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Vodafone Pozzuoli (Na): in lotta per i diritti e la democrazia sindacale Stampa E-mail
Scritto da Jacopo Renda   
La Vodafone di Pozzuoli è una delle più importanti aziende della provincia partenopea. Situata negli storici stabilimenti della ex Olivetti conta circa 1500 lavoratori, la maggioranza dei quali giovani.

Presente sul territorio da anni, nell’ultimo periodo le condizioni dei lavoratori sono peggiorate fino all’ultimo contratto delle telecomunicazioni, preso più volte a modello dal vicepresidente della Confindustria Bombassei come modello di flessibilità lavorativa. Il contratto infatti recepisce nei fatti il decreto 66 del 2003 firmato dal governo Berlusconi, con il dissenso esplicito di Cgil-Cisl-Uil, cancellando l’orario settimanale e giornaliero sostituendolo con l’annualizzazione dell’orario di lavoro. L’orario di lavoro cioè sarà calcolato facendo la media delle ore svolte settimanalmente a piacimento dell’azienda,in base alle necessità produttive. Addirittura per sei mesi l’anno questa  flessibilità assoluta degli orari sarà decisa unilateralmente dalle imprese con effetti devastanti sulla vita dei lavoratori, perennemente a disposizione dell’azienda. Come se non bastasse le aziende potranno disporre delle vite dei lavoratori dandone semplice comunicazione entro 48 ore alle Rsu. Il tutto condito con una norma secondo la quale vengono meno i limiti trimestrali allo straordinario e con un aumento salariale inferiore ai 100€.

Osteggiato da molti lavoratori del settore, il contratto è stato un vero e proprio spartiacque delle relazioni sindacali e dell’organizzazione dei lavoratori. Alla Vodafone di Napoli infatti il contratto è stato sonoramente bocciato dai lavoratori e dai delegati Cgil malgrado la Slc nazionale Cgil fosse favorevole. E’ sulla base di accordi simili e di condizioni di lavoro estenuanti che la Vodafone può essere competitiva sul mercato, raggiungendo un fatturato di 6,38 miliardi di €  con un aumento dei profitti nel 2006-2007 del 10,8 % ed un aumento dei clienti pari al 13,8%, accaparrandosi 27,36 milioni di utenze.

Dal contratto in poi un gruppo di giovani lavoratori ha iniziato un percorso di sindacalismo combattivo, dando battaglia nella Slc ed aderendo alla manifestazione contro la precarietà del 4 Novembre osteggiata dalla burocrazia della Slc.

La lotta dei lavoratori dell’Omnitel è continuata nei primi mesi del 2007 contro l’accordo sui passaggi dei lavoratori part-time da 5 a 6 ore, in particolare sul numero degli aventi diritto. I lavoratori infatti chiedevano che tutti coloro che ne avessero fatto richiesta potessero passare da 5 a 6 ore mentre l’azienda ha posto un picco di 450 su circa 9000 lavoratori del gruppo. A questo si aggiungeva la regolazione delle ferie estive nella quale la Vodafone voleva rendere non consecutive le 2 settimane di cui godono i lavoratori, riducendo la possibilità di utilizzarle da 18 mesi ad un anno. Ancora una volta malgrado la volontà della maggior parte delle Rsu, in particolare di quella di Napoli, di non firmare l’accordo il segretario nazionale della Slc Miceli dopo la firma da parte della Cgil dichiarava: “abbiamo rispettato i delegati. Il numero di 450 era concordato con loro, se cambiano idea dopo l'accordo non ci possiamo fare granché. E' chiaro che adesso si dovrà fare un chiarimento con le Rsu”(il manifesto 20 gennaio 2007)

Alcuni mesi fa questo gruppo di lavoratori delle sede di Pozzuoli , tra cui tre ex delegati della Cgil, hanno deciso di formare un Cobas in azienda. Il loro obbiettivo era misurarsi con le necessità dei lavoratori presentandosi con lista nel rinnovo delle elezioni delle Rsu che si sarebbero svolte il 16-17 maggio. Non essendo i Cobas firmatari del contratto nazionale, a differenza di Cgil-Cisl e Uil per poter presentare le loro liste devono raccogliere almeno il 5% delle firme dei lavoratori per poter partecipare alle elezioni. La lista “Rsu libere Cobas” aveva raggiunto il 12 % delle firme ma la commissione, formata da tre membri delle organizzazioni confederali più un rappresentante della lista stessa li ha esclusi dalla competizione, adducendo motivazioni procedurali pretestuose (riguardanti il trattamento dei dati personali) e causando un ricorso alla magistratura da parte dei Cobas.

Il 16 maggio mentre in un clima surreale si svolgevano le elezioni delle Rsu il Giudice unico Dott. Giovanna Guarino dichiarava ammissibile la lista ”Rsu Libere Cobas”. Malgrado la notifica dell’ordinanza del Tribunale di Napoli dichiarasse nei fatti inutili le elezioni, le organizzazioni confederali hanno ritenuto un opportuno farle svolgere ugualmente, suscitando la contrarietà oltre che dei Cobas anche di 14 delegati Cgil di vari stabilimenti italiani (Roma, Milano, Bologna, Ivrea).

Il risultato è stato una netta affermazione da parte della Cgil. Su 1018 aventi diritto al voto sono stati espressi 523 voti validi di cui 289 per la Cgil stessa che conquista 7 delegati su 12.

Nei giorni successivi la segreteria provinciale della Slc di Napoli ha emesso un comunicato, trasformato anche in manifesto affisso per la città,  in cui esprimeva grande entusiasmo per il risultato  “nonostante i numerosi tentativi di impedire la libera espressione democratica del voto”.

In condizioni normali, cioè sulla base di una vera consultazione dei lavoratori ci sembrerebbe giusto rallegrarsi di una affermazione da parte della Cgil ma in un simile contesto è evidente la necessità di ridare la parola ai lavoratori con una nuova elezione della Rsu .

Solo sulla base di una vera democrazia dei lavoratori e di un programma combattivo contro la precarietà e lo sfruttamento che generano tanto profitti per la Vodafone le forze migliori del sindacato potranno emergere e portare avanti il loro compito:difendere esclusivamente gli interessi della classe lavoratrice.

30 maggio 2007 

 
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