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Una lotta unita per lavoro e salute Dopo l’assemblea del 30 gennaio, la Cgil e Rifondazione hanno convocato un’assemblea cittadina per discutere dello scalo di Ciampino e dei problemi creati dall’esplosione incontrollata dei voli, seguita alla privatizzazione dello scalo e all’arrivo delle compagnie low cost.
L’unica centralina installata per monitorare l’inquinamento dell’aria ha dato dei risultati allarmanti: tra dicembre e gennaio per il 70 per cento dei giorni il livello delle polveri sottili supera il limite di legge. Se questo livello mette a forte rischio la salute di tutta la popolazione di Ciampino, è ancora più pericoloso per i lavoratori, che lavorano negli impianti a bordo pista (ed in questo non c’è distinzione tra militari e civili). Una condizione lavorativa aggravata dal pesante rumore e dalle mancanze sulla sicurezza. Oltre al danno fisico c’è anche quello economico: manca l’indennità di rischio, il contratto è fermo al 1998 e si parla di uno spostamento dei reparti militari a Pratica di Mare, in modo da regalare tutto lo scalo ad Aeroporti di Roma (Adr). L’assemblea del 30 marzo deve lanciare una battaglia a tutto campo in difesa della salute, della sicurezza e del salario: per questo proporremo una piattaforma che tutta l’assemblea possa discutere e votare, che richiede lo spostamento immediato dei voli low cost (un traffico aereo che Ciampino non può sopportare), il rispetto della legge 626 ed un aumento salariale in linea col costo della vita. Rivendicazioni che la Cgil e Rifondazione devono farsi carico di portare avanti con una lotta radicale, che deve partire con una nuova assemblea interna che coinvolga tutti i lavoratori nella preparazione di un corteo cittadino e in cui si discuta della possibilità dello sciopero. Il compito del circolo di Rifondazione deve essere anche quello di unire a questa mobilitazione tutti i soggetti che lottano in città contro l’inquinamento. Il tavolo delle trattative tra il Comune di Roma, Ciampino, Ministero dei trasporti e Adr ha dimostrato che di fronte agli interessi miliardari nulla possono i proclami di qualche politico e che non è possibile nemmeno trattare (un tavolo che doveva ridurre il numero di voli si è concluso con... 80 voli in più alla settimana). Solo una lotta unita tra la città e i lavoratori può vincere: siamo sicuri che di fronte ad un aeroporto fermo per sciopero con la solidarietà di tutta la città nelle strade, i padroni di Adr e delle low cost inizierebbero a rifare i loro conti. E la prossima trattativa la devono fare con la mobilitazione nelle strade e con i delegati della lotta. L’assemblea del 30 ci offre l’occasione per costruire questa unità e lanciare la mobilitazione: una unità che stiamo già costruendo come Giovani comunisti creando un collettivo studentesco nel Liceo Volterra. Nessun telegiornale o programma televisivo di denuncia basterà a cacciare le low cost: se è giusto cercare di aumentare l’informazione, le battaglie della Val Susa e di Vicenza ci dimostrano che solo la lotta di massa può vincere. E la strada può essere solo quella di un lavoro paziente di discussione e coinvolgimento. Nella scorsa assemblea è emerso come tutti i problemi sono nati con la privatizzazione dell’aeroporto: da quando lo scalo è finito in mano ad Adr è arrivata la precarietà, un inquinamento spaventoso e il lavoro della parte militare è stato messo sotto attacco. Questo vuol dire che con le low cost deve andarsene anche Adr. L’aeroporto non deve chiudere, ma deve tornare pubblico e stavolta sotto controllo dei lavoratori e dei cittadini. Non vogliamo ritrovarci con altri sciacalli mandati dal ministero o peggio da altri privati. 14/03/2007 |