Il fatto è noto, a Firenze i lavavetri sono sempre più aggressivi, sono di ostacolo alla circolazione stradale e pedonale, pertanto, in virtù dell’articolo 650 del codice penale, la giunta comunale ha deciso che possono essere multati fino a 206 euro e tenuti in arresto fino a tre mesi.
Tutti i sindaci di centrosinistra, in testa Veltroni, sono corsi in sostegno del sindaco Domenici e dell’assessore Cioni, facendo a gara nel mostrare quante iniziative analoghe avessero preso sul loro territorio, tanto da scavalcare a destra non pochi amministratori del centrodestra. A Milano, la Moratti e il vicesindaco De Corato di An invitano a evitare l’arresto, prontamente il segretario cittadino dei Ds Majorino ne ha approfittato per denunciare l’immobilismo morattiano!
Il presidente del Consiglio Prodi ci ha illuminato con la sua profonda saggezza: lui avrebbe preferito cominciare dai graffitari e dai parcheggiatori abusivi.
Il ministro degli interni Amato annuncia misure radicali contro la microcriminalità. Non è pensabile che un lavavetri possa essere arrestato a Firenze e ritrovare l’incolumità scappando a Genova, una palese discriminazione territoriale che mette a rischio la costituzionalità del provvedimento. Siamo certi che il nostro ministro risolverà il problema proponendo più carcere per tutti.
Il governo e tutto il centrosinistra è alla disperata ricerca di consensi e sono disposti a solleticare gli istinti più retrivi pur di raccogliere qualche plauso. Gli ultimi sondaggi che danno il governo il caduta libera di consensi (68 cittadini su 100 delusi dal governo Prodi) aumentano questa disperazione.
Interessanti le osservazioni del sindaco sceriffo per eccellenza, il compagno Cofferati, che per difendere i cittadini chiede poteri da poliziotto, “È sbagliato sottovalutare la sensazione di insicurezza. La paura è una cosa reale anche se le cause sono meno reali”. Ecco dunque l’ammissione: i lavavetri, i rom non sono criminali …ma se il “popolo elettore” li teme è giusto metterli in galera e rispondere alla “sensazione” di insicurezza con la “sensazione” che il valoroso sindaco si è preso cura del “popolo elettore” in questione. E di sensazione in sensazione avanza la barbarie, che però è vera, come veri sono i mattoni lanciati a Pavia contro i rom e i volontari che li aiutano.
Del resto anche il procuratore capo di Firenze Nannucci ha recentemente prosciolto i lavavetri fermati e ha chiarito che tutte le inchieste sui presunti racket sono state archiviate per mancanza di prove. Ma tutto questo non fa notizia e, siamo certi, avanzerà imperterrita la campagna sulla sicurezza, contro ogni egni evidenza e ogni “sociologia d’accatto”, per dirla con Amato.
Ma, a proposito di sociologia d’accatto non possiamo non citare un grande commentatore dei nostri tempi: Gad Lerner. Su Repubblica del 29 agosto scorso il nostro sostiene che “l’accattonaggio molesto dovrebbe essere perseguito esattamente come i posteggi in doppia fila e la guida con il telefonino”. Lamenta la difficoltà a spiegare ai bambini se ai poveri vada fatta la carità o se siano delinquenti, accusa il feroce racket dei lavavetri di lucrare sui nostri sensi di colpa e conclude riferendoci che forse siamo vittime di una eccessiva intolleranza, ma che certamente “ripristinare dignità e legalità agli incroci cittadini è doveroso, anche per custodire quel bene ormai raro ma prezioso che è la solidarietà”. Allontaniamoli dai nostri occhi, così da permetterci un’onesta carità. Un tripudio di applausi.
Asor Rosa dice che vuole dimettersi da intellettuale di sinistra, noi che non possiamo dimetterci dal vivere in questo mondo, cerchiamo una via d’uscita e chiediamo a Rifondazione Comunista un gesto di dignità: rompiamo le alleanze di governo con questa gentaglia, affinchè le prese di distanza non siano semplici formalità e il popolo di sinistra, i lavoratori, i giovani possano ritrovare la fiducia in una forza politica che fa le sue battaglie con coerenza.
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