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Il 20 ottobre in piazza contro l’abbraccio mortale del Partito democratico Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Giardiello   
mercoledì 12 settembre 2007


La manifestazione del prossimo 20 ottobre a Roma sta diventando un appuntamento sempre più importante per i giovani ed i lavoratori in questo paese. 

Leggi "Dopo il 20 ottobre" un articolo di bilancio a seguito della manifestazione di Roma 

Di seguito troverai le ragioni per cui FalceMartello, tendenza marxista del Prc, sarà in piazza con un proprio spezzone all'interno del corteo. Una partecipazione critica rispetto alla piattaforma con cui si è convocato il corteo, critiche condivise anche da un appello sottoscritto da decine di delegati Rsu, pubblicato nelle scorse settimane da Manifesto e Liberazione, che ti invitiamo a leggere cliccando qui.

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Lo sconforto e l’apatia che sta producendo il governo Prodi tra i lavoratori e il popolo di sinistra ha pochi precedenti nella storia della repubblica. Giunto al potere come sottoprodotto delle grandi mobilitazioni che hanno attraversato il paese tra il 2001 e il 2004 il governo di centrosinistra ha avuto l’unico effetto di spegnere ogni focolaio di resistenza e di mobilitazione nel paese.

di Alessandro Giardiello 

Dal punto di vista economico i grandi beneficiari delle politiche di Padoa Schioppa sono i padroni e i banchieri. Il divario tra il settore più ricco e quello più povero nella società, già di per se scandaloso, si è accresciuto ulteriormente.

Sul versante politico si sono create le condizioni per dare vita a quel mostro politico che è il partito democratico. Un partito che recide ogni residuo legame dei Ds con il movimento operaio organizzato.

Infine sul piano sindacale si è aperta una vera e propria caccia alle streghe all’interno del sindacato, che punta a marginalizzare ogni forma di dissenso, a partire dalla Fiom. I “democratici” di Veltroni in Cgil si stanno facendo strada calpestando ogni diritto democratico, appunto, dei lavoratori e dei delegati più critici e combattivi.

Un bilancio negativo da tutti i punti di vista che sta favorendo la crescita delle destre nel paese, talmente evidente che persino i dirigenti della cosiddetta sinistra radicale, certo non privi di pesanti responsabilità nell’aver prodotto un quadro così desolante, si sono sentiti in dovere di organizzare questa manifestazione, “aderendo” all’appello di alcuni esponenti di spicco della sinistra italiana, tra cui Rossanda e Ingrao.

La logica è quella di dare un contentino alla base, e in fondo tutto ciò potrebbe andar bene anche alle forze centriste dell’Unione perché in fondo contribuisce a dare stabilità del governo Prodi. Ma l’ansia di legittimarsi agli occhi della classe dominante (sembra che le prove non finiscano mai) spinge invece gli ex dirigenti del Pci-Pds-Ds, a scagliarsi ferocemente contro la manifestazione del 20 ottobre, come si è visto in particolare nell’intervista rilasciata da Veltroni al Corriere della Sera.

A prescindere dalle intenzione dei proponenti, ci pare che un attacco così violento da parte del principale candidato alla guida del partito democratico possa contribuire al successo della manifestazione, radicalizzando i contenuti e trasformando il 20 ottobre in un canale di espressione di quelle frustrazioni che si sono accumulate a sinistra verso le politiche antisociali del governo Prodi.

Per quanto ci riguarda la nostra partecipazione alla manifestazione è legata a un obiettivo preciso: non quello di condizionare Prodi, Padoa Schioppa e il Partito democratico, ma quello di contribuire a preparare la rottura con quei soggetti che difendono interessi opposti a quelli che la sinistra dovrebbe rappresentare.

Non siamo così settari da non capire che una prospettiva di recupero e riaggregazione della sinistra anticapitalista in Italia non può non partire da buona parte di quei militanti che parteciperanno a quella mobilitazione e che oggi militano o gravitano attorno a Rifondazione Comunista, Verdi, Pdci e Sinistra democratica.

La logica delle piazze separate non ci appartiene.

Allo stesso tempo partecipiamo alla manifestazione criticamente e senza aderire all’appello di convocazione, che parte da una logica che non possiamo condividere.

Per noi la svolta che è necessaria non punta ad “evitare che si apra un solco tra la rappresentanza politica, il governo Prodi e chi lo ha eletto”. Lavoriamo viceversa per approfondire questo solco e per una rottura con Prodi e il partito democratico con la prospettiva di dare vita a un fronte politico ed elettorale che sia autonomo dalle forze del centro borghese.

Un polo politico ed elettorale che si costituisca alla sinistra del partito democratico e che si candidi a guidare il paese non in alleanza ma in competizione con Prodi e Veltroni.

L’unico modo per battere Berlusconi e le destre è impedire che il partito democratico conquisti l’egemonia su quei soggetti che costituiscono il potenziale blocco sociale su cui è possibile costruire una reale alternativa di sinistra.

Mussi e più ancora di lui Angius in questi mesi hanno dimostrato di essere incapaci di battersi contro Veltroni e Prodi, e non a caso si oppongono a qualsiasi forma di dissenso organizzato possa manifestarsi da sinistra alle politiche del governo.

Non è un caso se, seppure con accenti diversi, hanno preso le distanze dalla manifestazione del 20 ottobre. Questa manifestazione ha così già mietuto il suo primo successo, spingere definitivamente Angius nelle braccia di Boselli al di fuori dello schieramento della sinistra di alternativa.

Se a partire dalla manifestazione del 20 ottobre dovesse svilupparsi una nuova stagione del conflitto sociale sarà solo il primo di una lunga schiera di transfughi di cui la sinistra ha bisogno di liberarsi per poter tornare a rappresentare gli interessi dei lavoratori e delle classi subalterne.

Su queste basi e per queste ragioni il 20 ottobre ci saremo lavorando fin da oggi al successo della manifestazione.

 

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