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In quest'articolo il marxista tedesco Hans-Gerd Öfinger
spiega i principali passaggi del processo di creazione della Die Linke in
Germania.
La Die Linke è spesso presa come esempio da tutti i sostenitori in Italia della
creazione di un nuovo soggetto a sinistra. E' stata un punto di riferimento per
i fautori della Sinistra Europea e lo è ora per quelli del Cantiere della
Sinistra. E' sufficiente dare una lettura a questo breve testo per comprendere
le enormi differenze tra il processo in Germania e quello in Italia.
La Linke nasce come fusione di due organizzazioni prive di
un proprio radicamento diffuso su tutto il territorio nazionale. Cosa che non
si può dire nè per il Prc né per la Sinistra Ds. Ma è soprattutto il contesto
politico a segnare la differenza principale: il partito tedesco nasce nel segno
dell'opposizione al governo di grande coalizione della Merkel e questo
determina inevitabilmente il clima positivo che gli si è creato attorno. La
collocazione all'opposizione lo rende più facilmente permeabile a tutte le
forze che nella società si pongono l'obiettivo del cambiamento. Tutto il
contrario di un soggetto a sinistra che in Italia nascerebbe sotto il segno del
Governo e nel nome della disciplina ai 12 punti di Prodi.
Come spiega
l'articolo, comunque, anche in Germania non saranno solo rose e fiori: il nuovo
partito eredita dalla fusione non solo un certo radicamento tra settori operai,
ma anche l'apparato burocratico e le incoerenze della Wasg e della L.Pds. Il
coinvolgimento di quest'ultima nel governo dello Stato federale di Berlino è
già stato e continuerà ad essere fonte di continue contraddizioni tra il
settore più moderato della Linke e quel settore di attivisti avvicinatisi a
questa formazione con ben altre aspettative. Una questione accomuna sicuramente
Italia e Germania: quella della necessità di sviluppare un programma
alternativo al riformismo, oggi la tendenza di pensiero dominante nelle
organizzazioni di sinistra di entrambi i paesi.
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dal sito In defence of Marxism
Un nuovo partito di sinistra, Die Linke, sarà
formato in Germania a metà giugno. Dopo un (probabile) successo ed uno
schiacciante risultato del voto per posta tra tutti gli iscritti della Linkspartei.PDS
(L.PDS), partito tradizionalmente radicato nell’est del paese, e della WASG
(Alternativa per la Giustizia Sociale) più diffusa tra l’elettorato dell’ovest,
entrambi i partiti si scioglieranno nel corso dei due rispettivi congressi
tenuti in contemporanea e si uniranno in un unico partito: Die Linke. Con i
suoi 60.000 iscritti provenienti dalla L.Pds e 10.000 dalla Wasg si tratta
della formazione politica a sinistra della socialdemocrazia tedesca (Spd) più
significativa da generazioni. Può contare su un gruppo parlamentare composto da
53 membri, con una percentuale elettorale dell’8,7% nelle elezioni del 2005 del
Bundestag (il parlamento federale).
La Pds esiste dal 1990. E’ stata formata su ciò che era
rimasto del vecchio Partito Comunista della Germania dell’Est, la Sed, al
momento dell’implosione del vecchio regime. Da allora ha consolidato una base
di massa nell’Est del paese, con un apparato finanziario, una struttura
organizzativa e diversi consiglieri, sindaci, parlamentari, ma allo stesso
tempo ha fallito nel radicarsi ad ovest dove prevale ancora un clima di
pregiudizio anti-comunista. L’arrivo della Wasg nell’arena politica dal 2004,
ha fatto comunque la differenza. Quest’ultima non fu pensata originariamente
come un partito separato. Quando l’ex cancelliere socialdemocratico Gerhard
Schröder e la sua coalizione governativa con i Verdi intimarono all’Spd di
accettare le politiche anti-operaie dell’ “Agenda 2010” la prima reazione fu la
formazione di un’opposizione all’interno della stessa socialdemocrazia forte
dell’appoggio di circa 20.000 iscritti, tra cui molti attivisti sindacali, la
sinistra della gioventù socialista e vecchi leader ancora in circolazione dagli
anni ’70. Quando i dirigenti di quella opposizione spontanea, in maggioranza
parlamentari con l’aggiunta del dirigente nazionale del sindacato degli edili,
si rifiutarono di fare alcunché per strutturarla, la cosa crollò tanto
rapidamente quanto era stata costruita. 8 mesi dopo, all’inizio del 2004, altri
funzionari sindacali e iscritti della Spd in Baviera presero l’iniziativa di
mettere in piedi quello che sarebbe poi stata la Wasg. I dirigenti di questo
raggruppamento, in buona parte socialdemocratici delusi e funzionari sindacali
con una certa influenza che chiedevano un cambio di rotta della politica del
partito, furono rapidamente espulsi dall’apparato della Spd. Finirono così per
catalizzare la formazione di un nuovo partito che iniziò ad attrarre sia strati
sia di persone più o meno giovani prive di una militanza precedente, sia membri
di gruppi politici più piccoli.
La neonata Wasg si presentò alle elezioni regionali del Nord
Reno Westphalia (NRW) nel maggio del 2005. Elezioni in cui la Spd fu battuta
proprio in quella che è una loro roccaforte storica, una regione industriale di
cui detengono il governo da circa 40 anni. Il 2,2% ottenuto dalla Wasg in uno
stato federale con circa 18 milioni di abitanti, fu visto come un risultato
incoraggiante anche alla luce dell’1,1 racimolato dalla Pds. Quando il
cancelliere Schröder fu costretto a sciogliere il Bundestag di fronte alla
disfatta nel Nord Reno Westphalia, fu quasi una scelta forzata per la Wasg e la
Pds provare a coalizzarsi per le successive elezioni del settembre 2005. La Pds
infatti aveva subito una sconfitta demoralizzante nelle elezioni del 2002 e
(con solo due eccezioni) aveva perso tutti i seggi nel Bundestag. Il partito si
poteva così ripresentare alle elezioni dopo un cambio di nome (da Pds a L.Pds)
rafforzato dalle forze fresche della Wasg. Un fattore importante di questo
recupero è stata sicuramente la personalità di Oskar Lafontaine, presidente
della Spd tra il 1995 ed il 1999, ex ministro delle finanze tra il ’98 ed il
’99 del primo governo Schröder, che aveva abbandonato le proprie cariche nel
1999 per protestare contro lo slittamento verso destra delle politiche dello
stesso Schröder. E’ stato in effetti uno dei più convinti sostenitori
dell’unità tra il Pds e la Wasg dopo il maggio del 2005. Lafontaine è adesso il
leader parlamentare della nuova formazione (insieme a Gregor Gysi) e verrà
eletto come uno dei due presidenti del futuro partito. Nonostante agli occhi dei più L.Pds e Wasg
sono uniti dal 2005, il processo burocratico di fusione,complicato e per certi
versi doloroso, ha portato via diverso tempo. Dal primo momento i sostenitori
della rivista marxista Der Funke sono stati a favore di simile unificazione,
dato che nessuna reale differenza esiste nei contenuti e nella sostanza delle
linee politiche di entrambi i partiti e per il fatto che il movimento operaio
tedesco dopo una serie infinita di scissioni non può che caldeggiare l’unità.
Dato che la Grande Coalizione tra Cristiano Democratici e
SocialDemocratici, sotto la direzione del Cancelliere Angela Merkel sta
portando avanti attacchi frontali contro sanità e pensioni e che la “riforma”
del sistema di sussidi di disoccupazione sta causando un rapido impoverimento
senza la contemporanea creazione di nuovi posti di lavoro, ci sarà spazio per
una crescita del nuovo partito di sinistra. Ma dall’altra parte il
coinvolgimento della L.Pds nel governo dello Stato di Berlino, uno dei 16 stati
federali, non può che essere fonte di scontento tra ampi settori degli
iscritti. La Pds è in coalizione con la Spd di Berlino dal 2001 ed ci sono
grosse critiche per il loro appoggio a tagli alla spesa pubblica e
privatizzazioni. Per esempio la giunta di Berlino ha deciso di privatizzare la
locale cassa di risparmio. Così mentre l’ala moderata del nuovo partito trae la
propria forza da molti dei funzionari provenienti dall’est, ci saranno anche
correnti di sinistra che tenderanno a considerarsi un contrappeso a tutti
coloro che sembrano essersi scordati i propri principi politici, soprattutto
dopo esservi venuti a trovare in posizioni istituzionali.
La maggioranza del nuovo partito è chiaramente contraria
alle privatizzazioni così come ad ogni intervento militare delle truppe
tedesche. Nel programma del partito ci saranno anche dei riferimenti
all’obiettivo del socialismo e alla presa di possesso delle leve fondamentali dell’economia.
Con attivisti sindacali nelle proprie fila in diversi punti del paese, il nuovo
partito avrà buone possibilità di intervenire nelle lotte operaie e nelle
attività sindacali, trovandovi inevitabilmente un ascolto. Nel Saarland,
roccaforte dello stesso Lafontaine con poco più di un milione di abitanti, il
partito unificato conterà mille iscritti. Tra diversi settori della popolazione
c’è ancora un atteggiamento di attesa, ma molti hanno indicato la propria
volontà di aderire una volta che sarà formato con successo. Rimane infine da
vedere se saranno confermate le voci che dicono che più di un parlamentare
dissidente della Spd potrebbe passare dall’altro lato della barricata ed unirsi
alla Die Linke.
I dibattiti interni e gli scontri politici non potranno che
intensificarsi man mano che il coinvolgimento nel governo di Berlino si
trasformerà in un vero e proprio tallone d’Achille per il partito. Dall’altra
parte, alcuni settori del partito già accarezzano l’idea di preparare l’entrata
nel governo federale dopo il 2009. Quindi sarà inevitabile lo sviluppo di un
dibattito tra posizioni riformiste e posizioni più radicali sin dai suoi primi
attimi di vita. E mentre continua lo slittamento verso destra della Spd, il
nuovo partito avrà enormi possibilità per crescere e intervenire nel movimento.
Avranno luogo dibattiti politici e teorici attorno alla necessità di resistere
alla tentazione di occupare posizioni governative e tradire la propria
ispirazione politica. Le tradizioni reali del socialismo tedesco sono
rappresentate da rivoluzionari come Rosa Luxemburg and Karl Liebknecht, il cui
anniversario di morte nel 1919 è commemorato pubblicamente dal partito e da
decine di migliaia di persone ogni gennaio. E’ fondamentale che negli anni
decisivi che ci aspettano, le idee marxiste per cui hanno lottato non siano
dimenticate ma al contrario recuperate e rafforzate.
25 aprile 2007
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