Anche Ravenna ha risposto mobilitandosi dopo i 1500 miliardi "rubati" alla scuola pubblica.
Le mobilitazioni sono state numerose e hanno permesso ai ragazzi di incontrarsi e dare vita a movimenti organizzati. A questo punto è sorto un problema che è purtroppo comune a tutte le realtà delle scuole medie superiori italiane: la disinformazione.Un problema grave e fondamentale per poter sviluppare movimenti organizzati in grado di contrastare decisioni che andranno a costruire o a distruggere il nostro futuro.
Così, dopo l’ultima manifestazione svoltasi a Ravenna, dove hanno partecipato circa 900 persone, e dopo lunghe riunioni con i ragazzi di tutte le scuole ravennati, il movimento "Compagni di Scuola" si è popolato più del previsto. Il primo obbiettivo che ci siamo posti è proprio quello di eliminare l’ormai dilagante disinformazione. Tramite volantini distribuiti nelle scuole, giornate autogestite e grazie al grande impegno profuso dai compagni, cerchiamo di far sentire la nostra voce e di informare gli studenti non solo di ciò che accade nella scuola ma an-che di quel che riguarda tutta la gamma di problemi che ci circondano ogni giorno di più e sempre più da vicino.
Questa esperienza avviatasi con fatica è servita ad evidenziare i problemi enormi che noi comunisti abbiamo l’obbligo di eliminare per poter lottare uniti e informati, visto che diviene sempre più difficile combattere: la mancanza di strutture, i finanziamenti alle scuole private ed i tagli a quelle pubbliche, la continua eliminazione di classi e di docenti e la moltitudine di problemi che travolgono il mondo della scuola.
Il nostro tentativo di sollecitare una presa di coscienza sta dando buoni frutti che il movimento "Compagni di Scuola" sta raccogliendo con molta soddisfazione. L’informazione che stiamo cercando di diffondere ha portato in piazza, oltre ai 1200 studenti medi-superiori precedentemente citati, anche 900 ragazzi in difesa di una sola scuola pubblica, il liceo artistico, scuola di grande prestigio e importanza in una città come Ravenna, appena riconosciuta "capitale mondiale del mosaico". Siamo riusciti ad ottenere un colloquio con il sindaco, che dopo aver ascoltato da alcuni rappresentanti degli studenti le esigenze e i problemi della scuola, ha promesso una completa ristrutturazione dell’edificio entro 5 anni e soprattutto la non chiusura, ormai alle porte, del liceo.
Così come il liceo artistico tutte le altre scuole ravennati presentano disagi non indifferenti che non permettono uno sviluppo uniforme della cultura.
Il nostro movimento è così deciso a non far finire la protesta, come è quasi sempre accaduto negli ultimi anni dopo il periodo delle vacanze natalizie.
Infatti siamo propensi a dare luogo ad un’altra ondata di manifestazioni ed occupazioni, se necessario, per far sentire a chi di dovere il nostro grido guidato da uno spirito di rivolta contro questo scempio e contro una logica aziendale che inevitabilmente sta coinvolgendo anche la realtà scolastica ravennate come quella italiana.