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Scritto da Stefano Quaglia   

Metropolitana, una follia da 318 milioni di euro



Approvato un primo finanziamento per i lavori della metropolitana di Parma: un’opera inutile e costosissima, ma voluta fortemente da costruttori ed industriali, rappresentati zelantemente dal “loro” sindaco.

 

Lo scorso mese il sindaco Elvio Ubaldi, che apostrofò come “fascisti” e “terroristi” i ragazzi che tentavano di riappropriarsi dello storico spazio sociale Mario Lupo, è finalmente riuscito a far votare il finanziamento per quello che sarebbe il suo capolavoro: la metropolitana a Parma.

Si tratta di una fidejussione da 97 milioni di euro sottoscritta dal Comune (mentre l’ammontare complessivo ammonterebbe a 318 milioni!), il tutto pagato prevalentemente con soldi pubblici, cioè dei lavoratori. Si è calcolato che i debiti contratti, più altri 59 milioni di euro di interessi, non si estingueranno prima del 2036, gravando sulle spalle di almeno 2 generazioni.

Per ammortizzare la spesa, servirebbe un traffico di alcuni milioni di utenti l’anno, mentre l’intera provincia conta solo 420mila abitanti.

Con un patrimonio storico ed architettonico sia sopra che sottoterra, Parma verrebbe deturpata da cantieri e scavi fino a 22 metri di profondità per non incappare in reperti archeologici. Sono previsti almeno sei anni di lavori ad elevato impatto su mobilità e fruibilità del territorio urbano, per la costruzione di 20 stazioni dislocate su 11 km di linea, il tutto in una cittadina di provincia di 170mila abitanti nella quale ci si sposta ancora comodamente in bicicletta.

La vera utilità di questo assurdo progetto la si comprende andando a vedere chi sono i veri beneficiari dei progetti faraonici sostenuti dalla giunta.

Si chiamano Lunardi, l’ex-ministro dei lavori pubblici e titolare di imprese di scavi e costruzioni, Pizzarotti, monopolista o quasi dell’industria edile locale e proprietario di Teleducato nonché presente nel controllo dell’altra tv locale e della Gazzetta di Parma, e Calisto Tanzi, con cui Ubaldi intratteneva già da tempo ottimi rapporti, come emerso dalle inchieste legate al caso Parmalat.

Nient’altro che il solito schema di appalti, speculazioni e corruzione, con il quale da sempre i capitalisti si arricchiscono sulle nostre spalle.

Ma non c’è solo la Metro: un sovrappasso ciclabile, già realizzato, lungo 300 metri per attraversare la Via Emilia, un enorme ponte in costruzione, stile metropoli giapponese, per attraversare un torrentello sporco, un casermone lungo centinaia di metri ai margini del campus universitario, ma non utilizzato, oltre ad una serie di altri progetti assurdi bloccati dalla magistratura, come quello di trasformare il palazzo sede dell’archivio storico, in parte risalente al 1200, in un centro commerciale gestito per 30 anni dai privati.

Infine, per la gioia dei costruttori, c’è da trovare una sede definitiva per l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) che Parma riuscì ad aggiudicarsi grazie a Berlusconi, pur non avendo le strutture necessarie.

Attualmente è ospitata in una costruzione realizzata da una ditta legata a Tanzi, il cui cantiere fu sequestrato nel 2003 nell’ambito di un’ inchiesta in cui Ubaldi è stato indagato per abuso di ufficio e falso in atto pubblico.

Se poi la città sede dell’EFSA ospiterà un megainceneritore di rifiuti (altro progetto dell’attuale giunta) che spanderà diossine e nanopolveri nell’ambiente, all’assurdo si aggiungerà il grottesco.

A Parma mancano alloggi studenteschi e case decenti per i lavoratori, migliaia ne vengono tenuti sfitti dalle agenzie e dagli speculatori, mancano spazi di aggregazione che non siano quei bordelli legalizzati frequentati da rampolli della buona società, mancano politiche abitative serie, si sfrattano le famiglie e si manganellano i giovani che rivendicano un luogo per fare cultura e politica, ma quando c’è odore di affari, magicamente spuntano montagne di soldi.

Tutto questo è possibile anche grazie alla connivenza di parte del centrosinistra, mentre Rifondazione comunista, in crisi totale, non è riuscita a mettere in piedi alcuna iniziativa sul territorio. L’unica opposizione organizzata viene, per ora, dall’associazione “Parmaincomune”, che sta organizzando un referendum, e con la quale il centrosinistra dovrà fare i conti alle prossime elezioni.

Il caso Parma mostra in modo lampante quali siano i legami tra i capitalisti e i loro gregari politici, il controllo dell’informazione, il ruolo dei partiti riformisti, le bugie enormi riguardo ai fondi economici e i reali interessi in ballo.

Il solo modo per il Prc per dare una risposta ai lavoratori e agli studenti che non accettano tutto questo è quello di abbandonare completamente le logiche istituzionaliste e riformiste che hanno contraddistinto finora le posizioni del partito e che l’hanno condotto alla totale paralisi, e di tornare nei quartieri, davanti alle fabbriche e ai luoghi di studio a proporre una lotta organizzata per mandare all’aria questi comitati d’affari e i loro referenti.

La lotta contro il capitalismo comincia da qui.

 

14/03/2007 

 
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