Libertà per Manzoor Ahmed, deputato marxista!
L'ondata repressiva ad opera del regime militare ha colpito pesantemente la tendenza marxista pakistana The Struggle. Manzoor Ahmed, deputato all'Assemblea nazionale pakistana e presidente della Ptudc, è stato arrestato proprio oggi, venerdì 16 novembre. Di seguito potete leggere il testo di un volantino che diffonderemo domani alla manifestazione nazionale di Genova.
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In Pakistan dal 3 novembre è in vigore lo stato di
emergenza. Per il dittatore Musharraf, già salito al potere attraverso un colpo
di stato nel 1999, era a rischio “il futuro del paese” e perciò ha preso questa
decisione. In realtà ciò che è a rischio è il proprio potere.
Scarica questo volantino in pdf
Tutti i diritti democratici, come quello di sciopero, di
assemblea e perfino di movimento, sono sospesi. I giudici della Corte suprema
che avevano osato mettere in discussione il generale, sono stati esautorati.
Gli oppositori arrestati sono già migliaia.
Tutto ciò in un paese che è da sempre un alleato chiave per
gli Stati Uniti in quell’area, tanto più ora che Washington è impegnata
nell’occupazione militare dell’Afghanistan insieme ai propri alleati, tra cui
c’è l’Italia. Musharraf n amico prezioso di cui si sono coperte le nefandezze
più atroci con la giustificazione della “lotta al terrorismo”.
Ancora oggi che il generale è sempre più impopolare, gli Usa
non condannano chiaramente il colpo di Stato, ma si dichiarano solo
“preoccupati”.
La dichiarazione di “stato di emergenza” non è stata fatta
per combattere il terrorismo, ma per colpire le masse pakistane che in numero
crescente stavano mobilitantosi contro il regime militare.
Tre milioni di persone avevano accolto Benazir Bhutto, la
leader del Partito popolare pakistano, al suo ritorno in Pakistan dopo anni di
esilio, vedendo in lei una speranza di cambiamento. Il Ppp è nato nel 1968-69,
durante una rivoluzione che sconvolse il paese e portò al potere il fondatore
del Ppp, Alì Bhutto, padre di Benazir, poi giustiziato alcuni anni dopo
dall’esercito.
Dopo anni di riflusso e difficoltà i lavoratori avevano
ricominciato a lottare, fermato la privatizzazione di Pakistani Steel (le
acciaierie di proprietà statale). Uno sciopero dei lavoratori aeroportuali
avevano fermato completamente il traffico aereo proprio il giorno prima della
dichiarazione dello stato di emergenza.
I mass media dipingono il Pakistan come un paese in preda
alle forze dell’oscurantismo religioso, quando in realtà è una nazione con
grandi tradizioni di lotta.
La Ptudc (Pakistan Trade Union Defence Campaign, campagna in
difesa dei sindacati pakistani) è una struttura promossa da alcuni fra i principali
sindacati pakistani ed è sempre stata in prima linea nella lotta per la difesa
dei diritti dei lavoratori, contro le leggi antisindacali e le privatizzazioni
imposte dal regime e dall’imperialismo. Per questo la repressione sta colpendo
pesantemente la Ptudc. A decine i suoi militanti sono stati arrestati mentre
stavano organizzando la resistenza contro il regime.
Il 16 novembre a Gujranwala, una città vicina a Lahore,
Manzoor Ahmed, presidente della Ptudc, deputato marxista del Ppp e direttore del periodico della tendenza marxista "the Struggle" è stato
arrestato, insieme a centinaia di attivisti. Stava guidando una manifestazione
di massa all’interno della “lunga marcia” da Lahore ad Islamabad con cui
l’opposizione ha sfidato il regime. La polizia ha caricato pesantemente il
corteo arrestando decine e decine di manifestanti.
Manzoor Ahmed è un deputato marxista tra i più popolari nel
Pakistan che si è contraddistinto per la sua difesa senza compromessi dei
diritti dei lavoratori e delle masse oppresse. Con il suo arresto si vuole
decapitare l’avanguardia del movimento contro il regime. Da giorni le forze di
sicurezza infatti stavano seguendo Manzoor e avevano tentato in più occasioni
di arrestarlo.
È in atto uno scontro decisivo in Pakistan, le masse
pakistane stanno lottando contro un regime oppressivo ed è nostro dovere
appoggiarle.
Rivolgiamo un appello a tutti i lavoratori, i giovani, gli
attivisti di sinistra perché sostengano la nostra campagna per la liberazione
di Manzoor Ahmed, degli altri attivisti della Ptudc e di tutti i prigionieri
politici.
Firmate la nostra petizione, organizzate assemblee sulla
situazione in Pakistan, raccogliete fondi per sostenere l’attività della Ptudc!
Inviate messaggi di protesta a:
Ambasciata del Pakistan in Italia
Via della Camilluccia, 682 - 00135 Roma
Fax (06) 36301936
Email:
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Clicca qui per scaricare il modulo per la raccolta firme di protesta
Per sostenere la Ptudc, puoi inviare un contributo tramite il Ccp
n° 11295201, intestato ad Ac Editoriale Coop., specificando nella
causale “Per la Ptudc”.
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