Sicuramente il livello di dibattito sviluppato attorno alla pubblicazione del decreto 80, attraverso cui si reintroducono gli esami di riparazione, non si vedeva da molto tempo nelle scuole. Come Comitato in difesa della Scuola Pubblica, dopo la pubblicazione del decreto e visto l’interesse nato nelle scuole, avevamo percepito che la giornata di mobilitazione studentesca indetta a livello nazionale per il 12 ottobre poteva assumere una valenza significativa.
Pur con poco tempo a disposizione la reazione nelle varie zone è stata importante. Siamo intervenuti in tutti i cortei più importanti, da Firenze a Roma, da Napoli a Bologna, con un certo successo, mettendo a disposizione le nostre idee attraverso un volantone di quattro pagine, concepito per l’occasione, dal titolo “No agli esami di riparazione, no all’autoritarismo e alla selezione” dove si spiegava la nostra posizione sul decreto.
Per molti degli studenti presenti nelle piazze, questa era la prima mobilitazione significativa, e quando decine di migliaia di giovani scendono per la prima volta sul terreno della lotta, oltre alla convinzione di battersi contro il provvedimento del ministro, è naturale che cerchino, magari a tentoni, un’alternativa. In molti casi si trattava di una vera e propria “sete di idee”, tant’è che in molti cortei abbiamo terminato le copie stampate sia del volantone che di FalceMartello, ben prima della loro conclusione.
Tra le manifestazioni più grandi, sicuramente degno di nota è il caso di Milano, dove l’elemento della spontaneità è stato più importante. Nei fatti, nessuno, fino alla sera prima, aveva convocato un corteo, tant’è che le principali strutture studentesche o hanno apertamente boicottato l’iniziativa, con il loro attivisti che entravano a scuola (i Disobbedienti del C.S. Cantiere) o hanno indetto un presidio completamente inadeguato (la Reds, struttura all’interno della quale sono presenti Gc, Uds e Atlantide) unendosi solo dopo ore a quello che rimaneva del corteo. Ma gli studenti, di cui molti dalla provincia, sono scesi in piazza lo stesso, sull’onda del carattere nazionale della giornata, formando un corteo di circa 5000 studenti di fatto senza direzione, all’interno del quale noi eravamo gli unici presenti con materiale politico e studentesco.
In poco meno di una decina di realtà siamo stati fra i promotori di cortei e assemblee. Particolarmente positivo è stato il ruolo giocato da noi nei cortei di Trieste e Bologna. Nel primo caso il successo è stato testimoniato da circa 350 volantoni distribuiti e da più di quattro pagine piene di numeri di telefono di studenti desiderosi di organizzarsi. Per quanto riguarda Bologna, su questo numero dedichiamo un articolo completo.
In generale i risultati sono stati molto positivi, con 161 copie di FalceMartello vendute e più di un migliaio di copie del volantone distribuite. La reattività e l’entusiasmo dimostrato dai nostri studenti, l’interesse per le nostre idee e i tanti contatti presi sono tutti elementi che fanno guardare con grande fiducia allo sviluppo del nostro intervento nel movimento studentesco.