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Veltroni a Bologna per la campagna elettorale Stampa E-mail
Scritto da Davide Bacchelli   
marted́ 11 marzo 2008

Il volantino del circolo di fabbrica “1° Maggio”

una contestazione che mette a nudo il PD ma anche la Sinistra

Venerdì 7 marzo il pullman del candidato premier del PD ha fatto tappa alla Ducati Motor e alla IMA, due delle “eccellenze” produttive di Bologna.

Dopo aver reclutato tra le sue fila Calearo - ex presidente di Federmeccanica fresco del successo dell'ultimo contratto nazionale dei metalmeccanici – Veltroni è andato a trovare le tute blu bolognesi invitato nelle fabbriche dalle proprietà. Ma alla festa preparata dai suoi sostenitori locali – in Ducati esiste anche un circolo aziendale del PD –  è mancata la degna copertura di cineprese e macchine fotografiche rimaste bloccate da un pullman in avaria, o forse dal rischio di contestazioni a seguito della diffusione ai cancelli delle fabbriche da parte di militanti di Rifondazione di un volantino prodotto dagli operai della Bonfiglioli del circolo del PRC “1° Maggio” (vedi il testo pubblicato sul nostro sito) dove si puntava il dito contro i vari campioni del padronato Colaninno, Calearo, Ichino e il Partito Radicale che saranno il vero programma del PD in parlamento o al governo. In chiusura del volantino, senza ipocrisia, si invitavano i lavoratori a fare la loro scelta di parte sostenendo Rifondazione Comunista con il voto a la Sinistra, l'Arcobaleno.

Nei fatti, la temuta contestazione – l'Unità arriva a parlare di rischio picchetti - si è limitata ad un cartello di protesta del compagno Giuseppe della Ducati, simpatizzante PRC che ha distribuito il volantino ai propri compagni di lavoro, e all'intervento di inconciliabile opposizione al PD che chi scrive ha fatto come militante di Rifondazione di fronte a Veltroni venuto a rispondere alle domande e ai dubbi dei delegati RSU accompagnato dai notabili del PD locali e dalla proprietà e direzione aziendale. Telecamere e macchine fotografiche hanno documentato solo le strette di mano.

La cronaca dell'accaduto sui quotidiani del giorno dopo è stata funzionale esclusivamente alla parte politica sostenuta dalle varie testate. Purtroppo proprio Liberazione ha mantenuto il più assoluto silenzio su un avvenimento che ha visto protagonisti compagni di Rifondazione, da un lato, e dall'altro chi sulle pagine nazionali de l'Unità si è addirittura inventato che la “federazione dei bertinottiani si è dissociata” dal volantino del circolo “1° Maggio” (clicca qui per l'articolo de l'Unità). La figuraccia di quelli de l’Unità è quasi patetica: sulle pagine nazionali scrivono una cosa, nello stesso articolo in versione online la frase sparisce, poi, cinque giorni dopo, nell’edizione cartacea di Bologna appare nuova notizia che illustra il sostegno della federazione del Prc bologna se all’iniziativa del circolo della Bonfiglioli, senza formalmente smentire quanto scritto in precedenza. L’Unità è forse a disagio?

Naturalmente, maggiore evidenza all'accaduto è stata data dalla tradizionale voce bolognese della destra, il Resto del Carlino, che strillava il titolo sulla contestazione a Veltroni sulle locandine delle edicole. Nell'articolo “Compagno Walter, devi scegliere”, (clicca qui per leggere l'articolo, in versione pdf) il testo del volantino viene citato in vari passaggi, ci sono dichiarazioni di Giuseppe della Ducati e Gianplacido Ottaviano, “presidente” (sic) del circolo “1° Maggio”, e a Tiziano Loreti, segretario PRC di Bologna, viene dedicato lo spazio di due sole parole sul volantino: “contenuto condivisibile”.

Nella tradizione della stampa berlusconiana d'accatto, il Carlino non rinuncia alla più vergognosa strumentalizzazione quando scrive, citando la lista dei “nemici – gli uomini scelti da Walter”: “..; poi '' mister art.18 Pietro Inchino (sic), colui che pensa che la legge 30 è moderata e la libertà di licenziamento sia sancita nella Bibbia.'' legge 30 per dire legge Biagi. Ancora una volta al centro del conflitto, nella città che si prepara a ricordare il sesto anniversario del professore ucciso dalle Brigate Rosse.”  Non meraviglia che su pagine come queste non ci sia spazio per ricordare il “Berlusconi dietro al quale stanno la reazione fascista e leghista” del volantino dei compagni della Bonfiglioli!

Dove il Resto del Carlino e l'Unità vanno d'accordo è nel soffiare sulla polemica tra il PD – e la Cgil - e la Fiom basandosi sul fatto che tra i compagni che hanno promosso e diffuso il volantino ci sono delegati metalmeccanici riconosciuti in fabbrica e nella Fiom per avere sempre sostenuto alla luce del sole posizioni contro ogni compromesso con i padroni, compresa la recente campagna per il NO all'ipotesi di accordo sul contratto  nazionale. Il vero problema è che al PD non è riuscito ancora l'operazione di imbrigliare completamente la Fiom. D'altro canto, i dirigenti della Fiom guardano più a SD o direttamente a la Sinistra, l'Arcobaleno, ambienti che stanno assumendo atteggiamenti di inaccettabile censura verso ogni documento firmato PRC, un partito che a Bologna ha una storia recente e un intervento organizzato verso il movimento operaio che segnano quella differenza tra una sinistra di classe e il partito dei Veltroni e dei Calearo che è la scelta di parte sottolineata in fondo al volantino del circolo “1° Maggio”: “NO, non possiamo stare con il PD a fianco dei nostri nemici !!”

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