quadrimestri. I moduli sono un insieme di materie collegate tra loro (es. modulo scientifico: matematica, scienze...; modulo letterario: italiano, latino...). Nella prima parte dell’anno si farebbero solo materie scientifiche e nella seconda tutte quelle letterarie.

Chi finisce il primo quadrimestre con gravi insufficienze non le potrà mai recuperare nel secondo, dove si svolgeranno tutt’altre materie. Fa prima ad abbandonare gli studi!

E’ stata fatta un’assemblea, promossa dal preside, per presentare queste proposte. Lo scopo era chiaro: indorare l’Autonomia agli occhi degli studenti e costruire un consenso alla sua applicazione. Gli studenti si sono resi conto che le proposte significano un peggioramento delle condizioni di studio. Specialmente quelli del biennio erano attenti e critici. Il collettivo ha spiegato la propria posizione. Il periodo di fine scuola non ci ha permesso di andare oltre degli appelli a ritirare le proposte della commissione e ad invitare gli studenti che vi partecipano a dimettersi. Un membro del collettivo inserito nella commissione vi si è dimesso. Il dato più importante è però un altro: nonostante la cappa di menzogne riguardanti il carattere dei progetti ministeriali, l’Autonomia Scolastica non riesce a mietere nessun consenso significativo tra gli studenti. Da qua ripartiremo per le lotte dell’autunno.

 
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