Home arrow Movimento operaio arrow Corrispondenze operaie arrow Modena - Vittoria dei lavoratori alla Terim!
Prossime iniziative
Menu
Home
Festa Rossa 2009
Rifondazione Comunista
Politica Italiana
Movimento operaio
Giovani in lotta
Internazionale
America Latina
Venezuela
Economia
Teoria marxista
Scienza ed Ambiente
Storia e Memoria
Antifascismo
Movimento Noglobal
Immigrazione
Donne e Rivoluzione
Tutto il resto...
Verso l'11 ottobre
Archivio numeri FM
Link
Iniziative
Mailing list
Iscriviti alla nostra mailing list
Nuovo opuscolo
docrosa_small
No alle mafie
mafia_capitalismo_small
Settimo congresso Prc
risulcongresso
Articoli correlati
4conf_gc_small
antifascismo_small
idm5_nuova_small
fm224_small
Modena - Vittoria dei lavoratori alla Terim! Stampa E-mail
Scritto da Francesco Santoro*   
giovedì 18 giugno 2009

Dopo 7 mesi di lotta i lavoratori e la Rsu della Terim (azienda di elettrodomestici con sedi a Modena ed a Reggio Emilia) hanno vinto la loro più grande battaglia di sempre: evitare lo smantellamento del sito di Baggiovara (Modena) ed impedire 180 licenziamenti.

Questa vittoria acquisisce ancor più rilievo, perché si determina in un contesto di crisi, dove chiusure di fabbriche e licenziamenti sono all’ordine del giorno. Questo esempio concreto è sistematicamente citato sulla stampa locale, al punto tale che Fim-Fiom-Uilm non hanno esitato ad indicarlo come “l’accordo di riferimento anti-crisi” a Modena ed a Reggio Emilia.


L’intesa


I punti qualificanti di questa intesa sono davvero tanti e tra di essi ci sono almeno 2 fiori all’occhiello. Tuttavia, ne riassumeremo le caratteristiche non con l’approccio dei “primi della classe”, bensì in relazione alle priorità politiche della nostra lotta. Per avere la giusta dimensione di questa conquista, va ricordato che solo pochi mesi fa il padrone aveva minacciato la chiusura della fabbrica di Modena. Questa intenzione si motivava nascondendosi dietro la crisi, ma in realtà ancorava le proprie radici in logiche di ulteriori esternalizzazioni che se fossero andate in porto, tra i vari effetti negativi, avrebbero decapitato la testa delle lotte degli ultimi 10 anni nel gruppo Terim.

La prima cosa sancita dall’accordo è che Baggiovara continuerà ad essere un sito produttivo. Quelli che inizialmente erano 180 esuberi non hanno visto e non vedranno l’apertura di procedure di mobilità. Dunque, nessun lavoratore verrà licenziato. Questo duplice obbiettivo, difesa del patrimonio produttivo e posti di lavoro, è stato conquistato adoperando congiuntamente due ammortizzatori sociali: contratti di solidarietà (Cds) e cassa integrazione speciale a rotazione (Cigs). Da quando esiste la legge sui Cds (1996) la Terim è stata la prima azienda metalmeccanica dell’Emilia Romagna a dargli applicazione concreta.

Non è un caso che in tutti questi anni Confindustria ha adoperato ogni mezzo per rifiutarne l’applicazione, facendone una questione politica di prima grandezza. La ragione è molto semplice: i Cds sono lo strumento maggiormente tutelante per i lavoratori sotto ogni profilo. Nella fattispecie, salario diretto ed indiretto (ratei, ferie, permessi, tfr) coprono circa l’80% della retribuzione e, cosa più importante, è garantita la presenza in fabbrica di tutti i lavoratori dei reparti coinvolti dall’ammortizzatore, pertanto nessuno resta “slegato dalla fabbrica”. Nondimeno, in questa intesa per la prima volta in Italia vengono adoperati contemporaneamente nella stessa fabbrica Cds e Cigs a rotazione, tanto che al Ministero del Lavoro c’era non poco imbarazzo nel dare applicazione concreta a tale connubio.

L’enorme risultato, conquistato con la lotta, ci ha permesso sin da subito di garantire la rotazione al 75% della forza lavoro operaia ed impiegatizia. Dal mese di dicembre 2009 questa percentuale dovrà ulteriormente innalzarsi, estendendo la rotazione a tutto il personale in forza (260). Gli strumenti previsti a tal fine sono: allargamento del bacino di rotazione sul sito di Baggiovara, estensione della rotazione al sito di Rubiera, corsi di formazione retribuiti dalla Regione e dalla Provincia, ricollocamento presso altre aziende consociate a Confindustria Modena.

Nel mese di maggio 2010 l’azienda dovrà aver riassorbito a pieno regime 33 lavoratori tra quelli coinvolti dalla Cigs (132), che sommati ai circa 30 coinvolti dal Cds abbattono definitivamente le “eccedenze”. Infine, per quella parte di lavoratori che inizialmente saranno collocati in cassa a zero ore, l’azienda provvederà ad erogare l’anticipo della cassa ed una integrazione salariale mensile di 100 euro, oltre a garantire comunque l’erogazione del P.D.R., che in regime di Cigs a zero ore dovrebbe essere incluso nei massimali previsti per legge.


La lotta continua: il governo dell’accordo


Tuttavia, in questo accordo avanzato ci sono degli aspetti critici che non vanno sottaciuti, anzi sono da tenere sotto strettissima osservazione. Fintanto che la rotazione non coinvolgerà tutto il personale, il rischio più grande è che il padrone collochi a zero ore i lavoratori maggiormente avanzati politicamente, oltre a quelli con particolari prescrizioni mediche ed i contratti part-time. Per questa ragione, durante l’assemblea che diede mandato alla firma dell’accordo abbiamo proposto e fatto approvare un o.d.g. che vincolasse Rsu ed apparati sindacali ad entrare nel merito della lista di rotazione. Questo si rende irrinunciabile proprio per evitare fenomeni di discriminazione e repressione politica. Vien da sé che se questa lista di rotazione non garantirà i lavoratori torneremo a mobilitarci perché nessuno deve essere abbandonato!


I metodi di lotta


Per una ricostruzione maggiormente esaustiva dei passaggi chiave di questa lotta, invitiamo a rileggere falcemartello 215 e 216.

Che la Terim sia una delle realtà più sindacalizzate non è un segreto, tuttavia la coscienza politica dei lavoratori da sola non sarebbe bastata a scongiurare lo smantellamento del sito, se non si fosse accompagnata con i metodi di lotta necessari in questa fase. La lotta di classe è prima di tutto una guerra di nervi! Durante questi 8 mesi di mobilitazione, coincisi con 23 settimane di Cigo, l’azienda ha adoperato ogni mezzo per confondere e dividere i lavoratori, senza mai riuscirci. Già durante la discussione sul piano industriale erano emerse abbastanza contraddizioni per farci comprendere che le reali intenzioni non erano il rilancio ma la chiusura della fabbrica. Tuttavia, avevamo perfettamente compreso che questa era una tattica volta ad esasperarci, i cui obiettivi principali erano: far partire le lotte in anticipo per sfiancarci e dividerci, approfittando dei già bassi salari a causa della Cigo; conseguentemente a ciò fare un’operazione mediatica, per far cadere le responsabilità della cattiva gestione della vertenza su una Rsu sconsiderata e facinorosa.

Un altro fattore determinante nella lotta è stata la capacità di inasprire la mobilitazione pur non potendo sempre scioperare a causa della Cigo: attraverso assemblee, sistematicamente organizzate fuori dai cancelli della fabbrica, si sono coordinate iniziative di lotta e visibilità di vario genere.

Dai blocchi stradali, durante i quali si diffondevano appelli di solidarietà alla popolazione, alle assemblee pubbliche sui temi della crisi, passando attraverso volantinaggi nei centri storici di Modena e Rubiera, comprendendo le principali mense operaie. Tutto questo senza mai dimenticare la raccolta di fondi per la cassa di resistenza Terim.

Questa esperienza ha fornito ai lavoratori ulteriori strumenti di lotta, dimostrando al padrone che la cassa non ci avrebbe né fermato né diviso. In aggiunta a ciò, venivano intercalati nel tempo i collaudati picchetti con tanto di blocco delle merci, impedendo nel senso letterale del termine che niente e nessuno entrasse o uscisse dalla fabbrica. Questi elementi hanno avuto un peso determinante durante la vertenza, ma riteniamo di aver vinto questa lotta innanzitutto attraverso la minaccia sistematica dell’occupazione degli stabilimenti. Già durante la lotta contro i 300 licenziamenti del 2006 questa parola d’ordine terrorizzò la proprietà. Conscia del fatto che per noi “occupare” sarebbe stato un punto di partenza e non l’ultimo gesto della disperazione, ha preferito cedere su tutti i fronti abbandonando l’idea della chiusura e dei licenziamenti.


Le strumentalizzazioni politiche


Prima ancora che i lavoratori approvassero l’ipotesi d’accordo è partita una campagna mediatica, orchestrata dalla Terim con la complicità di Confindustria ed il beneplacito dell’Assessorato al Lavoro della Provincia di Modena, volta a ridimensionare e distorcere la schiacciante vittoria dei lavoratori. Se l’Assessore Provinciale al Lavoro si è “limitato” a complimentarsi con tutti i protagonisti della vicenda, parlando di obiettivi condivisi, il Presidente della Confindustria locale ha rasentato il ridicolo, parlando della Terim come di un esempio di concertazione sindacale e di una vertenza che non ha visto neanche un’ora di sciopero! Tutto ciò ha incontrato lo sdegno dei lavoratori che hanno organizzato insieme alla Rsu Fiom una conferenza stampa per rispedire ai mittenti queste ignobili storture.


* Delegato Fiom-Cgil Terim Baggiovara
 
< Prec.   Pros. >