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Emergenza rifiuti: il dibattito nel Prc in Campania Stampa E-mail
Scritto da FalceMartello   
Pubblichiamo l'ordine del giorno presentato da alcuni compagni, tra cui i sostenitori di FalceMartello, all'ultimo Comitato politico regionale campano sulla questione dei rifiuti, che è stato respinto a larga maggioranza. In quella stessa riunione lo steso Cpr ha ribadito l'intenzione di continuare a partecipare al governo regionale, dando a Bassolino la possibilità di "rilanciare l'azione di governo".

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O.d.g. per il Comitato politico regionale del Prc (25 gennaio 2008)

La gravissima situazione dei rifiuti in Campania, e nelle province di Napoli e Caserta in modo particolare, sono il risultato del frutto avvelenato delle privatizzazioni e dell'inefficienza della politica regionale degli ultimi quindici anni.

A tali inefficienze si devono aggiungere le responsabilità politiche a livello nazionale che in tutti gli anni della gestione commissariale del ciclo dei rifiuti non ha saputo dare una soluzione al problema.

L’esplosione dell’emergenza rifiuti e la sua impossibilità a risolversi nel quadro della gestione regionale sentenzia, senza mezzi termini, il fallimento delle ragioni politiche e sociali di Bassolino, a partire della sua relazione con un settore importante dell’imprenditoria italiana.

La crisi che attraversa la regione Campania esprime, nel modo più chiaro, la difficoltà di un intero sistema di gestione che è entrato definitivamente in crisi.

In questi anni abbiamo ripetuto che sui rifiuti la soluzione non poteva essere quella di perseverare nell’apertura di nuove discariche sulla testa delle comunità e ci siamo opposti all’idea scellerata che gli inceneritori fossero la soluzione inevitabile per la chiusura del ciclo dei rifiuti.

La soluzione del governo Prodi alla crisi è stata la nomina di De Gennaro e il trasferimento dei rifiuti campani in altre regioni; tutto questo dovrà avere il suo punto finale nell' attivazione della raccolta differenziata, nell'ultimazione dell'inceneritore di Acerra nonché nella costruzione di altri due inceneritori.

Questo decreto sconfessa tutta la politica di Rifondazione degli ultimi sette anni (almeno!), sia a livello nazionale che regionale.

La nomina di De Gennaro, uno dei principali responsabili dei fatti di Genova (per non tacere di Napoli e di Vicenza) per i quali Rifondazione chiedeva una commissione parlamentare di inchiesta, è non solo una concessione alle forze di destra, ma anche la scelta di militarizzare l'emergenza. Non solo ma il dispositivo del decreto permette a De Gennaro di realizzare siti di stoccaggio in deroga a disposizioni di tutela ambientale.

Da questo punto di vista l’atteggiamento favorevole al piano di Prodi da parte del partito è sorprendente, considerato la sua similitudine con quello proposto per anni dalla giunta regionale e dai vari commissari che si sono succeduti.

A nulla serve in questo contesto fare appello alla moderazione – l’idea che possa bastare un unico inceneritore, quello di Acerra – e appellarsi all’avvio della raccolta differenziata come strumento per scardinare il piano.

Le proposte di De Gennaro, del resto, mettono fine a questa disputa tagliando la testa al toro con la riapertura di tutte le discariche che negli anni erano state chiuse.

Come era inevitabile, la posizione del partito non fa altro che allontanare ancora di più le popolazioni coinvolta dalle nostre proposte.

A questa situazione già critica, si è a aggiunta l’indagine nei confronti dell’Udeur, il cui epicentro è ovviamente la regione Campania e il sistema clientelare messo in piedi da Mastella e famiglia.

Il risultato combinato di questi eventi è un distacco abissale tra le istituzioni campane e la gente comune, i cui interessi dovrebbero costituire il vero baricentro della nostra proposta politica.

Pensare che in questo contesto possano esistere ulteriori spazi per rimanere all’interno del centro sinistra campano è una proposta miope, che a lungo andare non può che aggravare ulteriormente la situazione.

Occorre, al contrario, una scelta netta e immediata di ricollocamento del partito all’opposizione come punto di partenza per riguadagnare l’ autonomia nella nostra proposta politica e ricostruire un intervento efficace nella nostra regione.

Per questi motivi il C.P.R., tenuto conto della gravissima situazione dell'emergenza rifiuti su tutto il territorio regionale, ritiene sia inevitabile ammettere il fallimento delle politiche delle giunte del centrosinistra, soprattutto regionale.

Pertanto, si esprime per:

1)      il ritiro della nostra delegazione dalla giunta regionale per ricollocarsi all'opposizione;

2)      l'opposizione agli inceneritori e alla riapertura, anche a tempo determinato, di discariche ubicate nei pressi di centri cittadini o in territori a carattere agricolo;

3)     il rifiuto al piano De Gennaro;

4)    la rimunicipalizzazione del ciclo integrato dei rifiuti per sottrarlo da mani affaristiche e dalle grinfie della camorra che per tanti anni hanno speculato sulla salute della gente.

Il partito si impegna in tutte le sue sedi, a partire dai circoli, a rilanciare una grande campagna politica sui territori e tra i movimenti per riportare al centro della nostra proposta il tema dei rifiuti, un tema che non può prescindere dalla raccolta differenziata porta a porta e dal rifiuto netto dell'uso indiscriminato di soluzioni falsamente emergenziali che danneggiano la salute dei cittadini.

La caduta del governo Prodi, del resto, apre una nuova stagione nel panorama politico italiano, a partire da cui, fin da subito, il partito non ha alternative al rilancio di un lavoro di costruzione e radicamento nei territori, non solo per recuperare il terreno perso in questi anni, ma anche per costruire un’alternativa di sinistra alla crisi che stiamo attraversando.

Antonio Erpice
Vittorio Saldutti
Antonio Santorelli
Aida Di Paola

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