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Metalmeccanici: Sciopero nazionale per il rinnovo del contratto Stampa E-mail
Scritto da FalceMartello   
giovedì 15 novembre 2007

La vertenza dei metalmeccanici per il rinnovo del contratto nazionale è ormai entrata nel vivo. Lo sciopero con manifestazioni regionali di venerdì 16 novembre porta a 20 le ore di sciopero fin qui svolte. L’adesione molto alta dei lavoratori già dalle prime battute (oltre l’80% a livello nazionale) dimostra che la disponibilità alla lotta dei lavoratori c’è.

 Scarica questo volantino in formato pdf

Si devono ora creare le condizioni per costruire una mobilitazione realmente efficace che possa portarci a rinnovare il contratto nazionale.

Contratto che mai come in quest’ultimo periodo è stato rimesso in discussione. Dopo la fine della consultazione sull’accordo del 23 luglio, che contiene già diversi provvedimenti che vanno nella direzione di un ridimensionamento della sua centralità, assistiamo ad una vera e propria campagna di Confindustria e del segretario nazionale della Cisl, per il suo definitivo affossamento.

In questo contesto si colloca la provocazione della Fiat e di alcune grandi aziende di dare unilateralmente dai 30 ai 50 euro di anticipo sull’aumento salariale del prossimo contratto ai propri dipendenti. Invece di riconoscere ai lavoratori quanto chiesto nel contratto, cifra comunque inadeguata rispetto alle reali esigenze dei lavoratori, cercano di dividerci tentando di non far scioperare le fabbriche che in questo momento vanno meglio, dimostrando contemporaneamente che i soldi se vogliono ce li hanno.

I padroni hanno bisogno di far andare i loro impianti poiché sono pieni di ordinativi. Recentemente l’Istat ha pubblicato i dati relativi all’andamento dell’economia in cui sottolinea che le previsioni di crescita sono state riviste al rialzo, per il 2007 è prevista una crescita del Pil del 1,9%, crescita che per quanto ancora debole è la più alta degli ultimi 8 anni. Tutto questo significa che ora sono lor signori ad essere vulnerabili, e questo è il momento in cui le mobilitazioni possono incidere maggiormente. Tanto più che questa fase di crescita come la stessa ricerca dell’Istat ci dice non durerà all’infinito, per il 2008 è già previsto un rallentamento.

Il rinnovo del contratto dei meccanici ha ancora una volta un significato politico importantissimo per tutti i lavoratori. Federmeccanica ha l’obbiettivo di colpire il ruolo del contratto nazionale legando i salari all’andamento delle aziende e dando sempre più importanza alla contrattazione aziendale, che indebolirebbe tutti i lavoratori. Non solo, i padroni puntano ad ottenere pure l’annualizzazione dell’orario di lavoro e quindi la più completa e selvaggia flessibilità degli orari. Ciò significa nella sostanza mettere le nostre vite di lavoratori al servizio delle esigenze dei loro profitti.

I padroni vogliono un nuovo modello contrattuale in cui il contratto nazionale duri tre anni e abbia un ruolo marginale.

Sono oltre 7 milioni i lavoratori dipendenti tra pubblico e privato che devono rinnovare il proprio contratto. I lavoratori del commercio che sciopereranno domani 17 novembre vedono il loro contratto bloccato da quasi un anno, per una rivendicazione salariale più modesta dei metalmeccanici, 78 euro lordi medi!

Vogliono toglierci un diritto fondamentale, non possiamo permetterlo! Rivendichiamo lo sciopero generale nazionale di tutte le categorie per la difesa e il rilancio del ruolo del contratto nazionale.

Ad oggi la trattativa è ancora in una situazione di stallo da cui è possibile uscire solo intensificando e rendendo la lotta il più efficace possibile.

Lo stesso Rinaldini, il segretario della Fiom, nel comizio conclusivo dello sciopero del 30 ottobre ha dato un ultimatum ai padroni dicendo che o c’è una svolta verso l’accordo o i metalmeccanici decideranno iniziative pesanti (La Repubblica 31 ottobre 2007).

Se vogliamo essere conseguenti è necessario che oltre alle manifestazioni provinciali, regionali e nazionali è di vitale importanza utilizzare nella maniera migliore i prossimi scioperi. A questo scopo diventa centrale la costituzione in tutti i territori di coordinamenti di delegati che possano discutere ed organizzare al meglio le iniziative di lotta prendendo in mano direttamente la gestione della vertenza. In questo modo sarà possibile affiancare iniziative collettive di visibilità come i blocchi di strade, ferrovie ecc. a forme di sciopero articolato che colpiscano le aziende nella produzione. Il protagonismo, il coinvolgimento attivo e diretto dei delegati e dei lavoratori nel proseguo della vertenza è il modo migliore per piegare i padroni e giungere alla firma del contratto.

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