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La Danieli è una multinazionale che si occupa della
costruzione di impianti siderurgici in tutto il mondo con il suo
quartier generale a Buttrio, in provincia di Udine e altre sedi
operative sparse nel mondo, da Milano (Danieli Brera) alla Romania,
passando per la Germania, la Francia, l’Inghilterra, la Svezia, fino ad
arrivare all’apertura, negli ultimi anni, di sedi in Thailanda, Cina e
Taiwan. L’efficienza della Danieli è tale da riuscire a consegnare una
commessa in soli ventiquattro mesi, completando un laminatoio in tutte
le sue componenti operative; ciò la rende leader nel mercato
dell’industria pesante del settore.
L’interesse a mantenere la propria posizione di colosso industriale da 600 milioni di euro di utili annui non ha comportato la valorizzazione del lavoro e un miglioramento dei diritti lavoratori. Qualche dato: 2014 sono i dipendenti della sede di Buttrio nel 2007, di cui 500 sono gli operai, molti dei quali romeni, trasferiti direttamente dalla sede che l’azienda ha in Romania.
Danieli è un’azienda senza sindacato dal 1993, l’ultimo anno nel quale si sono svolte le elezioni per la nomina delle Rappresentanze sindacali unitarie: a causa della dura politica aziendale nei confronti di tutto il sindacato, l’azienda riesce di fatto ad espellerlo dall’azienda, isolandolo dalla maggioranza dei lavoratori e diventando lei stessa l’unica controparte dei lavoratori, che premia e soprattutto punisce, in base ai suoi criteri. Una delle conseguenze di questo clima fu la sostituzione dell’Rsu con la Rsa (Rappresentanza sindacale aziendale), nominata dalla Segreteria provinciale della Cgil, con compiti esclusivi di mediazione e priva di qualsiasi potere contrattuale. Tale carica è stata ricoperta a partire dal ‘93 ad oggi da un solo compagno della Fiom che ha tenuto accesa la fiammella sindacale in anni molto duri.
Alla fine del 2007 si è riusciti a raggruppare un numero minimo, ma sufficiente, per una possibile elezione dell’Rsu. Le operazioni per avviare tutte le procedure sono state attivate con attenzione scrupolosa da parte della Segreteria provinciale della Cgil, per non fornire alcun pretesto all’azienda in ordine a qualsiasi rivendicazione di illegittimità, appoggiandosi tra l’altro all’Ufficio legale del sindacato.
Le votazioni sono cominciate il 20 dicembre del 2007 e dopo questo primo passo l’azienda, attraverso l’Associazione degli Industriali della provincia, si è rivolta al Segretario provinciale della Cgil per denunciare l’illegittimità delle elezioni, contestando la loro validità a causa della presenza di una lista unica della Fiom (quando, invece, la Segreteria provinciale della Fiom aveva invitato Fim e Uilm a individuare propri candidati) e non riconoscendo la validità della commissione elettorale. Tutte valutazioni di legittimità che non spettano al padrone.
Inoltre l’azienda ha tentato di intessere rapporti diretti con la Cgil per cercare di bypassare la Fiom e rompere il fronte oltre che continuare a non considerare il sindacato di categoria come la propria controparte.
I contatti con l’azienda si sono chiusi e il Sindacato ha deciso di convocare il secondo turno di elezioni il 4 e 5 febbraio 2008 che hanno eletto la nuova Rsu, non riconosciuta dall’azienda.
Le elezioni e la legittimità dell’Rsu sono state confermate successivamente dal Giudice del Lavoro, chiamato in causa dalla Fiom appellatasi all’art. 28 dello statuto dei Lavoratori per condotta antisindacale, dopo che l’Associazione industriali prima e la Danieli in seguito, avevano dichiarato illegittime le elezioni. Gli errori formali e sostanziali compiuti dall’azienda in tutta questa vicenda sono stati riconosciuti dal magistrato e per ora la Danieli ha dovuto piegarsi.
Con la sentenza del 21 marzo 2008 che ha condannato la Danieli, la rappresentanza sindacale rientra attivamente alla Danieli per ricominciare a riannodare quel filo che era stato spezzato molti anni prima. Ricominciare dalle esigenze concrete dei lavoratori per tornare a radicare il sindacato in fabbrica sarà l’obbiettivo che come Rsu ci porremo.
Il lavoro sarà lungo e difficile ma tutti uniti potremo ridare voce a chi per troppo tempo è stato costretto al silenzio.
18 aprile 2008
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