Difendiamo il diritto allo studio Lo scorso anno scolastico si è chiuso con un aumento delle bocciature dell’8%, con alcuni casi limite di scuole dove le bocciature colpivano il 50-55% degli studenti delle classi prime. Questo dato era il risultato di tre anni di tagli alla scuola pubblica, di classi sovraffollate, di corsi di recupero inesistenti e del calo del numero dei docenti di ruolo. Il problema della selezione scolastica, del numero elevato degli abbandoni e delle bocciature doveva essere la priorità di questo Governo.
Dal suo insediamento, però, è ormai passato un anno e se il dato delle bocciature quest anno non aumenterà in maniera eclatante, non è certo destinato a diminuire. La media nazionale del numero di alunni per aula è aumentato da 23 a 24. La scorsa Finanziaria ha previsto 46OO miliardi di tagli diluiti in tre anni, eppure già quest anno nelle maggiori città sono stati accorpati e fusi diversi istituti e diverse classi. É il caso di Milano dove sono spariti 6 istituti, ma anche di Pavia, Lucca, Roma, Aosta, ecc. ecc.. Il movimento studentesco ha criticato gli scorsi Ministri della Pubblica Istruzione per non avere finanziato adeguatamente i corsi di recupero. Berlinguer è andato oltre: ne ha annunciato l’abolizione. Questo non gli ha impedito di fare diverse aperture ai finanziamenti alla scuola privata. Fermare la selezione scolastica "Toccherà ai singoli istituti organizzare in modo autonomo il recupero formativo degli allievi" ha dichiarato il Ministro. Ogni scuola aveva già l’autonomia di decidere con che modalità fare i corsi di recupero. Eppure nella quasi totalità delle scuole i corsi sono stati organizzati male, di poche ore, ed in alcuni istituti non si sono nemmeno tenuti. La realtà è che nonostante si sia riconosciuta la libertà formale alle scuole di organizzare le attività di recupero come preferissero, non è arrivato neanche un finanziamento per garantire dei corsi di recupero decenti. Dopo tutto questo, Berlinguer non dice niente sulla questione dei finanziamenti, ma è pronto a riconoscere alle scuole ancora maggiore autonomia. I corsi di recupero sono uno strumento che dobbiamo difendere contro la selezione didattica ed economica."Tale selezione dei percorsi formativi non è un processo qualitativo e meritocratico ma piuttosto un processo che tende a riprodurre le condizioni di appartenenza sociale e territoriale iniziali" e "gli studenti più deboli non sembrano più neanche in grado di confrontarsi con i processi di valutazione formativa e finale del sitema scolastico, preferendo alle difficoltà di un recupero senza sostegni da parte della scuola la via dell’abbandono" (Rapporto Censis 1996 sulla scuola). Negli ultimi anni sono spariti 363 istituti, o per chiusure o per accorpamenti, e si sono persi 130mila posti di lavoro nella scuola. Questo vuol dire più studenti concentrati in meno scuole e in meno classi. A questo va aggiunta l’introduzione di nuovi metodi di valutazione (trimestri e pagellini) che raddoppiano o addirittura triplicano le valutazioni a cui è sottoposto lo studente, naturalmente a scapito delle ore di spiegazione. In questa situazione "gli studenti più deboli" economicamente e, quindi, culturalmente, che non possono essere aiutati dalla famiglia o da costose ripetizioni private, vengono svantaggiati "preferendo -come spiega il Censis- alle difficoltà di un recupero senza sostegni della scuola la via dell’abbandono". Questa è una vera e propria selezione di classe. Non è un caso che il maggior numero di bocciature e di abbandoni scolastici investano proprio gli Istituti Tecnici e Professionali dove è più alto il numero di figli di lavoratori. Difendiamo i corsi di recupero I corsi di recupero devono dare, invece, a tutti la possibilità di recuperare e stare a pari passo con i ritmi scolastici indipendentemente dalle proprie condizioni economiche. Essi devono essere un vero e proprio "servizio di recupero e sostegno dello studente" permanente e facoltativo durante tutto il corso dell’anno. Lo studente deve sapere che ogni pomeriggio può andare a scuola a chiedere aiuto per avere nuove spiegazioni o per preparare le interrogazioni. La scuola deve assumere nuovi docenti adibiti al recupero, presenti tutto l’anno scolastico. I corsi, invece, sono stati mal finanziati, casuali, tenuti per una o due settimane su tutto l’anno e soprattutto sono stati tenuti dagli stessi docenti che facevano lezione la mattina. Abbiamo avuto casi di scuole dove un solo docente faceva lezioni di recupero a due o tre sezioni contemporaneamente, o dove si facevano due ore di recupero su un programma di tre o quattro mesi!!! Invece di dare un impegno serio a finanziare e riformare gli attuali corsi, Berlinguer ha deciso di abolirli direttamente, lasciando ad ogni scuola la scelta di come sostituirli. È facile immaginare che ogni scuola li sostituirà con le forme di recupero che si può permettere. Gli Istituti frequentati da studenti di alta estrazione sociale chiederanno contributi alle famiglie per garantire le forme di recupero più sofisticate. Quelli frequentati da figli di lavoratori, come tecnici o professionali o licei di periferia, non avranno neanche la possibilità di svolgere i vecchi corsi di recupero. Nessun problema: la selezione scolastica andrà comunque avanti inesorabile. La difesa dei corsi di recupero deve essere un obiettivo prioritario per una lotta a favore di un reale diritto allo studio. In questi mesi sarà compito degli attivisti nelle scuole raccogliere dati sulle bocciature nel proprio istituto, sul numero degli abbandoni, sulla media di alunni per aula, su come siano stati svolti i corsi di recupero e su cosa li sostituirà. Come Comitato in difesa della Scuola Pubblica ci proponiamo di centralizzare questi dati perchè possano servire anche dal prossimo anno a iniziare una discussione sul significato della selezione di classe e su che tipo di sostegni debba dare la scuola agli studenti. Contattaci e richiedi il nostro documento "Per una scuola di massa, pubblica e democratica. Contro l’Autonomia Scolastica". |