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Pakistan
Il 19 dicembre scorso si è tenuta a Rawalpindi una conferenza di rappresentanti operai da tutto il Pakistan, allo scopo di unificare tutte le lotte attualmente in atto nel paese attraverso un’unica piattaforma. Hanno partecipato oltre cinquecento delegati, in rappresentanza di oltre 63 sindacati e numerose federazioni ed associazioni operaie. Manzoor Ahmed, presidente del Ptudc (Campagna in difesa dei sindacati pakistani), nonché parlamentare, ha introdotto la riunione.
Manzoor ha spiegato che, di fronte a tutti gli attacchi portati avanti dal governo ai diritti dei lavoratori, a questi ultimi non restano che due scelte, lasciarsi morire impotenti o morire lottando contro questo sistema brutale, con coraggio e dignità.
Manzoor ha fornito alcuni dati rispetto alle profonde ineguaglianze fra le classi in Pakistan. Duecentomila persone (su una popolazione di oltre 150 milioni di abitanti) controllano circa l’ottanta per cento della ricchezza del paese. Allo stesso tempo l’anno scorso sono stati tagliati finanziamenti pari a 4 miliardi e mezzo di rupie (un euro è pari a 78 rupie, ndr) al fondo statale per le pensioni. In Pakistan negli ultimi anni abbiamo assistito ad una vera e propria ondata di privatizzazioni.
Nel 2005 è stata svenduta l’azienda delle telecomunicazioni (Ptcl), malgrado la lotta eroica dei lavoratori del settore, che avevano occupato gli impianti e tagliato tutte le comunicazioni, comprese quelle militari e del controllo aereo. La sconfitta è da addebitare alla direzione sindacale che non ha voluto estendere la mobilitazione ad altri settori, come quello dell’energia elettrica e i ferrovieri.
Allo stesso tempo la lotta della Ptcl ha aperto la strada allo sviluppo di altre vertenze, come quella vittoriosa contro la privatizzazione delle acciaierie pakistane (Pakistani Steel mills) che per il momento è stata bloccata grazie alla resistenza dei lavoratori.
Il governo non ha cambiato tuttavia l’atteggiamento provocatorio contro la classe lavoratrice. Ha messo al bando il sindacato dei ferrovieri, della compagnia aerea pakistana, nel settore bancario e alla Pakistani Steel.
Per quanto riguarda la compagnia aerea pakistana (Pia) ciò fa parte di un attacco all’occupazione. Già oltre 1.400 lavoratori sono stati collocati in prepensionamento, mentre è stata preparata una nuova lista di altri 1.200 lavoratori da porre in mobilità. La volontà dell’azienda è di esternalizzare molti reparti, dalle cucine alle merci, dalle officine ai servizi di cabina!
Manzoor Ahmed, esponente della tendenza marxista “The struggle”, è sempre stato a fianco delle mobilitazioni dei lavoratori, con interrogazioni parlamentari e proposte di legge che contrastavano i progetti reazionari del governo.
La conferenza si è conclusa con una risoluzione di cui pubblichiamo alcuni estratti:
“La conferenza dei rappresentati operai denuncia il governo di Musharraf come un agente delle potenze imperialiste e del Fmi, (…) condanna le privatizzazioni di industrie e settori importanti dell’economia pakistana, dichiarando guerra a tutti i livelli a questi provvedimenti. (…)
La risoluzione condanna inoltre la messa al bando del sindacato in diversi settori statali e annuncia l’inizio della mobilitazione per la creazione di veri sindacati nel settore privato che sostituiscano quelli pagati dai padroni. (…)
La conferenza si oppone anche ai tagli operati al fondo pensionistico pubblico ed al loro uso fraudolento. (…)
Condanna la corruzione ed il saccheggio delle risorse statali e delle industrie privatizzate e richiede che ci sia un’indagine su queste questioni da parte di una commissione formata da rappresentanti dei lavoratori. (…)
Si impegna ad estendere la lotta ai contadini, agli studenti ed a tutti gli altri settori di lavoratori oppressi.
Dichiara infine che il governo attuale rappresenta un rischio mortale per i lavoratori e invita alla formazione di un governo provvisorio formato da rappresentanti della classe operaia.”
dal sito “In Defence of marxism”
07/02/2002
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