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Scritto da Paolo Brini   

I lavoratori chiedono ai sindacati più coraggio


Ad aprile è stata licenziata dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm la piattaforma per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici che scadrà il 30 giugno. Come spiegato nello scorso numero di questo giornale la piattaforma, pur avendo nella parte normativa alcuni aspetti di novità, su questioni come il salario, precarietà e flessibilità oraria rimane ancora insufficiente.

Ben altro che i 101 euro lordi di aumento al terzo livello sono necessari ai lavoratori per recuperare quanto perso in questi anni, come molto altro è necessario per porre un freno alla precarietà e al peggioramento delle condizioni di lavoro nelle fabbriche. Proprio perché queste questioni sono sempre più sentite  tra i delegati e i lavoratori fin da marzo ci eravamo fatti promotori di un appello per una piattaforma migliore, che aveva raccolto l’appoggio di oltre un centinaio tra delegati e Rsu e che era stato pubblicato su Il Manifesto a fine marzo, con lo scopo di non lasciare la piattaforma nelle mani dei vertici e renderla oggetto di discussione tra i lavoratori (quelli che poi dovranno sostenerla con gli scioperi nei prossimi mesi).

Abbiamo difeso queste istanze anche al Comitato centrale della Fiom il 16 aprile facendo appello perché siano i lavoratori nelle assemblee a decidere. In queste settimane ci siamo spesi a promuovere ovunque possibile un ordine del giorno che lanciasse un messaggio chiaro ai vertici sindacali.

Le assemblee che dovevano svolgersi tra il 22 aprile e la metà di maggio in verità si sono concentrate a ridosso del referendum, rendendo difficile ogni iniziativa dei lavoratori volta a migliorare la piattaforma ed estromettendoli di fatto da ogni decisione che non sia la semplice ratifica.

Nonostante ciò l’ordine del giorno ha raccolto un buon sostegno e molto interesse, e proprio per il mandato ricevuto dai lavoratori lo ripresenteremo all’assemblea nazionale di Fim, Fiom e Uilm in programma il 25 maggio.

La vertenza sarà lunga e difficile e la modesta rivendicazione salariale in primo luogo non aiuta certo a incentivare la mobilitazione, ma ancora una volta saremo in prima fila nella mobilitazione. Una piattaforma più audace avrebbe sicuramente facilitato il compito di organizzare una mobilitazione adeguata: così non è e ancora una volta dovranno essere i delegati e gli attivisti più determinati a farsi carico del buon esito della vertenza. Il testo che segue ricalca quelli approvati in diverse assemblee di fabbrica


Ordine del giorno


Valutata la piattaforma per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici che scade il 30 giugno, esprimiamo il seguente parere:

Pur presentando alcuni passi avanti in merito alla parte normativa, non si può non registrare che su almeno tre questioni decisive come salari, precarietà e flessibilità oraria le rivendicazioni contenute siano ancora insufficienti rispetto alle reali esigenze dei lavoratori.

Salario: l’aumento medio proposto di 117 euro mensili lordi per il quinto livello, cioè 101 euro per il terzo, a cui sono da aggiungere 30 euro lordi sia come minimo per tutti i futuri contratti aziendali, sia come indennità per chi non fa la contrattazione integrativa, è un aumento ancora lontano dal poter permettere almeno un effettivo recupero del potere d’acquisto perso in questi anni.

Precarietà: la proposta di un tetto del 15% nell’utilizzo di lavoratori a termine o con contratti interinali, pur tentando di inserire dei paletti alla dilagante flessibilità introdotta in questi anni è ancora estremamente limitata tenendo anche conto che da questo 15% sono esclusi i contratti di apprendistato e d’inserimento.

Estensione dell’orario plurisettimanale: allargare il numero delle aziende, pur coinvolgendo le Rsu, che ne hanno facoltà di utilizzo significa creare le condizioni per un ulteriore peggioramenti delle condizioni di lavoro in generale.

Considerando che l’industria metalmeccanica sta affrontando una fase positiva dove al contrario degli scorsi anni le aziende chiedono più straordinari per affrontare le richieste dei mercati, crediamo che sia in particolare questo il momento in cui dobbiamo presentarci alla controparte con una piattaforma che vada incontro alle reali esigenze dei lavoratori.

Per questo motivo chiediamo alle segreterie di riaprire il confronto coi lavoratori per giungere a una ridifinizione sui tre punti in questione.

Per avere aumenti salariali maggiori e uguali per tutti.

Perché nel tetto del 15% siano compresi anche i contratti di apprendistato e d’inserimento.

Perché non venga estesa ulteriormente la possibilità delle aziende di usufruire dell’orario plurisettimanale.

 

23/05/07 

 
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