contro un attacco padronale alla Rsu Fiom
L’azienda Terim ha sanzionato con 3 giorni di sospensione il delegato Fiom-Cgil Francesco Santoro, contestandogli presunti, quanto
infondati, atteggiamenti di grave insubordinazione nei confronti di un
capo reparto.
I fatti in realtà sono andati molto diversamente. Il delegato, previa richiesta dei lavoratori e rispettando le procedure, si è spostato dalla propria postazione assieme ad un collega Rsu per risolvere un problema di carichi e ritmi di lavoro su una linea di montaggio. Ovvero stava svolgendo in pieno i suoi compiti di Rappresentante Sindacale.
Dato che il capo reparto in questione si era rifiutato di riconoscere il ruolo e le funzioni della RSU, quest’ultima ha chiesto l’intervento del Direttore Industriale per sanare il problema. Egli, ascoltate le ragioni della RSU in maniera brusca e sbrigativa, ordinava al delegato di tornare al proprio posto di lavoro minacciando di “lasciarlo a casa” qualora avesse continuato ad “interferire” nelle disposizioni aziendali in materia di cicli di lavoro.
Nella contestazione data al delegato sospeso, oltre ad esservi scritte diverse falsità in merito alla dinamica reale dei fatti e dei dialoghi (..e pure degli “orrori” sintattici degni di un “laureato ad Oxford”), sono presenti tutti i connotati di un comportamento anti-sindacale. Il vero obbiettivo dell’azienda è schiacciare un sindacato che in Terim ha dimostrato in questi anni di essere forte e di aver ottenuto importanti conquiste per i lavoratori.
Questo è un attacco politico non solo al delegato ma, soprattutto, al sindacato, ai lavoratori ed ai loro diritti. Per tutta risposta stamani gli operai Terim, riunitisi in assemblea, hanno proclamato 8 ore di sciopero rivendicando il ritiro immediato del provvedimento. Parimenti tutte le azioni legali necessarie saranno intraprese. Qualora l’azienda persista su questa linea antisindacale i lavoratori sapranno rispondere a tono.
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