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La lotta dell’Avio a Pomigliano d'Arco Stampa E-mail
Scritto da Jacopo Renda   

Ritiro immediato del licenziamento del delegato Santarelli!

 

Nella giornata di Venerdi 16 Marzo la vertenza dell’Avio, che dura da mesi, ha avuto una accelerazione.

Verso le 11 infatti l’azienda ha consegnato la lettera di licenziamento ad Antonio Santorelli principale dirigente della Fiom in fabbrica, delegato sindacale e segretario dei circoli di fabbrica del Prc di Pomigliano.

Il motivo del licenziamento è una supposta aggressione da parte di Santorelli ad un guardiano, in realtà una vera e propria provocazione ad arte costruita dall’azienda per decapitare la lotta durante la vertenza sulla cassaintegrazione e sul futuro dell’azienda in modo da inasprire i toni del conflitto e determinare la rottura della trattativa.

Questo provvedimento va certamente collegato al richiamo, anch’esso falso e pretestuoso, contro un altro sindacalista della Fiom Luigi Izzo che si è visto recapitare una convocazione per “abbandono del posto di lavoro” dopo che gli era stata richiesta una prestazione lavorativa in un altro reparto.

Delle provocazioni chiare, una vera e propria dichiarazione di guerra contro il sindacato e i lavoratori in lotta.

Appena venuti a conoscenza della notizia i lavoratori hanno subito indetto uno sciopero a oltranza e compattamente sono usciti dalla fabbrica bloccando le merci in uscita, e organizzando un presidio permanente davanti alla fabbrica.

Questo ultimo avvenimento  è solo l’epilogo di un atteggiamento di assoluta chiusura da parte dell’azienda che sembra intenzionata a ridimensionare il ruolo dell’Avio nella zona di Pomigliano.

Infatti i 114 lavoratori posti in cassaintegrazione per due anni appartengono al reparto revisioni e il provvedimento avviene, a detta dell’azienda, in seguito alla perdita della commessa di Alitalia avvenuta lo scorso Giugno, affidata ad una ditta israeliana, la Badek. La maggioranza di loro rischia di non rientrare più in fabbrica.


“Facciamo come a Melfi” resistiamo un minuto in più del padrone!


In questi giorni da parte dei lavoratori si è dimostrata una forte determinazione nella richiesta della revoca immediata del provvedimento contro Santorelli e nella prosecuzione della vertenza. Sono state adottate forme di lotta come lo sciopero ad oltranza ed il blocco delle merci. Infatti è sempre più chiaro che in gioco c’è il futuro dell’azienda e che per fermarlo “bisogna fare come a Melfi”.

La questione Avio si inserisce in un contesto in cui in Campania nel 2006 circa 90 aziende metalmeccaniche sono state investite da crisi e processi di ristrutturazione. Su un totale di 12 mila lavoratori del settore, circa 7 mila sono interessati da cassa integrazione o mobilità.

Ora più che mai è necessario proseguire la mobilitazione ed estenderla a tutte le aziende del polo di Pomigliano e più in generale alle aziende in crisi, convocando un sciopero generale.

La combattività dei lavoratori e le decine di ore perse di scioperi in questi mesi dimostrano che c’è la possibilità di risolvere la vertenza non limitandosi alla richiesta della rotazione della cassaintegrazione ma proponendo la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

L’azienda infatti si vanta di avere firmato con la General Electric un accordo per produrre il motore del nuovo 747-8 della Boeing oltre ad aver  realizzato solo nel primo trimestre del 2006 ricavi in crescita del 13,5% rispetto allo stesso periodo del 2005, continua ad usufruire dello straordinario e del lavoro internale.

In questi giorni la regione attraverso l’assessore Gabriele si è detta disposta a sostenere i costi di un corso di formazione regionale per alcuni lavoratori coinvolti nella ristrutturazione e lo stesso assessore alle attività produttive Andrea Cozzolino si è detto disposto “mettere in campo una serie di iniziative per risolvere la vertenza”. Ancora una volta i padroni dell’Avio battono cassa , usando soldi pubblici cioè dei lavoratori stessi per risolvere la vertenza mentre si ingrassano coi profitti e dismettono la produzione.

Ancora una volta l’unica cosa che i padroni sanno fare è nazionalizzare le perdite e privatizzare i profitti. Abbiamo già dato abbastanza!

Oggi più che mai il futuro dello stabilimento di Pomigliiano e di tutto il settore aerospaziale a partire dall’Avio fino all’Alitalia può avere un futuro solo rinazionalizzandolo. Ricordiamo che fino a pochi anni fa Avio era di proprietà pubblica, stiamo solo parlando del fatto che questa azienda venga ritorni nelle mani di chi, lo Stato, ha rilanciato la fabbrica e venga tolta dalle mani di chi ne ha voluto solo spremerne la forza lavoro per ottenerne ricchezza e profitti.

 Le mobilitazioni di questi giorni dimostrano che i lavoratori hanno la forza per ottenere questo risultato, salvando la fabbrica e garantendo un futuro occupazionale stabile e sicuro


Ritiro immediato del licenziamento di Santarelli e di tutti gli altri provvedimenti disciplinari.

•No alla cassaintegrazione, se il lavoro non c’è si divida quello che c’è tra i lavoratori riducendo l’orario di lavoro a parità di salario

•Per uno sciopero generale provinciale

•Solo la nazionalizzazione può salvare il futuro dell’Avio e di tutta l’industria aerospaziale 

 

14/03/2007 

 
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