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Dopo sei anni di sviluppo illegale del traffico aereo su Ciampino e due anni di trattative, il governo e la Regione Lazio hanno trovato la soluzione: costruire un altro aeroporto, a Viterbo, dove spostare le low-cost. Così a pagare per tutte le leggi non rispettate saranno i viterbesi. Festeggiamenti e gioia nelle giunte regionale e locali.
Lo scorso luglio il tavolo di trattative per Ciampino elabora un piano che prevede lo spostamento del 5% del traffico aereo verso Fiumicino entro novembre, in attesa della individuazione di un nuovo scalo. Ovunque si grida alla vittoria. A novembre il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Ryanair contro lo spostamento e il ministro Bianchi annuncia la scelta di Viterbo.
Dopo due anni di promesse e proclami, nemmeno uno degli oltre 200 voli che appestano Ciampino, tra commerciali e non, è stato spostato; anzi, mentre si chiacchierava molto, il traffico aereo è aumentato del 18%. Mentre a parole si voleva risolvere, nella pratica si accettava che venissero concesse nuove tratte, nonostante la perfetta conoscenza dell’impatto su Ciampino, Marino e Cinecittà (300mila abitanti). Ora tutti dicono che a Ciampino la situazione è insostenibile e si deve costruire il nuovo scalo. Adr, Enac e il Ministero dei trasporti per sei anni hanno lasciato fare; ora scoprono l’emergenza che hanno creato!
La soluzione sarebbe un nuovo scalo, che tra tre anni (tempo minimo) dovrebbe ospitare tutti i voli di Ciampino: prima di quella data non si sposterà nessun volo, perchè “Fiumicino si trova già in una situazione critica”, dice Vito Riggio (presidente Enac), lo stesso che ha firmato l’ordinanza di riduzione dei voli a luglio!
Tuttavia nella conferenza stampa in cui Marrazzo e Bianchi hanno dato l’annuncio, si è parlato di un ridimensionamento di Ciampino a tre milioni di passeggeri l’anno. Insomma ce li teniamo e ci li terremo.
Lo scalo costerebbe sette milioni di euro per delocalizzare le attività militari attualmente presenti, tutti soldi pubblici; Adr sarebbe pronta a investire altri 120-150 milioni per la realizzazione dell’impianto (proprio Adr che lamenta il bilancio in rosso). Pubblici sarebbero i soldi per ammodernare il sistema ferroviario verso Roma, una rete che attualmente rende la vita impossibile a migliaia di pendolari per i quali, però, i soldi non si sono mai trovati. Le ricadute ambientali sarebbero enormi: il sito si trova a due chilometri dalla città, una zona di grande interesse culturale e paesaggistico, colpita già dalle emissioni inquinanti del polo energetico di Civitavecchia e Montalto. Un aeroporto simile a Ciampino inquinerebbe come mezzo milione di auto attive tutto il giorno.
Non si vuole negare la possibilità di volare, ma questo non potrà mai venire prima della salute dei cittadini. Il mercato dei voli a basso costo è in effetti finto: queste compagnie ricevono sussidi pubblici, non pagano Iva sui biglietti e non hanno tassazione sul cherosene come per le auto (un danno da 35 miliardi di euro all’anno per l’Europa). Per non parlare dello sfruttamento dei loro dipendenti. Questo permette i prezzi bassi. Un mare di denaro con cui si potrebbe salvare Alitalia dalla privatizzazione e farne una compagnia che garantisca prezzi più accessibili per i giovani e i lavoratori. Una compagnia pubblica che operi in un quadro del trasporto aereo razionalizzato sulla sostenibilità della regione e l’effettiva domanda della popolazione, non su quanti profitti Ryanair conta di fare. È chiaro che finché il settore sarà in mano alle lobby, alle banche e ai vari privati, sentiremo solo parlare di nuovi aeroporti. Il trasporto aereo va nazionalizzato sotto il controllo dei lavoratori.
Questa è la rivendicazione che Rifondazione deve difendere nelle nostre città e tra i lavoratori dell’Alitalia. Invece l’assessore del Prc a Ciampino è favorevole a Viterbo! Il Pd in regione punta dritto su questo progetto e già progetta il quarto scalo (Frosinone), tanto che il nostro assessore alla provincia ciociara è stato cacciato per essersi detto contrario. Questo è lo scontro che ci aspetta. Si dice che il governo non sia un fine, ma un mezzo. Se il nostro fine è la difesa della salute, non si potrà mai farlo con chi ha avvelenato Ciampino e vuole farlo ora con Viterbo. Si deve uscire dalla giunta regionale. Li fermeremo non con le parole, ma come hanno fatto i No-Coke di Civitavecchia: con la lotta.
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