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Lampedusa insegna!
Gli episodi razzisti di questi giorni sono la
testimonianza di come il governo sia riuscito con la sua politica xenofoba a
creare un clima di odio e violenza contro gli immigrati.
Una bomba contro una lavanderia gestita da
cingalesi in provincia di Como,
aggressioni contro immigrati in numerose città, il rogo di un indiano a
Nettuno, oltre agli episodi legati allo stupro barbaro di Guidonia, danno
un’idea del clima in Italia verso gli immigrati, sottolineando e amplificando
nei mass-media i delitti commessi da essi, e occultando (sono la maggior parte)
le atrocità commesse da delinquenti italiani.
La discussione alle Camere sul pacchetto
sicurezza è caratterizzata dalle provocazioni della Lega Nord, che sta provando
a peggiorare ancora di più la condizione dei migranti in Italia, con
proposte quali l’introduzione di nuove
tasse sui permessi di soggiorno (che invece di 75 euro, verrebbero a costarne
oltre 200), il reato di immigrazione clandestina (già approvato dal Senato,
punibile con multe fino a 10.000 euro), i 18 mesi di trattenimento nei Cpt. Si
vuole insomma discriminare il 30% dei lavoratori in Italia, condannando a un
presente di miseria e di sfruttamento centinaia di migliaia di migranti, pronti
per l’espulsione.
Oltre questo, i ministri Maroni e Sacconi hanno
firmato il 14 gennaio 2009 una circolare dove si limita l’accesso al lavoro dei
cittadini rumeni e bulgari, nonostante i loro paesi siano all’interno
dell’Unione Europea. Insomma, le dichiarazioni del leghista Roberto Cota sul
lavoro da dare agli italiani e non agli immigrati, dividendo così i lavoratori
e il proletariato in una guerra tra poveri, si sta provando a tradurle in
realtà.
La crisi economica rischia di espellere dal
ciclo produttivo per primi proprio i lavoratori migranti, che così perderebbero
anche il permesso di soggiorno, e quindi rischiando l’espulsione o
l’internamento nei Cpt.
Un emendamento presentato più volte dalla Lega
vuole introdurre l’obbligo di denuncia dei clandestini a cui vengono fornite
cure sanitarie, che, se approvato, trasformerebbe gli ospedali in luoghi di
persecuzione e non di cura e assistenza.
Di fronte a queste politiche xenofobe, comincia
a emergere una risposta di unità tra italiani e immigrati negli ultimi giorni a
Massa e a Lampedusa, su questioni diverse, ma che sono riuscite a essere al
centro del dibattito politico,
A Lampedusa si lotta contro l’istituzione del
Centro di identificazione e espulsione (Cie) nell’ex caserma NATO , dove
trattenere fino a 18 mesi chi sbarca nell’isola, creando così una sorta di
“Alcatraz del Mediterraneo”, un carcere a cielo aperto per chi fugge dalla
miseria e dalla barbarie. Mentre le scuole cadono a pezzi, il governo italiano
trova i fondi per costruire una vera e propria fortezza dove rinchiudere i
migranti, e lasciare nella miseria Lampedusa.
Il 24 gennaio, circa duemila immigrati sono
riusciti a scappare dal Cpa e a unirsi allo sciopero generale che ha
paralizzato l’isola, accolti dalla popolazione, e con le loro testimonianze
degli orrori subiti nel centro, con le torture e le percosse quotidiane hanno
raccolto la solidarietà dei lampedusani.
Nonostante si vogliano rinchiudere migliaia di
migranti nel centro, l'ex caserma della Nato non potrà ospitare, a lavori
finiti, più di duecento o trecento persone da espellere immediatamente o quasi
nei loro Paesi di origine. La maggior parte degli sbarchi, il 75% nel 2008,
riguarda persone che richiedono asilo perché provenienti da paesi in guerra.
Dunque per loro il Cie sarà inutilizzabile, visto che la legge vieta di
rinchiudere aspiranti rifugiati, ma per il governo Berlusconi e i razzisti
della Lega le leggi sono troppo poco severe. Le denunce delle organizzazioni
che lavorano nel Centro di permanenza temporanea raccolgono dati terribili,
Save the children ha pubblicato un dossier sui minori passati nel centro nel
2008: 2626, ovvero l'otto percento dei quasi 32mila migranti approdati
sull'isola. Per loro, denuncia Save the children, «le condizioni igieniche sono
inadeguate come le procedure per l'accertamento medico dell'età» mentre molti
sono costretti a rimanere nel Cpa anche 37 giorni, invece delle legali 48 ore,
prima di venire trasferiti altrove.
Contro il pacchetto “razzismo” dobbiamo
provare a estendere la lotta di Lampedusa in ogni luogo, contro i Cpt e i
provvedimenti xenofobi e fascisti volti a reprimere e a espellere gli
immigrati, e a iniettare il germe dell’odio razziale tra i lavoratori: l’unità
di classe senza frontiere per far pagare la crisi ai padroni, questo è il nostro
programma.
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