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Dopo i fatti di Tor di Quinto: una lettera alla redazione Stampa E-mail
Scritto da FalceMartello   

I fatti di Tor di Quinto e la campagna securitaria portata avanti dai partiti della borghesia e dai massmedia hanno dominato la scena politica negli ultimi giorni. Pubblichiamo alcune riflessioni a riguardo giunte alla redazione di FalceMartello.

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Martedì 30 ottobre intorno alle 20.30, all’uscita della stazione di Tor di Quinto (Roma ), una donna viene aggredita da un giovane. La donna viene trascinata in un bosco; viene picchiata, violentata e gettata in un dirupo.

Mentre il giovane trascina la donna nel bosco, è visto da un’altra donna, la quale avverte subito le forze dell’ordine. Partono le ricerche ed in poco tempo viene arrestato il giovane e trovata la donna. Le condizioni della donna appaiono subito gravissime. Portata in ospedale, i medici confermano la gravità della situazione. Due giorni dopo la donna muore.

Questo gravissimo fatto di cronaca si sarebbe potuto concludere qui. C’è la vittima; c’è il colpevole; c’è la testimone;ci sono le prove; c’è la condanna della società, insomma ci sono tutti gli elementi per dichiarare chiusa la vicenda. Manca il processo e la sentenza che dica quanti anni di carcere deve scontare l’omicida.

Sarebbe conclusa qui se non fossero intervenuti due fattori;

la vittima era una donna italiana di 47 anni, Giovanna Reggiani, mentre l’aggressore è un giovane romeno di 24 anni (Nicolae Mailat). La testimone è una donna romena, ma nelle cronache di questi giorni di questa donna se ne parla proprio poco, nonostante il gesto coraggioso e non omertoso.

 Il sindaco di Roma, per primo, è intervenuto nella vicenda scatenando un putiferio politico sui temi della sicurezza.

A questo punto la vicenda ha preso una piega particolare. Come ho appena detto il sindaco di Roma è intervenuto come il famoso elefante nella cristalleria. Ha chiesto ed ottenuto un incontro con il ministro degli interni Amato. Ha chiesto ed ottenuto che si  convocasse un consiglio dei ministri straordinario per votare un decreto legge sulla sicurezza e nello specifico sulla possibilità da parte dei prefetti di espellere dal Paese tutte le persone indesiderate o che non possano garantire la possibilità di mantenersi, anche se cittadini comunitari.

Va detto che il decreto è stato votato all’unanimità.

Ha poi protestato ufficialmente con il governo Romeno perché ponga un freno all’emigrazione dei propri cittadini verso l’Italia e ha rilasciato interviste alla televisione romena .

Il sindaco piddino ha dimostrato tutta la sua “bravura”. E’ sindaco, segretario del PD, è primo ministro, ministro degi esteri e anche un po’ sceriffo.

Averne di politici così !

Immaginiamo se, invece di essere il signor Veltroni sindaco di Roma e Romano Prodi presidente del consiglio dei ministri, ci fossero stati, rispettivamente, Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi; ci sarebbe stata una insurrezione popolare; una indignazione della stampa di sinistra e pseudo tale; si sarebbe gridato allo scandalo; si sarebbe parlato di un governo xenofobo, razzista e fascista.

Giustamente !

Perché non vale la stessa cosa per questo governo ?  

La reazione del governo ha scatenato gli istinti più bestiali nelle persone e nel ceto politico. I più stanno facendo la gara a dimostrare chi è più sicuritario dell’altro,  chi è più bravo ad espellere i romeni,  chi è più bravo ad abbattere le baraccopoli nelle periferie cittadine. Pugno duro contro questi schifosi romeni. Tolleranza zero. A casa questi brutti sporchi, ladri, assassini, schifosi romeni.

Via !

E la sinistra “radicale” che fa ? A livello ministeriale vota il “pacchetto sicurezza”, mentre a livello politico, tranne qualche eccezione, balbetta !

Liberazione, il quotidiano del PRC, sabato 3 novembre, pubblica delle tabelle interessanti; la fonte è il dipartimento della PS.

In sintesi: gli omicidi dal 1993 ad oggi, con un andamento quasi lineare, sono passati da 1065  a 621. Quasi dimezzati. Diminuiti di circa il 40% i furti in appartamento, mentre sono più che dimezzati gli scippi.

Ora, se questi dati forniti dalla PS corrispondono a verità  si deve spiegare dove sia l’emergenza. Non solo; la stessa fonte ci dice, analizzando i dati, che pur diminuendo il numero complessivo degli omicidi , aumentano quelli avvenuti nell’ambito del nucleo familiare, così come per le molestie, gli abusi sessuali e gli stupri; quasi il 70% dei casi è opera dei partner.

Il nostro Paese prevede delle pene per chi stupra, aggredisce, uccide. Quindi se questo giovane ha commesso ciò che gli viene imputato esiste già una legislazione apposita. A cosa serve una legge ad hoc e soprattutto cosa centra il popolo romeno con ciò che commette una singola persona?

E’ un po’ come dire: “ italiani pizza e mandolino… e mafia “.

Nel 1999 ero in ferie in Tunisia e quando gli abitanti del luogo mi chiedevano di dove fossi dicevo che arrivavo dall’Italia.

"Ah bella l’Italia ! Italia dove ?"

Di norma rispondevo Milano, ma avendo anche sangue siciliano nelle vene, una volta risposi “Palermo”. La reazione dei tunisini mi stupì.

“ Palermo! Andreotti , mafia “.

Ripetei l’esperimento ed il risultato fu lo stesso. Beh, ho la cittadinanza italiana, ma non mi sento e non sono mafioso.

Il lungimirante signor Veltroni, il democratico signor Veltroni, dov’era quando gli industriali italiani, come quelli degli altri paesi europei, spingevano per l’allargamento delle frontiere dell’Ue?

Allargamento voluto per ampliare i loro mercati comunitari ma soprattutto per avere mano d’opera a basso prezzo senza la preoccupazione dei permessi di soggiorno. Per avere uno strumento per mettere in concorrenza i lavoratori e ricattarli poi nelle trattative sui rinnovi contrattuali  per la parte economica e per la parte normativa.

Durante gli stati generali del PD, il signor Veltroni disse che:

 “ Il nostro nemico non dev’essere la ricchezza , ma la povertà”.

Ingenui ! Pensavate che volesse diminuire la povertà; sbagliato! La vuole combattere, perché si sa, che la povertà è un reato!

Negli anni sessanta ci fu la grande migrazione dei meridionali dal sud Italia al nord. Molti abitanti del nord Italia furono accoglienti, ma altri no. Tant’è che tra le varie porcherie che si dicevano sui meridionali c’era quella del “ Terun mangia saun” ( Non credo che si scriva così, ma ha poca importanza ). Per i non milanesi la traduzione è “ terrone mangia sapone”.

Voi non lo sapete, ma questi terroni di merda mica sapevano cosa fosse il sapone e allora lo mangiavano !

Dopo tanti anni , questi brutti terroni sono usciti dalla loro condizione; sapete perché ? Sono arrivati i "vu cumprà" ! C’erano quelli neri neri, ma tutto sommato simpatici, però c’erano anche quelli… mulatti. I marocchini. Mamma mia che schifo i marocchini. Sporchi, puzzolenti, violenti e anche musulmani !

Nel 1989 crolla il muro di Berlino e per i marocchini è festa. Perché !?

Ecco arrivare un’altra razza inferiore, ancora un po’ più inferiore; gli albanesi. Questi peggio dei terroni e dei marocchini. Ma ahi noi, nulla è eterno e anche gli albanesi hanno perso il loro potere. Ora la medaglia d’oro ce l’hanno i romeni.

Sembra quasi che i governanti abbiano sempre bisogno di trovare un nemico, oltre il moderno terrorismo, per nascondere tutte le porcherie che il potere economico-politico fa nei confronti di noi lavoratori.

Sembra, sembra, ma qualche “simpaticone”, autopromossosi, paladino dell’italianità ha pensato bene di organizzare delle ronde e l’altra sera, venerdì 2 novembre, quattro romeni sono stati aggrediti brutalmente a Tor Bella Monaca. Uno di questi è in gravi condizioni.

Il gesto feroce e barbaro commesso dal giovane Nicolae è veramente qualcosa di grave e certamente una persona che ha commesso un reato così efferato non può passarla liscia. Va detto però che deve essere un gesto di giustizia e non di vendetta, così come ha dichiarato, mi verrebbe da dire coraggiosamente, il marito di Giovanna Reggiani o la pastora valdese che ha officiato la funzione religiosa.

E’ un gesto che colpisce per la sua brutalità e per l’ennesima violenza di un uomo nei confronti di una donna. Sempre secondo i dati forniti dalla PS, nel 2006  1.150.000, un milione e cento cinquantamila, donne hanno subito una violenza. Come già detto in precedenza, quasi il 70 % dei casi da parte del partner.

Non sono una donna e quindi non posso capire fino in fondo cosa possa provare una donna picchiata e violentata. Ho conosciuto una donna che da giovane è stata minacciata, “ solamente minacciata”, dal suo ex fidanzato, con un coltello e so che tuttora la sua psiche ne porta i segni.

Ho provato ad immedesimarmi nei panni di Giovanna. Senza sapere il perché vieni aggredita brutalmente da un uomo; la paura, il terrore che ti paralizza. Il dolore per le botte ricevute e soprattutto il terrore che si deve provare quando si è nelle mani di un’altra persona che non sai cosa ti farà, né quando, ma sai che sarà una cosa molto brutta. Violenta.

La violenza e la rabbia di quest’uomo; le sue mani che ti strappano i vestiti, il suo ansimare da animale imbestialito, la sua foga nel possederti, nello scaricare su di te la sua rabbia repressa, nello scaricare dentro di te il suo sperma di maschio “dominante”. Poi gettata come un sacco di merda, come qualcosa che non serve più; in fin di vita.

Noi come essere umani e come “maschi” dovremmo vergognarci di arrivare a tanta bassezza. Degna di una tortura. Ma, rispondere a tanta bassezza con altrettanta bassezza non credo che sia la soluzione.

Il fatto grave, il fatto vero, è che fino a quando non verrà eliminata la povertà dalla faccia della terra, la miseria e le condizioni materiali che portano a queste condizioni di animali, gli essere umani non risolveranno mai i propri problemi. Noi materialisti sappiamo che sono le condizioni materiali a creare le coscienze e non il contrario.


“Nel modo più greve la cieca spontaneità si è stabilita nei rapporti economici, ma anche di lì l’uomo la stà cacciando con l’organizzazione socialista dell’economia. Si rende così possibile una ricostruzione radicale della struttura familiare tradizionale. Infine, nell’angolo più profondo e buio dell’inconscio, dello spontaneo e del sotterraneo si è celata la natura dell’uomo. Non è chiaro che saranno diretti là i massimi sforzi del pensiero indagatore  e dell’iniziativa creatrice? Il genere umano smetterà di strisciare carponi davanti a Dio, ai re e al capitale, non per piegarsi docilmente davanti alle leggi oscure dell’ereditarietà e della cieca selezione sessuale !

L’uomo liberato vorrà raggiungere  un maggior equilibrio nel lavoro dei suoi organi e uno sviluppo e un logorio più regolare dei suoi tessuti affinché già così il terrore della morte sia portato nei limiti di una reazione razionale dell’organismo di fronte a un pericolo. Non vi può esser dubbio, infatti, che proprio l’estrema disarmonicità, anatomica, fisiologica, dell’uomo e la straordinaria irregolarità dello sviluppo e del logorio degli organi e dei tessuti conferiscano all’istinto vitale la forma isterica, morbosa, frustrata del terrore della morte, terrore che oscura la ragione e nutre le fantasie umilianti e sciocche sulla vita d’oltretomba.

L’uomo si porrà il fine di diventare padrone dei propri sensi, di elevare gli istinti alla vetta della coscienza, di renderli limpidi, di portare i fili della volontà fin dentro la sfera dell’occulto e del sotterraneo e così elevarsi a un nuovo livello e creare un tipo biologico-sociale superiore, un superuomo, se volete. Dire fino a quali limiti di autodirezione si porterà l’uomo del futuro è altrettanto difficile che predire le altezze cui egli porterà la sua tecnica. L’edificazione sociale e l’autoeducazione psicofisica diventeranno due lati di uno stesso processo.

Le arti - quella letteraria, teatrale, figurativa, musicale e architettonica - conferiranno a questo processo una forma perfetta. O meglio: l’involucro di cui si rivestirà il processo di edificazione culturale e di autoeducazione dell’uomo comunista, dispiegherà al più alto grado tutti gli elementi vitali delle arti odierne. L’uomo diventerà infinitamente più forte, più intelligente, più raffinato; il suo corpo più armonioso, i suoi movimenti più ritmici, la sua voce più musicale. Le forme della vita quotidiana acquisteranno una teatralità dinamica. Il tipo umano medio si eleverà al livello di Aristotele, Goethe, Marx. Su questo crinale si eleveranno nuove cime.” Lev Trotskij


Va tutta la nostra solidarietà, per quello che può contare, ai parenti ed amici di Giovanna Reggiani così come ai parenti ed amici di tutte le donne vittime di violenze.

Soprattutto la nostra solidarietà va a tutte le donne vittime di violenze e stupri da parte degli uomini. Eh si, perché in tutta questa vicenda sembra che ci si sia dimenticati di ciò che è successo veramente.

Una donna è morta perché picchiata, seviziata e stuprata da un uomo.

 

Angelo Raimondi, Prc Legnano (Mi) 

 

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