La parola agli studenti
Molti studenti potrebbero pensare che sia nato “un altro” collettivo a
scienze politiche, l’ennesimo, con i soliti slogan, i soliti volantini,
e magari un nuovo logo.
Questo perché la facoltà di Scienze Politiche della Federico II rappresenta, almeno in Campania, una delle poche oasi nel deserto della crisi politica e organizzativa del movimento studentesco e delle strutture studentesche tradizionali, che non sono riuscite a diventare gli effettivi referenti politici degli studenti, chiuse in rivendicazioni spesso di nicchia, ma soprattutto nell’idea di non dover fare politica all’università, quando il vero problema è quale politica fare, e da che parte stare. Noi abbiamo scelto di stare dalla parte dei figli dei lavoratori, perché viviamo ancora in una società divisa in classi, dove la Pubblica Istruzione si basa su un falso sistema meritocratico, e le condizioni economiche degli studenti sono l’unico punto di partenza, e quindi l’unico punto di arrivo, del processo formativo.
Il nostro collettivo ha lo scopo di rendere trasparenti le problematiche che coinvolgono lo studente, da quando entra nella realtà universitaria, fin quando assume il ruolo di lavoratore. Fuori dell’università ci aspetta un futuro precario: lottare contro quest’ultimo è il nostro programma politico, l’unico modo è farlo insieme ai lavoratori. E se ci troviamo a utilizzare le stesse parole d’ordine del ‘68, non è a scopo celebrativo, ma è perché oggi dobbiamo tornare a difendere qualcosa che avevamo già conquistato.
Denunciare la condizione degli studenti figli di lavoratori, combattere l’indifferenza politica, e far valere il diritto ad un’Università laica, pubblica, e di massa, sono le peculiarità che ci contraddistinguono: abbiamo scelto di aderire alla piattaforma nazionale del Csu, poiché rispecchia la nostra linea politica.
“Prima di tutto la parola agli studenti”: è quello che ci siamo detti nella nostra prima assemblea. È per questo che abbiamo deciso di presentarci agli studenti di Scienze Politiche con un’inchiesta sul diritto allo studio, così come hanno fatto anche i compagni di Milano, un modo diverso per far emergere quelle contraddizioni che tutti percepiscono, ma contro cui pochi sanno di dover lottare.
18 aprile 2008
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