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Il
segretario del Prc Paolo Ferrero è intervenuto a Bussoleno il 29 agosto,
insieme all’europarlamentare Vittorio Agnoletto, a un’assemblea promossa dal
locale circolo Prc. Si è parlato del Tav soprattutto riferendosi alla nuova
proposta elaborata dai tecnici della Comunità Montana Bassa Valle di Susa su
richiesta del presidente Antonio Ferrentino che ha deciso che bisogna
cominciare a dire qualche sì e non sempre e solo no. Detto e fatto, è stato
partorito il F.A.R.e., acronimo
che sta per Ferrovie Alpine Ragionevoli ed Efficienti.
Al di là del
nome accattivante, c’è poco da stare allegri; il F.A.R.E. immagina infatti solo
una realizzazione cadenzata della nuova linea, partendo dalla soluzione del
“nodo di Torino” e andando a ritroso fino al tunnel con la Francia secondo una
logica a scalini successivi: prima si risolve il nodo di Torino, una volta
risolto quello si guarda il pezzo da Torino ad Avigliana; se si raggiungono i
risultati voluti ci si imbarca nel tratto fino a Susa per poi terminare in
gloria con lo scavo del tunnel, sempre che gli obiettivi che ci si erano posti
anteriormente siano stati raggiunti. Ora, è difficile immaginare che si possano
spendere milioni di euro per un pezzo di opera per poi interromperla prima di
finirla. Allora è chiaro che il F.A.R.E. è lo specchietto per le allodole per
consentire di passare dal “No Tav” al “Come Tav”, e in quanto
tale il movimento valsusino l’ha respinto.
È
necessario quindi capire dove e con chi andare: e questo era il senso
dell’invito a Ferrero e Agnoletto.
Peccato
che i due relatori abbiano parlato alla fine, dopo gli interventi del pubblico,
numerosi (almeno 500 persone erano presenti), partecipati, intensi e
preoccupati. Peccato perché non si aveva bisogno di risposte, ma di proposte, e
di queste ce ne sono state poche.
Il
nostro intervento ha cercato di porre delle domande precise al movimento e al
partito. Al movimento abbiamo chiesto di non fare lo struzzo rispetto al
problema elettorale che ci si porrà di qui a giugno, non perché il terreno
istituzionale sia la nostra preoccupazione maggiore, ma perché è necessario che
il fondamentale lavoro politico che il movimento porta avanti in Valle trovi
una sponda istituzionale attendibile e coerente, per rafforzare la resistenza
ventennale al Tav e per poter costruire altre resistenze e altre lotte. Al
partito abbiamo chiesto coerenza, osservando che se l’attuale collocazione
extraparlamentare permette maggiore scioltezza nei giudizi e nelle prese di
posizione, è altrettanto vero che la nostra presenza in Comune di Torino,
Provincia e Regione rende inattendibili le enfatiche dichiarazioni di principio
e debole la difesa del movimento.
L’intervento
di Vittorio Agnoletto ha fatto luce sulle incongruenze del F.A.R.E., facendo
rilevare come il contributo europeo non possa essere che per il “buco”, dato
che da lì in poi l’onere finanziario ricade sulle singole nazioni; in più, ha
smontato l’ipotesi di una progettazione e realizzazione modulare, poiché
l’Europa stessa richiede, per poter finanziare l’opera, la valutazione
d’impatto ambientale sul progetto definitivo.
Il
Prc è con il movimento come lo è sempre stato, ha ribadito con forza Paolo
Ferrero anche se a volte le nostre e le sue posizioni non sono state
precisamente le stesse, come quando ad esempio il Prc sostenne l’insediamento
dell’Osservatorio Virano per evitare il “muro contro muro” tra movimento e
istituzioni. Oggi invece è necessario schierarsi, e di fronte agli otto punti
contenuti nel documento di Palazzo Chigi la Valle di Susa deve dire con
chiarezza da che parte sta, perché il messaggio veicolato dai media a livello
nazionale è che la Valle è ormai pacificata e pronta ad accogliere la nuova
ferrovia. Su questo obiettivo il Prc vuole lavorare a stretto contatto con il
movimento. Nessun altro impegno per il partito se non una laconica affermazione
di autonomia dal Pd in quanto partito inefficace e non alternativo alla destra,
“anche a costo di perdere qualche assessore o consigliere”. Speriamo che i
primi siano quelli piemontesi, e noi compagni di FalceMartello saremo in prima
linea perché ci sia una svolta a sinistra anche a Torino e provincia.
16 settembre 2008
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