Nell'ultimo periodo all'interno di Rifondazione Comunista in Toscana si è sviluppato un intenso dibattito rispetto all'entrata nella giunta regionale. In questo articolo Sandro Pollini sviluppa la posizione difesa dai sostenitori di FalceMartello nell'ultima riunione del Comitato politico regionale.
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Da 12 anni Rifondazione Comunista è all’opposizione in Toscana. E tutte le ragioni di tale opposizione sono confermate oggi da una serie di episodi significativi. Citiamo direttamente da un volantino che diversi circoli di Firenze stanno facendo circolare in città in questi giorni:
“Niente di nuovo in Regione Toscana. Purtroppo…
A due anni dall’elezione di Martini, elezione che ci vide schierati all’opposizione della nascente giunta regionale, che bilancio possiamo trarre del suo operato? Disastroso: le ragioni che ci hanno visto all’opposizione continuano ad essere confermate dagli stessi fatti.
Privatizzazione dell’acqua e rincari delle tariffe. E’ di pochi giorni fa la notizia che il Direttore di Publiacqua, la società a proprietà pubblica ma gestita come una società per azioni, ha annunciato un aumento delle tariffe del 9,5%. Caspita. Che è successo? C'è stato un calo dei consumi: 84 milioni di m3 invece dei 92 iscritti in bilancio. Perciò, ha detto con logica inesorabile Publiacqua, bisogna far pagare di più le utenze, dato che "la tariffa deve coprire costi operativi, investimenti e remunerazione del capitale". Questa è la notizia, ed è fantastica, perchè mostra in modo limpido a quali conseguenze conduce la linea della gestione "privatistica".E la Giunta Regionale? La giunta regionale ha bocciato, solamente pochi mesi fa (novembre 2006), la proposta di legge d’iniziativa popolare, accompagnata da ben 43 mila firme, che chiedeva la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato.
Precarietà e sicurezza sul lavoro. Pochi giorni fa l’ennesimo incidente mortale sul lavoro. Sono stati 72 lo scorso anno. La Giunta regionale, a tutt’oggi, non sa proporre altro che bei propositi ed una situazione in cui precarietà e flessibilità dilagano anche nel settore pubblico
Trasporti regionali e Tav. Mentre il degrado della linea ferroviaria regionale è sotto gli occhi di tutti, questa giunta continua a difendere i lavori dell’Alta Velocità tra Bologna e Firenze. Lavori finiti sotto accusa proprio recentemente per i diversi errori commessi nel “bucare” le montagne. Continua a restare favorevole al sottopasso ferroviario a Firenze e all’autostrada sulla costa tirrenica esempi di scempio di risorse ambientali ed economiche.
Sanità verso la definitiva privatizzazione? Le future Società della Salute in alcune zone (Montevarchi) sono diventate SpA e si va in quella direzione anche nel resto della Regione
Salute: mentre in nome della salute continua la crociata contro gli Euro 0 (con buona pace per chi non ha i soldi per cambiare mezzo di trasporto), Martini continua a difendere la costruzione di nuovi inceneritori e del rigassificatore a Livorno
Le politiche di pace si limitano a far sfilare il Gonfalone, ma non ci sono iniziative concrete per la chiusura Camp Darby. Si rimandano politiche a tutela della salute e del territorio”
Eppure, nonostante questo, il partito sembra avviato ad un’entrata nella stessa giunta Martini. Il Comitato Politico Regionale (Cpr) ha infatti approvato a maggioranza un documento che giudica positivamente la piattaforma proposta da Martini come base dell’accordo. Ma non sarà rose e fiori per l’attuale direzione regionale del Prc. Nel Cpr chi scrive è stato l’unico a votare contro (43 favorevoli, 1 contrario) ma si sono registrate anche 12 astensioni. Si tratta di astensioni significative perché tra di esse si trovano anche segretari di intere federazioni.
La relazione del segretario regionale Pecorini ha rivendicato il superamento di Toscana Democratica (questo è il nome del centrosinistra in Toscana senza il Prc), l’avvio della costituzione dell’Unione e il superamento della cosiddetta anomalia toscana. Molto del ragionamento politico della segreteria regionale si basa sul fatto che il centrosinistra avrebbe finalmente riconosciuto il Prc come soggetto politico autonomo e paritario, come se si trattasse di una straordinaria conquista. Di fatto l’unica visto che la stessa mozione di maggioranze del Cpr riconosce che il documento Martini “su temi spinosi quali le grandi infrastrutturazioni e il ciclo dei rifiuti, l’articolato contiene una “fertile ambiguità”, che sebbene ancora non modifica come dovrebbe alcune scelte, apre molti spazi perché ciò possa avvenire in futuro” . A proposito dovrebbe valere l’esperienza che il partito ha maturato sul programma dell’Unione che in quanto a fertili ambiguità era effettivamente una jungla tropicale.
In realtà stiamo dando solo una cambiale in bianco a Martini in cambio di promesse generiche e frasi fumose. Per fortuna la consapevolezza che il partito si sta avviando su una strada pericolosa sta cominciando a farsi strada. Come già detto il regionale ha visto solo il nostro voto contrario, ma la contrarietà all’accordo aumenta man mano che si scende nei livelli più bassi del partito. A riguardo crediamo che i compagni che si siano posti su un terreno d’astensione, debbano al più presto abbandonare ogni reticenza per intraprendere una seria battaglia d’opposizione.
Altra nota va fatta per le mozioni congressuali. La divisione attraversa trasversalmente la prima e la seconda mozione. Parte dell’Ernesto si siede ormai in maniera stabile in maggioranza. In più d’un federale i loro voti saranno determinanti per far passare la linea dell’accordo. Rischiamo di essere determinanti in senso esattamente opposto anche le autosospensioni dei compagni di Sinistra Critica (assenti infatti al Cpr). Tutta la vicenda Martini dimostra dialetticamente quanto il partito possa oggi spostarsi a destra ma anche la reazione che vi si sta creando all’interno. E nel dire questo non ci riferiamo tanto a questo o quel dirigente che oggi prende una posizione critica, ma alla reazione positiva che coinvolge più di un circolo del partito.
Riportiamo infine il documento da noi presentato al Cpr in alternativa a quello della maggioranza:
“La prossima entrata di Rifondazione nella giunta regionale Martini ripercorre quello che già è stato il cammino seguito dal partito a livello nazionale. E crediamo che il risultato sarà ugualmente disastroso. Come successo nell’Unione nazionale, a livello toscano i nostri dirigenti stringono un accordo con il centrosinistra sulla base di una carta d’intenti programmatici priva di impegni precisi e piena di frasi generiche e vuote. Il reale contenuto delle politiche condotte fin qua da Martini (privatizzazione dell’acqua, estensione della logica delle Spa, attacco ai livelli occupazionali nel settore pubblico, rigassificatore, inceneritori ecc.) viene così completamente rimosso dalla nostra analisi a favore di una vaga speranza di poterlo piegare alle nostre ragioni.
Non solo Martini non si piegherà agli interessi che vogliamo rappresentare, ma sposterà complessivamente a destra il baricentro della politica del Prc. Non è casuale che il centrosinistra prema sul nostro partito per includerlo nella maggioranza di governo regionale. Le difficoltà in cui versa il centrosinistra gli impongono di non avere un fianco scoperto alla propria sinistra. Ci vogliono in giunta per renderci complici delle proprie politiche e quindi incapaci di raccogliere a sinistra lo scontento che cova nella loro stessa base sociale.
La scelta del Prc è aggravata ulteriormente dal fatto che in Toscana non c’è nessun Berlusconi da battere. Agli occhi della nostra base la nostra scelta sarà ancora più incomprensibile. Sono altri gli orizzonti a cui dobbiamo guardare: sono le mobilitazioni dei precari della regione, sono le lotte contro la Tav, gli inceneritori e i rigassificatori, sono le campagne in difesa del Tfr e alle lotte per la sicurezza sul posto di lavoro. E’ qua che rafforzeremo il partito. Non lo rafforzeremo di certo entrando in una giunta che ci darà forse più esposizione mass-mediatica, ma ci isolerà da quelle mobilitazioni che sono la nostra base vitale. Per questo il Cpr esprime un giudizio negativo sul documento presentatoci dal centrosinistra e un’opposizione a qualsiasi ipotesi di ingresso nella giunta regionale.”
19 aprile 2007
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