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Grecia: imponente sciopero generale contro il governo di Nuova Democrazia Stampa E-mail
Scritto da Redazione di Marxistiki Foni (tendenza marxista greca)   
venerd́ 14 dicembre 2007

Ieri, 12 dicembre, la classe operaia e gli altri settori oppressi hanno prodotto un impatto profondo sulla situazione politica e sociale. Dopo soli tre mesi dalla rielezione di un governo di Nuova democrazia (il principale partito di destra, ndt) la grande maggioranza della popolazione greca è stata protagonista di una grande mobilitazione contro un nuovo attacco padronale alla previdenza ed ai servizi sociali.
Lo sciopero di 24 ore è stato convocato dal Gsee (sindacato del settore privato) e da Adedy (settore pubblico), i due sindacati maggiori che rappresentano circa due milioni e mezzo di lavoratori grecia_dec07greci. La mobilitazione ha coinvolto anche gli avvocati, i giornalisti, i piccoli commercianti, i piccoli artigiani e gli ingegneri. Tutti i trasporti pubblici (metro, bus, navi ed aerei) si sono bloccati per l’intera giornata, a parte la metropolitana che ha circolato per poche ore in modo da facilitare l’arrivo dei dimostranti ai luoghi di concentramento dei cortei.

Nelle fabbriche principali, nelle grandi aziende statali e nei principali luoghi di lavoro la partecipazione allo sciopero è stata dell’80-100%. Nei posti di lavoro più piccoli, come le piccole officine, i negozi o gli uffici, l’astensione dal lavoro è stata inferiore. Tuttavia molti lavoratori impiegati in questi settori hanno partecipato lo stesso allo sciopero, non andando al lavoro mettendosi in malattia o utilizzando la scusa che non circolavano i mezzi di trasporto pubblici.

Ci sono state 64 manifestazioni in diverse parti del paese. Naturalmente, i cortei più grandi si sono tenuti ad Atene. Il più numeroso è stato organizzato dal Gsee e da Adedy ed ha visto la partecipazione di 50-60 mila lavoratori, mentre all’altro corteo convocato dal Pame (il fronte sindacale del Partito comunista) c’erano 20-25mila persone.

L’ambiente nei cortei era molto combattivo ed entusiasta e tanti erano i giovani lavoratori. Gli slogan più diffusi rendevano abbastanza chiaro che le misure ideate dal governo non passeranno. Gli attacchi alle pensioni proposte dal governo del Pasok di Kostas Simitis nel 2001 furono respinti da un altro grande sciopero generale e rimasero solo sulla carta. Questo attacco subirà lo stesso destino.

Possiamo dire che con questo sciopero generale i lavoratori hanno ripreso la lotta del 2001, ma in una situazione politica e sociale differente. I lavoratori hanno sperimentato le politiche dei vari governi negli ultimi sette anni ed ogni illusione nei confronti di Nuova democrazia è scomparsa.

Non credono agli effetti miracolosi della crescita economica di cui il governo si vanta continuamente: i loro debiti sono cresciuti in maniera enorme, la giornata lavorativa è cresciuta, i salari si sono ridotti a causa dell’inflazione. E come dimostrano le ultime elezioni ( e la crisi interna al Pasok) i lavoratori stanno guardando a sinistra per una soluzione all’impasse del sistema capitalista.

Così, dopo soli tre mesi, il governo di Karamanlis si trova in  una situazione molto difficile. Già prima dello sciopero generale, i sondaggi rivelavano che il 70% dei greci erano contro la nuova controriforma, mentre il 58% critica la politica economica sia del Pasok che di Nuova Democrazia ed addirittura il 25% degli elettori di Nd sono totalmente contrari alla politica economica del governo.

Nd ha una maggioranza risicata in parlamento di soli due deputati e già cinque deputati di Nd hanno dichiarato che non sono d’accordo con la nuova controriforma delle pensioni.

Ecco perché lunedì scorso il governo ha presentato una proposta di cambiamento della legge elettorale. Hanno paura che con solo due parlamentari di maggioranza e sotto la pressione del movimento operaio, non riescano a rimanere al potere.

Il piano iniziale di Karamanlis, subito dopo le elezioni, era di procedere immediatamente all’attacco della classe operaia e poi di passare i due-tre anni seguenti a costruirsi un’immagine vincente nella società, ma la vita reale e la lotta di classe sono molto differenti dai piani accuratamente preparati dalla borghesia. Lo sciopero generale del 12 dicembre ha fatto a pezzi questi piani ed ora la pressione sul governo è più forte che mai.

La “riforma pensionistica” del governo prevede l’aumento dell’età pensionabile, tagli ai trattamenti pensionistici e l’unificazione dei vari sistemi, fatto che implicherebbe la cancellazione di molte conquiste per diversi settori di lavoratori. Tutto ciò ha agito da catalizzatore per una radicalizzazione massiccia nella società, che pone ancora una volta la Gercia in prima linea nella lotta di classe in Europa.

La tendenza marxista greca rappresentata dal giornale Marxistiki Foni (Voce Marxista) ha compiuto un grande intervento nelle due grandi manifestazioni ad Atene, vendendo centinaia di giornali. Ciò dimostra che all’interno della classe operaia greca c’è sete di idee marxiste e che nel prossimo periodo i marxisti aumenteranno il loro appoggio nel movimento operaio.


 
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