Scuole che cadono a pezzi, classi superaffollate, tagli di docenti…
Ecco l’effetto dei provvedimenti relativi all’istruzione pubblica
presenti nell’ultima finanziaria; uno su tutti l’aumento del rapporto
tra insegnanti e studenti (il famoso 0,4%).
Quello che sta accadendo il Lombardia pare drammaticamente esplicativo rispetto alla portata di questi “tagli indiretti”. Le cifre parlano chiaro: per le nuove classi prime della scuola secondaria si parla di una media che sfiora la quota dei trenta alunni, con punte di 37-38 alunni per classe, come nel caso dell’istituto tecnico Besta di Milano. A subire questi tagli sono principalmente scuole tecniche e professionali, con conseguente peggioramento della didattica e delle condizioni di studio: altro che superamento della logica delle scuole di serie A e di serie B, il doppio binario di Fioroni è, nei fatti, l’espressione più fedele del concetto di scuola di classe dove solo a pochi danarosi sono concesse condizioni di studio decenti.
E non ci venga a parlare il ministro Fioroni di scuola di qualità, lotta al bullismo e alla dispersione scolastica quando, attraverso provvedimenti come questi, ne è il principale artefice!
Mentre si fa peggiorare, colpo dopo colpo, taglio dopo taglio, la scuola pubblica, con l’altra mano viene finanziata e favorita in tutti i modi la scuola privata.
È importante far notare che in Italia, a differenza di altri paesi, le scuole private sono minoritarie e, negli ultmi anni, sono in netto calo di iscritti.
Quello che avviene a tutti i livelli, da quello ministeriale, a quello regionale fino a quello comunale è un’indegno e costante furto alla scuola pubblica. Anche in questo la regione Lombardia è in prima fila, come mostra chiaramente questa tabella pubblicata dal gruppo consiliare del Prc in Regione Lombardia.