Home arrow Movimento operaio arrow Corrispondenze operaie arrow Parte la lotta all’Ilva di Taranto
Prossime iniziative
Menu
Home
Rifondazione Comunista
Politica Italiana
Movimento operaio
Giovani in lotta
Internazionale
America Latina
Venezuela
Teoria marxista
Economia
Scienza ed Ambiente
Storia e Memoria
Antifascismo
Movimento Noglobal
Immigrazione
Donne e Rivoluzione
Tutto il resto...
Archivio numeri FM
Link
Iniziative
Mailing list
Iscriviti alla nostra mailing list
L'ultimo numero di FM
fm210_small
Festa Rossa 2007
webtv
Articoli correlati
testataG
Parte la lotta all’Ilva di Taranto Stampa E-mail
Scritto da Paolo Grassi   

Parte la lotta all’Ilva di Taranto

 

Decisamente riuscito lo sciopero di 24 ore organizzato dal sindacato, il 13 gennaio, all’Ilva di Taranto. Sciopero che ha visto l’adesione di più del 90% dei lavoratori (13mila addetti impegnati su una superficie che è il doppio della città di Taranto). Il primo di una serie che verranno portati avanti nelle prossime settimane per far retrocedere dalla posizione unilaterale e arrogante che ha assunto il padrone, Riva, da quando ha messo le mani sulla più grande acciaieria d’Europa.

Fim, Fiom, Uilm hanno dovuto accettare il terreno della lotta perché dopo aver portato avanti per un lungo periodo la politica della concertazione la loro credibilità verso gli operai era ormai in crisi. Il padrone in questi anni si è distinto per la sua determinazione nel calpestare i diritti più elementari dei lavoratori. Spostamento punitivo di impiegati in uffici dall’aspetto di veri e propri lager senza ricevere delle mansioni, modifica di orari di lavoro tenendo conto solo delle necessità di produzione, pressioni per non iscriversi al sindacato usando anche la minaccia di non confermare i nuovi assunti in Contratto di formazione lavoro (Cfl).

Ma se vogliamo guardare più a fondo la rabbia e la determinazione che ha portato i lavoratori a scegliere la strada della lotta sono soprattutto le condizioni di lavoro che in questi quattro anni (da quando Riva ha rilevato lo stabilimento allo Stato) sono andate via via peggiorando In particolare c’è l’aumento degli incidenti sul lavoro, spesso mortali.

Il primo sciopero ha avuto un esito positivo, ma ancora lunga è la strada da percorrere perché il padrone accetti di trattare.

Nelle prossime settimane si giocheranno le carte decisive. I lavoratori hanno in cantiere altre forme di lotta, quale lo sciopero a scacchiera per mettere in crisi il ciclo di produzione. Dopo di che, se non ci saranno dei cedimenti, si tornerà allo sciopero totale.

Riva punterà a dividere i lavoratori con false promesse, illudendoli di avere interessi diversi. Il primo obiettivo sono sicuramente i giovani in Cfl. Al primo sciopero sono stati gli unici a voler entrare e questo purtroppo ha portato momenti di tensione davanti alle portinerie picchettate dagli operai.

È proprio quello che Riva vuole vedere: operai contro operai. È compito degli attivisti e dei lavoratori che più sono impegnati nel buon esito di questa lotta discutere con questi giovani e conquistare la loro fiducia spiegando pazientemente che solo l’unità, e la forza che da questa proviene, può dare speranze di vittoria a tutti.

La concertazione portata avanti in questi anni pesa soprattutto sulle spalle di chi nello stabilimento è entrato recentemente. Anni di cedimenti non possono essere cancellati con uno sciopero, ma l’importante è che si è cambiato strada!

 
< Prec.   Pros. >