Maserati in sciopero contro l’arroganza padronale!
Scritto da Giuseppe Violante e Eugenio Scognamiglio
martedì 11 marzo 2008
Nella giornata di martedì 19 febbraio è scoppiata la rabbia dei lavoratori della Maserati di Modena contro il clima di repressione ed arroganza cui l’azienda da anni sottopone i propri lavoratori.
La scintilla della protesta è stato l’ennesimo atto di arroganza da parte di un capo area ai danni di un conduttore. I lavoratori, dopo aver assistito alla scena, hanno dato vita ad uno sciopero spontaneo prontamente promosso dalla Rsu Fiom cui si sono unite anche Fim e Uilm. La rivendicazione era semplice quanto chiara: “basta alla repressione in fabbrica, vogliamo che quel capo sia rimosso”. Nell’assemblea volante che si è tenuta durante lo sciopero si è fatto notare che quanto sta accadendo in Maserati è strettamente legato al clima di intimidazione che stanno subendo i lavoratori in tutto il gruppo Fiat, alle lettere intimidatorie alla Rsu Ferrari, ai 50 provvedimenti disciplinari a Mirafiori contro chi non ha svolto i sabati comandati ed alla repressione e tentativo di lavaggio del cervello cui sono sottoposti gli operai a Pomigliano.
L’azienda in un primo momento ha tentato di prendere tempo e “portare a spasso” la vertenza convocando un incontro con la Rsu nel quale ha promesso che avrebbe spostato il capo… dopo un mese! Al rifiuto da parte dell’Rsu di accettare questa finta mediazione, l’azienda ha risposto gettando la maschera ed affermando perentoriamente che siccome è lei a comandare, il capo sarebbe rimasto al proprio posto. A questo punto il giovedì seguente, 21 febbraio, i lavoratori, sapendo che una delegazione straniera sarebbe stata in azienda per una visita, hanno atteso che tale delegazione passasse tra le linee per inscenare un nuovo sciopero con corteo interno la cui adesione è stata elevatissima.
Posta di fronte all’ennesima prova di forza, l’azienda ha chiesto un incontro con le sole segreterie territoriali di Fim-Fiom-Uilm, ma senza la presenza della Rsu, annullandolo dopo aver ricevuto il rifiuto tanto della Rsu che delle segeterie. Ancora una volta la risposta dei lavoratori non si è fatta attendere e mercoledì 27 febbraio è stato proclamato un altro sciopero da parte della Rsu Fiom che ha nuovamente bloccato le linee facendo perdere all’azienda altre 8 vetture (considerando che una vettura costa tra i 50 e i 100mila euro è chiara l’entità del danno). Giunta a più miti consigli, l’azienda ha così convocato le parti (tutte) per martedì 4 marzo in Confindustria per affrontare il problema. La Rsu Fiom ed i lavoratori hanno già fatto sapere che se il problema non sarà risolto sono pronti a proclamare nuove iniziative di lotta. I lavoratori Maserati hanno alzato la testa contro l’arroganza padronale. Che ciò sia di esempio per tutti!