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Modena
Qualche anno fa la New Holland (ex Fiat Agri) acquisiva nel suo gruppo la Case americana (trattoristica), diventando così gruppo CNH mondiale. Il gruppo è solido e negli anni arriva a traguardi di mercato invidiabili, ma l’acquisto della Case è un’azione finanziaria pesante che i padroni devono in qualche modo recuperare.
Parte così la campagna della revisione tempi affiancata ad un cambio dell’organizzazione del lavoro rubato alla Toyota (il metodo cosiddetto Kaizen). Il metodo “sfrutta” l’esperienza dei lavoratori che con lo “zuccherino” di partecipare al Team di reparto (facendo credere che noi lavoratori abbiamo una qualche voce in capitolo e siamo parte dell’azienda) ed il coinvolgimento diretto degli operai, suggerisce ai nuovi metodisti come fare a produrre di più cambiando a proprio piacimento la postazione di lavoro (meno movimenti, meno magazzino, teoria “one peace flow”). Si parte con le nuove cartelle mansionarie (in cui sono indicate le operazioni che ogni lavoratore deve svolgere in ogni postazione) sulla linea chiamata Apl. Il sindacato propone un periodo di prova ma il peggioramento è vistoso e il malumore cresce. La Rsu propone all’azienda di aggiungere una persona ed una cartella mansionaria in più per dissaturare le altre. L’azienda tira fuori dal cilindro una cartella con due misere operazioni che nulla risolve. Allora si parte con la prima protesta: un’ora di sciopero con assemblea ed il giorno dopo si replica con l’ultima ora di ogni turno; adesione al 95%!
Intanto la commissione tempi effettua le prime verifiche. Si scopre la prima magagna, la produttività risulta maggiore rispetto a quella concordata e stabilita nelle cartelle mansionarie. Si va al tavolo con l’azienda facendo presente il problema, l’azienda sembra convenire, ma il risultato è pressoché invariato: si agisce ancora su quella mezza cartella aumentando le percentuali delle operazioni. Allora si torna allo sciopero, stavolta un’ora e mezza: tutti compatti, adesione al 100%. La proposta della Rsu viene infine accettata. L’unione e la determinazione dei lavoratori hanno pagato.
Pochi giorni dopo è la volta della Saldatura, un reparto dove l’aria che si respira non è certo delle migliori. Anche lì c’è un aumento dei ritmi del 30% a parità di personale. I lavoratori indicono immediatamente l’assemblea dove si decide un momento immediato di protesta con tre ore di sciopero, le ultime di ogni turno.
Si sospendono le nuove cartelle e si passa ad un’analisi dei problemi del reparto. La Rsu propone un piano di risanamento con interventi mirati al miglioramento ambientale (potenziamento delle aspirazioni, inserimento di piani di aspirazione su una linea di saldatura e più manutenzione ai filtri). Adesso si aspetta la conclusione dei lavori, intanto registriamo che quando si attaccano le condizioni di lavoro, i lavoratori si uniscono e agiscono in modo determinato. È nostro compito riuscire a portare anche sui temi nazionali questo sentire, per ricostruire un movimento dal basso che sappia spingere il sindacato ad abbandonare questa politica concertativa basata sullo scambio e sulle concessioni.
23/04/07
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