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Intervista ad Aniello Niglio, militante fiom tra i colpiti dai provvedimenti
“Fin dal primo giorno nelle aule, nei luoghi di lavoro, siamo stati immediatamente scortati dai vigilanti che annotavano qualsiasi movimento, qualsiasi osservazione, qualsiasi cosa… annotavano di tutto ed avevano una funzione deterrente rispetto a qualsiasi forma di dissenso riguardo a quanto ci veniva comunicato dai dirigenti aziendali. I corsi sono stati fatti in una maniera molto articolata, scientifica e molte delle informazioni che ci venivano fornite erano in palese contrasto con le norme contrattuali. Emergeva chiaramente una rigidità ed una burocratizzazione estrema che si materializzava pure nel semplice fatto dell’impossibilità ad andare in bagno.
Nel nuovo piano Marchionne si dà ampio risalto al ruolo del capo infatti, la figura del Repo (Responsabile del personale di officina) viene completamente sostituita da quella del capo: prima qualsiasi tipo di relazione sindacale veniva gestita dalla figura del Repo con il nuovo piano Marchionne questa figura viene completamente messa da parte”.
Quali sono i casi che sono contestati ai lavoratori?
“Dai più ridicoli, come il lavoratore che chiama scherzosamente pappagallo il capo riferendosi alla litania e al ripetersi delle cose che venivano dette al corso. Per la prima settimana di corso le cose che sono state dette al primo giorno venivano poi ripetute tutti gli altri giorni. Poi ci sono i provvedimenti più seri presi rispetto alle manifestazioni collegate agli scioperi svolti.”
Continuerete con il rifiuto dei provvedimenti disciplinari?
“L’azienda non ha proseguito nei provvedimenti, nel senso che quando si è in Fiat si viene sospesi per cinque giorni come anticamera del licenziamento. In questo caso la Fiat è stata costretta, grazie alla Fiom e grazie a tutta la mobilitazione messa in campo dai compagni a fare un passo indietro. Questa mobilitazione ha fatto si che la Fiat fosse costretta a calarsi le braghe, però non poteva completamente fare marcia indietro ed i lavoratori sono stati puniti con un provvedimento di tre giorni di sospensione dal lavoro, provvedimento che noi impugneremo davanti all’arbitrato. Non accetteremo nessun provvedimento disciplinare.”
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