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No alla repressione in Ferrari Stampa E-mail
Scritto da FalceMartello   
mercoledì 06 febbraio 2008

I delegati della Rsu Ferrari sono stati colpiti da provvedimenti disciplinari in questi giorni, come risposta agli scioperi organizzati per il rinnovo del contratto. L'episodio è di particolare rilevanza visto che il Presidente della Ferrari è come è noto, anche il Presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo.
Pubblichiamo di seguito un articolo di un componente della Rsu Ferrari ed un ordine del giorno di solidarietà approvato dal Comitato Politico Federale del Prc di Modena.

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Ormai da diversi anni anche in Ferrari si è instaurato un clima di terrore ed intimidazione nei confronti di chi alza la testa per difendere i propri diritti. Già l’anno scorso l’azienda, ormai divenuta Fiat a tutti gli effetti, aveva lanciato il suo ultimatum al sindacato, ed in particolare alla Fiom, “sparando” i suoi provvedimenti disciplinari contro i delegati Rsu più combattivi durante la mobilitazione per l’aumento del Premio di Produzione aziendale (salario cosiddetto di 2°livello).
 
Quest'anno, quando gli scioperi per il rinnovo del contratto nazionale metalmeccanici hanno raggiunto l’apice, è scattato l'interruttore in molti lavoratori che hanno partecipato in massa ai cortei interni organizzati dalla Rsu. Si è interrotto un periodo, durato quasi venti anni, di distacco da parte dei lavoratori da quella che è la vita lavorativa fatta di diritti e di rivendicazioni ed è per questo che i dirigenti Fiat hanno sferrato l’ennesima repressione massiccia verso i delegati Rsu, tutti, senza nessuna eccezione, in modo da riaffermare quella concertazione che a loro faceva tanto comodo: lo sciopero spontaneo  del 18 gennaio è stato un successo di coesione e combattività. Era troppo tempo che non si vedevano i delegati passare sulle linee a chiedere ai lavoratori di mobilitarsi.

Ovviamente l'azienda ha avuto un senso di impotenza per questo, e, per tutta risposta, ha mandato delle lettere con raccomandata a tutti i delegati, contestando formalmente un diritto sancito nello Statuto dei lavoratori con scuse false e pretestuose di atti di violenza verbale e fisica e di mettere in pericolo la sicurezza sulle postazioni di lavoro. Questo è in linea con gli atti avvenuti in Fiat e ci riporta alla memoria la marcia dei 40000.

La repressione raggiunge il picco più alto con la seconda lettera di contestazione, in cui l'azienda stigmatizza il comportamento di alcuni membri della Rsu  per aver organizzato una conferenza stampa il 22 di gennaio, nella saletta sindacale, invitando giornalisti e delegati di diverse fabbriche a parteciparvi, per esprimere il dissenso nei confronti dell’accordo raggiunto tra sindacati e Federmeccanica per il rinnovo del contratto nazionale metalmeccanici.

Oltre a contestare il sacrosanto diritto di sciopero, ora viene contestato anche il diritto di esprimere le proprie idee, cercando quindi di mettere in forse la Costituzione italiana stessa.

Certamente è il caso di dire che le parole del presidente Montezemolo sono l'intreccio politico di questa vicenda “strana”: il suo pensiero capitalista, la ricerca di un governo stabile, il modello americano, sono tutte questioni che fanno rima con repressione nel momento in cui ritorna a galla la lotta operaia.

Ancora una volta i padroni “buoni” hanno gettato la maschera e dimostrato a tutti quanto siano ipocriti e quanto in realtà a loro stiano a cuore solamente i propri profitti.

Matteo Parlati (RSU FIOM Ferrari)



Ordine del Giorno

Il Comitato Politico Provinciale del PRC di Modena riunitosi in data 4-2-08 esprime la piena e totale solidarietà ai delegati della Rsu Ferrari colpiti da provvedimenti disciplinari per gli scioperi organizzati nelle scorse settimane in fabbrica. Questo ennesimo atto di repressione contro i lavoratori che lottano per i propri diritti rappresenta un attacco al sindacato. Quanto accaduto in Ferrari è perfettamente in linea con quello che sta accadendo alla Fiat di Pomigliano dove delegati e lavoratori stanno subendo repressione e lavaggio del cervello con l’obbiettivo evidente di terrorizzare ed indurre gli operai a piegare la testa ai voleri della Fiat.

Ancora una volta si dimostra quanto ipocrita siano tutti quei padroni, a cominciare da Montezemolo, che vanno in TV fingendosi preoccupati per il basso livello dei salari dei lavoratori e poi nelle proprie fabbriche non solo distribuiscono paghe da fame (alla Ferrari il salario medio è di 1035 euro al mese) ma vogliono cancellare i diritti sindacali e di sciopero che la classe operaia si è conquistato in anni di lotte e sangue versato. Il PRC è al fianco dei delegati e lavoratori Ferrari.    

Approvato all'unanimità

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