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Scritto da Simone Frabetti (Polo artistico), Antonio Buongiorno (Csp Bologna)   
lunedì 05 novembre 2007

I fascisti aggrediscono gli studenti in lotta


Qualche anno fa il liceo e l’istituto d’arte di Bologna sono stati trasferiti in un’unica struttura, creando un polo artistico.

Il caso del Polo Artistico


La nuova struttura era piena di problemi: collocata in periferia, creava problemi alla maggior parte degli studenti che sono pendolari, senza spazi da adibire a laboratori artistici e troppo piccola, tanto che una parte degli studenti del liceo doveva rimanere nella vecchia sede, e si sarebbe dovuta costruire una nuova succursale.


La lotta di quest’anno


Alla fine di settembre la provincia comunica agli studenti che la succursale non è pronta e chi desidera usufruire della navetta deve sborsare 130 euro. Scoppia la protesta: assemblea d’istituto e occupazione della scuola. Gli studenti rivendicano un polo artistico adeguato e unitario, in zona accessibile e possibilmente in centro; che fino ad allora la navetta sia a carico della provincia, così come è stato negli ultimi due anni; e che cessi la distinzione nella distribuzione del materiale didattico tra liceo artistico (in cui agli studenti non è consegnato nulla), e istituto d’arte (in cui agli studenti viene consegnato il materiale), e che venga consegnato anche agli studenti del liceo, che per questo annualmente sostengono spese vicine ai 150 euro.

Viene organizzato un piano di volantinaggio degli studenti del polo artistico davanti  alle altre scuole, all’entrata e all’uscita da lezione, per sviluppare una mobilitazione studentesca di massa a livello locale, che rivendichi un piano di edilizia scolastica per la provincia.

Intanto, nelle scuole scoppia la protesta contro la reintroduzione dell’esame di riparazione: si assiste a picchetti e scioperi improvvisati, assemblee spontanee non autorizzate, presidi in piazza autorganizzati, tentativi di occupazione delle scuole, ecc. L’obiettivo è marciare in migliaia il 12 ottobre in corteo, alla manifestazione nazionale contro le politiche di Fioroni.

Una delegazione di studenti del Polo artistico passa nei collettivi di alcune scuole per proporre loro di sollevare la scuola ed unirsi alla lotta, e il liceo Righi, riunitosi in un collettivo di 300 persone, vota a maggioranza l’occupazione. Viene prodotto un volantino in cui si convoca un’assemblea al Polo, per discutere la formazione di un coordinamento tra scuole, per allargare il fronte della mobilitazione e preparare la manifestazione del 12 ottobre. A questa riunione partecipano una trentina di studenti frequentanti la maggior parte delle scuole cittadine, ma non delegati da alcuna assemblea. In quella sede si decide di scendere in piazza il 12 ottobre sulla base di due piattaforme, la prima, quella nazionale contro le politiche di Fioroni, e la seconda, quella locale, per un piano di edilizia scolastica contro la politica della provincia, e per la gratuità del trasporto scolastico. La manifestazione vede la partecipazione di circa 3000 studenti, e termina sotto la provincia. Una delegazione rappresentativa di più scuole sale in provincia per discutere con l’assessore all’edilizia scolastica, Giuseppina Tedde (Prc), che rinvia tutti i problemi al ministero dell’istruzione e alla mancanza di fondi alle scuole pubbliche. Gli studenti rispondono quindi informando la Tedde e gli assessori interessati della nascita di collettivi in tutte le scuole bolognesi e della intenzione di preparare una piattaforma rivendicativa ufficiale e unitaria da presentare al ministero e alla provincia.


Il vile attacco fascista


La notte dopo il corteo del 12, ultima notte di occupazione del Polo, un gruppetto di fascisti e naziskin penetra nella scuola e picchia due studenti, che riescono a riconoscere qualcuno degli aggressori, e procura alti danni. Sabato pomeriggio si decide di convocare un’assemblea cittadina per il giovedì e una manifestazione antifascista per il venerdì successivi. Non bisogna farsi intimidire da questi luridi attacchi fascisti, perché sono solo gli strumenti utilizzati dall’estrema destra e dalla classe dominante per contrastare le le nostre lotte. A questo bisogna rispondere alzando il livello della mobilitazione e portando in piazza quanti più studenti e lavoratori possibile, facendo così vedere che non siamo disposti ad accettare la presenza di fascisti in città. Questo attacco non è solo agli studenti del polo artistico, ma è un attacco a tutto il movimento studentesco e a tutto il movimento operaio bolognese.

Al corteo antifascista di venerdì sarà necessaria la presenza massiccia di tutte le realtà della sinistra e delle organizzazioni tradizionali del movimento operaio, perché solo uniti e in massa isoliamo questi squallidi personaggi.


Inviate i messaggi di solidarietà agli studenti del polo artistico aggrediti vilmente dalla carogna fascista! Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo


Ultim’ora: venerdì 19 ottobre corteo pomeridiano con mille studenti in piazza, organizzatori soddisfatti dell’ampia partecipazione. Avanti nella lotta!

 
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