Il volantino del circolo di fabbrica “1°
Maggio”
una contestazione che mette a nudo il PD ma
anche la Sinistra
Venerdì 7 marzo
il pullman del candidato premier del PD ha fatto tappa alla Ducati Motor e alla
IMA, due delle “eccellenze” produttive di Bologna.
Dopo aver reclutato tra le
sue fila Calearo - ex presidente di Federmeccanica fresco del successo
dell'ultimo contratto nazionale dei metalmeccanici – Veltroni è andato a
trovare le tute blu bolognesi invitato nelle fabbriche dalle proprietà. Ma alla
festa preparata dai suoi sostenitori locali – in Ducati esiste anche un circolo
aziendale del PD – è mancata la degna
copertura di cineprese e macchine fotografiche rimaste bloccate da un pullman
in avaria, o forse dal rischio di contestazioni a seguito della diffusione ai
cancelli delle fabbriche da parte di militanti di Rifondazione di un volantino
prodotto dagli operai della Bonfiglioli del circolo del PRC “1° Maggio” ( vedi
il testo pubblicato sul nostro sito) dove si puntava il dito contro i vari
campioni del padronato Colaninno, Calearo, Ichino e il Partito Radicale che
saranno il vero programma del PD in parlamento o al governo. In chiusura del
volantino, senza ipocrisia, si invitavano i lavoratori a fare la loro scelta di
parte sostenendo Rifondazione Comunista con il voto a la Sinistra,
l'Arcobaleno.
Nei fatti, la
temuta contestazione – l'Unità arriva a parlare di rischio picchetti -
si è limitata ad un cartello di protesta del compagno Giuseppe della Ducati,
simpatizzante PRC che ha distribuito il volantino ai propri compagni di lavoro,
e all'intervento di inconciliabile opposizione al PD che chi scrive ha fatto
come militante di Rifondazione di fronte a Veltroni venuto a rispondere alle
domande e ai dubbi dei delegati RSU accompagnato dai notabili del PD locali e
dalla proprietà e direzione aziendale. Telecamere e macchine fotografiche hanno
documentato solo le strette di mano.
La cronaca
dell'accaduto sui quotidiani del giorno dopo è stata funzionale esclusivamente
alla parte politica sostenuta dalle varie testate. Purtroppo proprio Liberazione
ha mantenuto il più assoluto silenzio su un avvenimento che ha visto
protagonisti compagni di Rifondazione, da un lato, e dall'altro chi sulle
pagine nazionali de l'Unità si è addirittura inventato che la
“federazione dei bertinottiani si è dissociata” dal volantino del circolo “1°
Maggio” (clicca qui per l'articolo de l'Unità). La figuraccia di quelli de l’Unità
è quasi patetica: sulle pagine nazionali scrivono una cosa, nello stesso
articolo in versione online la frase sparisce, poi, cinque giorni dopo,
nell’edizione cartacea di Bologna appare nuova notizia che illustra il sostegno
della federazione del Prc bologna se all’iniziativa del circolo della
Bonfiglioli, senza formalmente smentire quanto scritto in precedenza. L’Unità è forse a disagio?
Naturalmente,
maggiore evidenza all'accaduto è stata data dalla tradizionale voce bolognese
della destra, il Resto del Carlino, che strillava il titolo sulla
contestazione a Veltroni sulle locandine delle edicole. Nell'articolo “Compagno
Walter, devi scegliere”, (clicca qui per leggere l'articolo, in versione pdf) il testo del volantino viene citato in vari passaggi,
ci sono dichiarazioni di Giuseppe della Ducati e Gianplacido Ottaviano,
“presidente” (sic) del circolo “1° Maggio”, e a Tiziano Loreti, segretario PRC di
Bologna, viene dedicato lo spazio di due sole parole sul volantino: “contenuto
condivisibile”.
Nella tradizione della stampa berlusconiana d'accatto, il
Carlino non rinuncia alla più vergognosa strumentalizzazione quando scrive,
citando la lista dei “nemici – gli uomini scelti da Walter”: “..; poi '' mister
art.18 Pietro Inchino (sic), colui che pensa che la legge 30 è moderata e la
libertà di licenziamento sia sancita nella Bibbia.'' legge 30 per dire legge
Biagi. Ancora una volta al centro del conflitto, nella città che si prepara a
ricordare il sesto anniversario del professore ucciso dalle Brigate
Rosse.” Non meraviglia che su pagine
come queste non ci sia spazio per ricordare il “Berlusconi dietro al quale stanno
la reazione fascista e leghista” del volantino dei compagni della Bonfiglioli!
Dove il
Resto del Carlino e l'Unità vanno d'accordo è nel soffiare sulla
polemica tra il PD – e la Cgil - e la Fiom basandosi sul fatto che tra i
compagni che hanno promosso e diffuso il volantino ci sono delegati
metalmeccanici riconosciuti in fabbrica e nella Fiom per avere sempre sostenuto
alla luce del sole posizioni contro ogni compromesso con i padroni, compresa la
recente campagna per il NO all'ipotesi di accordo sul contratto nazionale. Il vero problema è che al PD non
è riuscito ancora l'operazione di imbrigliare completamente la Fiom. D'altro
canto, i dirigenti della Fiom guardano più a SD o direttamente a la Sinistra,
l'Arcobaleno, ambienti che stanno assumendo atteggiamenti di inaccettabile
censura verso ogni documento firmato PRC, un partito che a Bologna ha una
storia recente e un intervento organizzato verso il movimento operaio che
segnano quella differenza tra una sinistra di classe e il partito dei Veltroni
e dei Calearo che è la scelta di parte sottolineata in fondo al volantino del
circolo “1° Maggio”: “NO, non possiamo stare con il PD a fianco dei nostri
nemici !!”
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