Una stretta repressiva sta avvolgendo il Messico. Tale stretta sta
colpendo anche la tendenza marxista Militante, la sezione messicana
della Tendenza Marxista Internazionale. In Messico dal dicembre scorso
si è insediato il presidente Felipe Calderon. La sua elezione è stata
del tutto illegittima in quanto macchiata da pesanti frodi elettorali.
Per mesi durante tutta l'estate del 2006 milioni di messicani hanno
protestato contro questo vero e proprio sopruso che è stato imposto
solo grazie all'appoggio dell'imperialismo Usa e della grande borghesia
messicana.
La repressione spietata nei confronti delle mobilitazioni dei giovani e
dei lavoratori è il segno dell'isolamento di Calderon e del suo governo
nella società messicana.
Il 17 luglio scorso il compagno Adan Mejia, uno studente di 25 anni
dell’Università autonoma nazionale, membro della tendenza marxista
Militante, dell’organizzazione studentesca Clep-Cedep, del Sindacato
messicano degli elettricisti (Sme) ed attivista dell’Assemblea popolare
dei popoli di Oaxaca (Appo) è stato arrestato ad Oaxaca mentre tornava
a casa alla fine di una riunione della Appo.
Tuttora si trova rinchiuso nel carcere di Ixcotel ad Oaxaca, accusato
di traffico di droga e detenzione illegale di armi. Ambedue le accuse
sono state inventate ed in realtà l’arresto del compagno è parte di una
nuova ondata repressiva contro il movimento rivoluzionario di Oaxaca,
che ha visto l’arresto di oltre 60 attivisti della Appo il 16 luglio,
mentre partecipavano ad una protesta pacifica.
Inoltre la mattina del 7 agosto scorso centinaia di poliziotti hanno
disperso una manifestazione, anch’essa pacifica, presso il Politecnico
nazionale (Ipn), di studenti e di loro parenti che rivendicavano il
libero accesso all’istruzione universitaria. Anche in Messico esiste il
numero chiuso che colpisce soprattutto i ceti meno abbienti. La
protesta era stata organizzata dal movimento degli studenti non ammessi
(Mena) e dal Comitato di lotta degli studenti del politecnico
(Clep-Cedep).
Otto attivisti studenteschi, tutti militanti del Mena e del Clep-Cedep
(quattro di loro anche membri della tendenza marxista Militante) sono
stati arrestati ed accusati di sequestro di persona, ribellione,
detenzione illegali di armi, danni alla proprietà e furto. Anche in
questo caso tutte le accuse sono inventate. In realtà l’attacco del
governo di Felipe Calderon è la risposta alla sacrosanta rivendicazione
di un’educazione gratuita, di massa e di qualità per i figli dei
lavoratori.
Grazie ad una campagna di protesta nazionale ed internazionale la
maggior parte delle accuse sono state ritirate e sette degli otto
studenti sono stati rilasciati su cauzione il 16 agosto. L’ultimo
compagno detenuto, Cesar Francisco Jay Aguilar, è stato rilasciato il
30 agosto dopo due settimane di detenzione. Le accuse della
magistratura contro gli attivisti del Mena tuttavia rimangono in campo.
Anche per questa ragione a livello internazionale la campagna di
solidarietà deve continuare, con al centro le seguenti rivendicazioni:
* Per il ritiro di tutte le accuse a carico degli attivisti del Mena
* Libertà per Adán Mejía ad Oaxaca
* Libertà per tutti i prigionieri politici in Messico
Rivolgiamo un appello a tutti gli attivisti del movimento operaio e dei
partiti e delle organizzazioni di sinistra a mandare messaggi di
solidarietà, contenenti le rivendicazioni della campagna ai compagni
messicani a i
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e per conoscenza a
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Una giornata di mobilitazione internazionale è prevista per il 13
settembre, qui in Italia invitiamo tutti ai presidi a Milano e Roma e Firenze: