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Una svolta a sinistra per i Giovani Comunisti di Milano Stampa E-mail
Scritto da Emanuele Cullorà   
lunedì 23 marzo 2009

La Conferenza straordinaria dei Giovani comunisti di Milano, che si è tenuta domenica 22 marzo, ha sancito un netto successo del secondo documento "Giovani, comunisti e rivoluzionari": il secondo documento ha prevalso sul primo per ben 41 voti a 13.


Un risultato che non ha precedenti nella storia dell'organizzazione giovanile del partito a Milano: per la prima volta prevale nel dibattito una linea rivoluzionaria e di classe, sulla base della quale si potrà avviare un lavoro di ricostruzione dei Giovani comunisti su basi nuove e combattive. Il secondo documento non è stato sostenuto solo dai compagni di FalceMartello: hanno sostenuto la nostra battaglia anche compagni dell'area Ernesto e singoli compagni dell'area ferreriana, a dimostrazione che ancora una volta esiste una base in Rifondazione comunista che è disposta a combattere fino alla fine per dare un futuro al proprio partito e per ricostruire i Giovani comunisti.

Crediamo che la migliore dimostrazione di questo sia stata la platea che ha composto la conferenza e il tenore degli interventi che sono stati fatti: un dibattito vivo, sostenuto per lo più da compagni che solo da poco hanno cominciato a ricostruire i Giovani comunisti in città; compagni impegnati in molti, ma decisivi, terreni di lotta: da quello universitario con la lotta del collettivo Pantera, a quello studentesco con la lotta contro la chiusura delle scuole serali, a quello di una compagna impegnata nella questione casa, al lavoro nel movimento operaio, come ha sottolineato l'intervento di un compagno che lavora nel settore trasporti. Compagni che si sono avvicinati al partito e ai Gc come maturazione politica della propria lotta: hanno visto con i propri occhi che un'altra Rifondazione è possibile solo se vive nel conflitto con coerenza.

E su quest'ultimo punto pensiamo sia proprio necessario spendere una parola: queste sono le forze da cui dovremo ripartire per ricostruire l'organizzazione giovanile del partito e con cui ci impegneremo fin dall'inizio ad animare i circoli per riavvicinare alla militanza anche tanti giovani iscritti che si sono allontanati dal dibattito provinciale perchè demoralizzati dai continui tentativi di liquidazione.

Il futuro dell'organizzazione giovanile risiede proprio nel coraggio e nella determinazione di questi compagni: il nostro entusiasmo sarà la benzina che alimenterà il motore dei nuovi Giovani comunisti di Milano.

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