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Scritto da Francesca Interlandi   

Polydata: quando il sindacato si limita al tentativo legale

 MILANO - I lavoratori Polydata nelle mani di avvocati sentenze e pretori ormai da 5 mesi, non hanno ancora risolto il loro "braccio di ferro istituzionale" con l’azienda.

Nonostante il nostro tentativo disperato di mantenere un ruolo attivo nella lotta al nostro padrone che ci ha scippato il posto di lavoro, da dicembre siamo di fatto stati estromessi dal "campo di battaglia".

Dopo la grande vittoria in pretura del 13/12/97 con la sentenza che annullava i trasferimenti da Milano a Camerano (An) per noi non è cambiato nulla. Il padrone non ha rispettato quella sentenza che gli ordinava di rimetterci in condizioni di lavorare a Milano e non gli è successo nulla, non ci paga lo stipendio da novembre e non gli è successo nulla, provate una volta a non pagare una bolletta e vedrete cosa vi succederà.

Dopo i ricorsi che ci sono stati, mercoledì 6 maggio ci sarà una nuova sentenza, per quanto ci riguarda dalle nuove documentazioni prodotte dalla Telecom al Pretore abbiamo grandissime possibilità di registrare una nuova vittoria sull’azienda, ma ci chiediamo che cosa ce ne faremo quando l’avremo fra le mani.I padroni rispettano le regole previste dalla legge (come per esempio il Ccnl) solo quando i lavoratori hanno costruito i rapporti di forza per costringerli a farlo. Per il resto le leggi sono solo un inganno.

Purtroppo nel sindacato i funzionari, avendo sempre meno fiducia nelle proprie forze tralasciano sempre di più la lotta sul campo per il tentativo legale.

Quanti delegati sindacali e lavoratori si sentono rispondere dal proprio funzionario: "sento cosa ne dice l’avvocato, perché sai su questo problema c’è stata una sentenza della cassazione di difficile interpretazione", oppure "su questo problema attendiamo una sentenza da 5 anni, porta pazienza".

Il mondo del lavoro sta diventando sempre più deregolamentato, affidarsi alla pretura perché il padrone non distribuisce il premio di produzione o non ti assume con l’inquadramento giusto è una follia.

In fabbrica, dobbiamo capire dove sta la nostra forza, quando e come il padrone può essere danneggiato ed essere compatti, allora non servirà a nulla al padrone avere lavoratori in Cfl o in nero.

In fabbrica il nostro potere contrattuale non dipende tanto dal tipo di contratto con cui siamo assunti, ma dalla nostra compattezza e dalla nostra determinazione.

Le leggi, non dimentichiamolo, sono fatte da persone come il nostro padrone non certo da lavoratori come noi e con i rapporti di forza dalla nostra parte, possiamo ottenere condizioni di lavoro anche migliori di quelle previste dalla legge.

 
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